Coronavirus, a lunedì test a campione su quasi 5.000 altoatesini

FacebookTwitterLinkedInWhatsAppEmail

Non solo i tremila della Val Gardena, da lunedì saranno testati al coronavirus altri 4.700 altoatesini all’interno di un’indagine nazionale. Lo scopo è capire a livello nazionale e locale quale sia la percentuale di popolazione che ha sviluppato anticorpi da coronavirus avendo contratto il Covid 19. La campagna di test verrà condotta dall’Azienda sanitaria dell’Alto Adige insieme al Ministero della Salute, l’Istat e la Croce Rossa.

La rilevazione nazionale

L’indagine riguarderà diverse aree geografiche e persone diverse per età, sesso e attività economica. In questo modo si potrà avere una vera fotografia di quanti siano gli asintomatici, le persone che non hanno sviluppato alcun sintomo di malattia pur essendo entrate in contatto con il nuovo coronavirus. Saranno prelevati campioni a 150.000 persone di tutte le età, residenti nelle diverse regioni nonché province autonome italiane, selezionate a caso dai registri statistici Istat. Queste persone saranno contattate telefonicamente da un operatore della Croce Rossa che spiegherà loro brevemente gli obiettivi del progetto, chiedendone la partecipazione. Gli operatori fisseranno quindi un appuntamento presso una delle sedi individuate in provincia o, in caso di impossibilità a recarsi presso la sede selezionata, concorderanno un appuntamento presso il domicilio della persona o dove quest’ultima preferirà essere raggiunte.

Test a campione in Alto Adige: 4.700 persone in 48 comuni

In Alto Adige il campione comprenderà circa 4.700 persone in 48 comuni. I risultati saranno utili per pianificare ulteriori azioni sia a livello statale che locale e per adeguare le misure di contenimento, se necessario. Il personale della Croce Rossa contatterà le persone selezionate in Alto Adige a partire da lunedì 25 maggio. «Se vogliamo superare bene la fase di allentamento – l’assessore alla salute Thomas Widmann – una delle misure più importanti è quella di effettuare dei test. Questi progetti di test pianificati ci forniranno importanti informazioni sulla situazione epidemiologica in Alto Adige. Allo stesso tempo, dobbiamo ampliare le nostre capacità di testare in modo da poter intervenire immediatamente per eseguire un gran numero di test non appena vi dovesse essere il sospetto di un nuovo focolaio d’infezione». «Anche se in Alto Adige disponiamo di molti dati affidabili, come il numero di persone sottoposte al test, il numero di tamponi prelevati e il numero di persone risultate positive – aggiunge il direttore generale Florian Zerzer –  c’è qualcosa che ancora non sappiamo, vale a dire il numero di persone che hanno avuto contatto con il virus. Questa rilevazione ci aiuterà a colmare tali lacune rispetto a quello che già sappiamo. Spero quindi che tutte le altoatesine e tutti gli altoatesini contattati accettino di partecipare».

Ti potrebbe interessare