Pubblico è bello (e produttivo). Soprattutto se fa smart working

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Il pubblico? Lavora meglio in smart working. Lo sostiene la FLP (Federazione dei lavoratori pubblici) del Trentino – Alto Adige, che parla di «alta produttività» per le migliaia di persone che nelle due province si sono trovate, tutto d’un tratto, a lavorare da casa. «I dati derivanti dai predetti confronti sindacali sul lavoro agile sono ottimi – spiegano in una nota –  ed hanno confermato che la produttività degli Uffici è stata sempre mantenuta alta, senza alcun rallentamento della macchina amministrativa. Ciò è davvero sorprendente perché ci offre la possibilità di ragionare e valutare l’impiego del lavoro agile/smart working, in forma massiccia, anche dopo il periodo emergenziale fissato, al 31 luglio». Ma quanti sono i lavoratori pubblici attualmente in smart working? La stima del sindacato si aggira attorno all’80%.

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Interlocuzioni e protocolli per lo smart working

La FLP ha richiesto numerose videoconferenze con varie Amministrazioni delle province di Trento e di Bolzano (Agenzia delle Entrate, Agenzia delle Dogane e Monopoli, Inail, Questure, Commissariati del Governo, Corte dei Conti, Commissioni Tributarie, Inps, Ragionerie dello Stato, Avvocatura, Agenzia Demanio, Ministero Infrastrutture, Uffici Giudiziari, Aci ecc..). Con alcune di esse si è interagito e si è avuto un proficuo confronto per analizzare i risultati del lavoro a distanza. La Federazione ricorda di aver sottoscritto, con alcune amministrazioni, protocolli molto severi sulle misure di prevenzione e sicurezza dei dipendenti, in ordine all’emergenza sanitaria da “Covid-19”.

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Da remoto si lavora bene, tanto che la FLP lancia l’appello: «La digitalizzazione delle P.A. consentirà ai cittadini di evitare code chilometriche davanti agli Uffici, con i relativi risparmi di tempo e di costi dovuti ad un minor traffico automobilistico e, contestualmente, con un notevole contributo alla salvaguardia dell’ambiente. In questi giorni, su molti tavoli sindacali, stiamo affrontando la fase 2 che, prevede un lento ma graduale rientro dei lavoratori negli Uffici pubblici, fermo restando che una gran parte delle attività amministrative e quindi lavorabili a distanza, possano continuare anche dopo la fine del periodo emergenziale».

 

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