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Barriera al Brennero: l’Euregio domani in missione a Vienna

Pubblicato il 15 febbraio 2016 in Infrastrutture, Territorio

Platter, Rossi e Kompatscher  

Un  incontro a Vienna, domani, con il ministro degli interni austriaco Johanna Mikl-Leitner, per chiedere che l’intervento al Brennero per i controlli sui profughi sia una misura «da concordare assieme» e «solo temporanee e straordinarie». È il piano d’azione dei tre presidenti del Gect (Gruppo europeo di cooperazione territoriale) Euregio che si sono riuniti questa mattina a Bolzano in seduta straordinaria per trovare una linea comune sulla barriera che Vienna vuole innalzare al confine con l’Italia.

GUARDA I VIDEO INTERVENTI: GÜNTER PLATTER, UGO ROSSI, ARNO KOMPATSCHER

Missione a Vienna e a Roma per l’Euregio

I presidenti della Province autonome di Bolzano e Trento, Arno Kompatscher e Ugo Rossi, e quello del land Tirolo Günther Platter, hanno inoltre concordato un nuovo incontro con il ministro degli interni italiano Angelino Alfano. Come riporta l’Ansa, i controlli di frontiera al valico italo-austriaco hanno “un immenso valore simbolico e storico” e “si rischia che al Brennero si crei un collo di bottiglia”.

No al collo di bottiglia al Brennero, gestione europea dei profughi

I tre presidenti hanno approvato una delibera congiunta, con queste richieste a Unione Europea, Italia e Austria;

  • All’Ue si chiede di mettere in sicurezza i confini esterni e a ripartire i profughi in modo equo su tutti gli Stati membri; impegnarsi a rivedere l’Accordo di Dublino per poter attuare una vera politica comune europea in materia di profughi; lavorare per una gestione coordinata degli spazi di confine in stretto coordinamento con i governi locali nel caso in cui il flusso di profughi della cosiddetta rotta balcanica si sposti sempre più verso ovest e gli Stati europei continuino a dimostrare una incapacità di agire insieme.
  • L’Euregio chiede a Austria e Italia di evitare che il Brennero si trasformi in un collo di bottiglia: vanno adottate per tempo misure appropriate per garantire una rapida registrazione e una distribuzione dei profughi già al momento del loro ingresso sul territorio nazionale ed evitare così l’insorgere di situazioni critiche al confine.
Unioncamere Veneto contro la barriera al Brennero

Intanto oggi dal Veneto si fa sentire Unioncamere che protesta contro l’ipotesi di aumentare i controlli al valico, spiegando che questa scelta avrebbe ripercussioni negative sull’economia del Veneto. Dal Brennero sono passati infatti nel 2014 41 milioni di tonnellate di merci dirette verso il Veneto, pari al 20% dell’intero traffico transalpino.

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