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Euregio unita: il Brennero resta aperto. Lunedì il vertice

Pubblicato il 12 Febbraio 2016 in Agenda, Territorio

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Da Schengen non si torna indietro: il Brennero deve rimanere un corridoio aperto. Alto Adige, Trentino e Tirolo fanno muro contro l’intenzione del governo austriaco di chiudere la frontiera con l’Italia per scoraggiare il flusso di profughi da sud a nord. A dare la misura anche plastica dell’unità d’intenti è stata convocata per lunedì 15 febbraio a Bolzano una riunione della giunta del Gect (Gruppo europeo di cooperazione territoriale), che rappresenta l’Euregio in Europa. Ci saranno i tre governatori Arno Kompatscher, Ugo Rossi e Günter Platter.

Kompatscher, Rossi e Platter: dall’Euregio azioni comuni

«Da anni siamo impegnati nel collegare più strettamente l’area del Tirolo storico e nel rendere invisibile la frontiera al Brennero. La problematica dei profughi non può mettere in discussione questi sforzi» è la dichiarazione comune che i tre presidenti hanno diffuso oggi.

Ma il vertice di lunedì non si annuncia solo come una passerella. In cantiere ci sono «alcuni passi comuni», che saranno illustrati in una conferenza stampa alla fine della Giunta del Gect, in mattinata.

La battaglia di Kompatscher

Nei giorni scorsi Kompatscher ha incontrato a Roma il ministro dell’Interno Angelino Alfano. Il rischio di lasciar prevalare gli interessi dei singoli paesi anziché ragionare in ottica UE, secondo il presidente della Provincia, rappresenta «un pericolo particolarmente forte per una zona come quella altoatesina. L’accordo di Schengen ha depotenziato il confine del Brennero rendendolo di fatto invisibile – ha aggiunto il Landeshauptmann – e ha dato un grande contributo alla convivenza all’interno di un territorio con una complessa storia alle spalle. Ora la gestione dell’emergenza profughi rischia di minare i rapporti tra queste realtà».

La sponda di Tusk

E un appoggio alla posizione “aperturista” dell’Alto Adige è arrivato anche dal presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, che ha affrontato il tema davanti al Comitato delle Regioni riunito a Bruxelles: in un passaggio del suo discorso ha fatto riferimento al rischio di una crisi nello spazio di Schengen e all’esigenza di non frammentare un’area con continui controlli alla frontiera, citando espressamente il Tirolo.

 

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