Gianmarco Mazzi, un ministro del turismo o un turista al ministero?
“Io sono contro l’utilizzo del termine overtourism, per me quel termine occorre cancellarlo, bandirlo dal vocabolario del turismo italiano. Danneggia il nostro turismo”. Queste le parole pronunciate con tono deciso dal ministro Gianmarco Mazzi al termine del “Forum sul turismo” tenutosi a Santa Margherita Ligure lo scorso 15 maggio. Ora, non che potessimo attenderci chissà quali sofisticate argomentazioni da chi ha preso il posto di Daniela Santanchè, ma come si può valutare un’affermazione del genere? Perchè presentarsi davanti a microfoni con aria infastidita per spiegarci che chi denuncia che ci sono troppi turisti rischia di farne arrivare meno? La prossima volta ci spiegherà che se meniamo qualcuno rischiamo di fargli male?
Suvvia, sarà stato frainteso, stiamo parlando di un uomo dal curriculum inattaccabile, uno che è stato tra i promotori della nazionale cantanti. I soliti giornalisti avranno estratto strumentalmente una frase fuori contesto…
No, niente da fare, sull’onda dell’ampio spazio mediatico ottenuto grazie a questa geniale intuizione, il ministro ha ripetuto il concetto anche al Festival dell’Economia di Trento, ribadendo che parlare di overtourism “crea un clima di terrore nelle persone che vorrebbero invece venire nel nostro Paese”.
Ora, l’idea che la maggior parte dei turisti rifugga dai luoghi molto frequentati per cercare luoghi isolati da mantenere segreti non sta ovviamente né in cielo né in terra, anzi, solitamente funziona al contrario. Solo per fare un esempio, qualcuno ricorda le file chilometriche allo stand giapponese dell’Expo di Milano?
Bene, fingiamo comunque di prendere sul serio le “mazzate” del ministro e proviamo a fare un po’ d’ordine. Innanzitutto, il termine overtourism è stato coniato dieci anni fa negli Stati Uniti e in Italia, ma anche su Alto Adige Innovazione, se ne discute dal 2018.
Dieci anni in cui, parentesi pandemica a parte, i flussi turistici mondiali sono aumentati in maniera esponenziale. Nel nostro piccolo, già nella primavera del 2019 avevamo “denunciato” l’invasione dei turisti in Alto Adige partendo da quanto accaduto negli anni precedenti a Barcellona e ad Amsterdam. Città in cui le amministrazioni comunali erano già intervenute per ridurre il flusso turistico. In sintesi, ci chiedevamo se i 7 milioni di arrivi e 34 milioni di pernottamenti registrati in provincia di Bolzano nel 2018 non fossero troppi per una popolazione di 520.000 abitanti.
Bene, ora gli arrivi hanno superato i 9 milioni e i pernottamenti i 38.

Non è un dato in controtendenza. In questi ultimi anni l’eccessivo afflusso turistico ha creato problemi in ogni angolo del pianeta: dall’Everest a Machu Picchu, da Lisbona a Tokyo e, inevitabilmente, se ne discute ovunque. Nessuno, però, aveva mai proposto di bandire il termine “overtourism”, ci ha pensato un ministro del governo Meloni.
Allargando ulteriormente il contesto, è evidente come i politici “sovranisti” – Mazzi è stato eletto nelle liste dei Fratelli d’Italia – siano ormai addestrati a esprimersi attraverso grotteschi ritornelli retorici nel tentativo di scaricare la responsabilità di tutto quel che non funziona a qualcun altro. Perché, nonostante le mirabolanti capacità dimostrate da Mazzi e dai suoi colleghi Lollobrigida, Tajani, Nordio, D’Urso e, soprattutto, Matteo Salvini, l’Italia continua imperterrita il suo declino. E così, le città sono insicure per colpa dei sindaci di sinistra, l’immigrazione è fuori controllo per colpa dei magistrati e l’Italia non si è qualificata ai mondiali di calcio perchè “la nazionale italiana è stata rovinata dalla cultura di sinistra” (Italo Bocchino).
Pur comprendendo le ansie dei sovranisti in tempi di globalizzazione, anche a loro potrebbe tornare utile allargare gli orizzonti, invece di restringerli di giorno in giorno.
Le frasi di Mazzi ne sono solo uno dei tanti esempi, ma questa è una rubrica che si occupa di turismo….
Sempre al Festival dell’Economia di Trento, il ministro ha spiegato che la prossima stagione turistica italiana andrà benissimo perché gli europei verranno in Italia a causa delle crisi internazionali, mentre gli italiani resteranno all’interno dei confini nazionali perché le stesse crisi spingono verso un turismo di prossimità.
Altra analisi che non brilla per approfondimento e precisione, ma che, questa volta, potrebbe creare qualche polemica con i colleghi di governo e di partito.
Il ministro sostiene forse che i nostri valorosi turisti siano più vili di quelli europei? Che gli italiani, timorosi per gli eventi bellici, preferiscano restare vicini a casa, mentre gli impavidi turisti stranieri valicano arditamente i confini nazionali per raggiungere le loro mete preferite?
In fondo, non c’è molto da analizzare, Giorgia Meloni sta semplicemente dimostrando di aver compreso meglio di chiunque altro una regola essenziale della politica di oggi: “il miglior modo per mantenersi in testa al gruppo è quello di appoggiare e favorire uomini di capacità chiaramente inferiore” (Gore Vidal).
Massimiliano Boschi