Inflazione, un terzo degli altoatesini teme un peggioramento del tenore di vita

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Anche per i lavoratori e le lavoratrici dipendenti della provincia di Bolzano è tempo di iniziare a stringere la cinghia, di contenere le spese, di fare sacrifici. Dinanzi alla significativa crescita dell’inflazione e all’aumento considerevole dei prezzi anche per i beni di prima necessità (le associazioni dei consumatori si sono spinte a prevedere una spesa aggiuntiva per una famiglia di quattro persone su base annuale pari a 2.500 €), in Alto Adige in merito a questo aspetto c’è un clima che non volge di certo all’ottimismo. È infatti crescente la preoccupazione di dover abbassare il proprio tenore di vita abituale, nell’immediato futuro. I possibili rimedi? Gli altoatesini, come prime manovre preventive di contenimento, si dicono disposti a contenere le spese per i viaggi, per il tempo libero in generale, per l’abbigliamento, ma anche a utilizzare meno la macchina o a procrastinare gli acquisti più onerosi.

Questo è quanto è emerso in un sondaggio sul tema, quanto mai di attualità, commissionato e poi analizzato dall’ IPL | Istituto Promozione Lavoratori nell’ambito dell’edizione estiva 2022 del Barometro IPL. Per i quesiti inerenti manovre di risparmio e di contenimento spese, il sondaggio – come si evince dai grafici di riferimento – è stato formulato con domande che prevedevano una risposta (affermativa o negativa) per tutte le opzioni proposte.

Più di un terzo dei lavoratori altoatesini teme un peggioramento del tenore di vita

A seguito dell’aumento dei prezzi a cui abbiamo assistito negli ultimi mesi, con l’inflazione che è arrivata a toccare il 9,1%, per non parlare dell’aumento del prezzo dell’energia elettrica e del carburante che tanto per il diesel quanto per la benzina oscilla attorno ai 2 euro al litro, non ci si può stupire se le aspettative sul tenore di vita dei lavori dipendenti altoatesini non siano ottimistiche. Più di un terzo (34%) dei lavoratori altoatesini intervistati ha infatti dichiarato che si aspetta un peggioramento nei prossimi 12 mesi. La preoccupazione è tangibile soprattutto fra gli over 50, la fascia d’età che ha una visione più pessimistica per l’immediato futuro. Il 14% di essi, infatti, prevede un significativo peggioramento del proprio stile di vita.

Per l’80% la prima spending review va applicata ai viaggi

Per far fronte all’aumento dei prezzi, addirittura l’80% degli intervistati si è dichiarato disposto a risparmiare sui viaggi. Ciò non significa per forza rinunciare alle vacanze, ma anche scegliere periodi più brevi o mete più convenienti e meno costose. Seguono gli articoli per la casa (79%) e gli abbonamenti (76%), tra cui quelli in palestra o alle cosiddette “pay TV” (Sky, Dazn, Netflix, etc.). Il contenimento dei costi non risparmia anche il tempo libero (70%) e l’abbigliamento (67%). Si vogliono anche contenere i consumi di energia (48%) e la mobilità (43%).

Cosa si è disposti a fare per provare a mantenere l’abituale stile di vita

Per tentare di conservare l’abituale stile di vita una buona parte dei lavoratori dipendenti altoatesini (75%) è disposta a ritardare gli acquisti più onerosi. Un 73%, invece, è disposto a ridurre la spese per le attività nel tempo libero. Un terzo degli intervistati (36%) prende in considerazione di cercare un secondo lavoro per incrementare le entrate, possibilità quest’ultima ottenibile per una buona fetta (53%) facendo ore straordinarie, oppure chiedendo un aumento di stipendio (40%) o ancora cercando un lavoro più remunerativo (40%).

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