Il caro affitti frena l'arrivo in Alto Adige di centinaia di lavoratori: l'allarme del Centro Casa

Alessandro Palmarin
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Il tema affitti continua a pesare sulle spalle della città di Bolzano. Il Centro Casa chiede un’adeguata politica della casa che permetta di accedere ad alloggi con un affitto calmierato. Questo perché centinaia di persone hanno l’intenzione di trasferirsi a Bolzano a lavorare, avendo la città in questo momento necessità di lavoratori, ma sono costrette a desistere a causa dell’impossibilità di pagare un affitto così oneroso. Discorso analogo a quello degli studenti della Libera Università di Bolzano che rinunciano allo studio nel capoluogo sempre a causa di affitti troppo onerosi. Le soluzioni già messe in atto negli scorsi anni, per poter risolvere questa problematica, non sembra abbiano riscosso tanto successo. Secondo il Centro Casa il problema degli affitti non è stato risolto dalle case albergo, gestite dall’Ipes, e sulle quali la Provincia non ha purtroppo perseguito un piano di sviluppo. La problematica principale delle case albergo sono le lunghe liste di attesa, dato che i tempi per ricevere un alloggio arrivano a toccare i due anni. Rimane quindi il mercato privato, ma con prezzi proibitivi.

Le possibili soluzioni

Le proposte del Centro Casa sono molteplici e riguardano per esempio incentivi derivanti dal nuovo disegno di legge provinciale sull’Imi. Soluzioni più celeri possono riguardare il cohousing e le case multigenerazionali come previsto dalla nuova legge sull’edilizia sociale provinciale. Il presidente del Centro Casa Maurizio Surian chiede di testare in questo senso alcuni progetti pilota nel capoluogo: “Bisognerebbe provare a connettere le necessità dei lavoratori, nella ricerca di una casa, con quelle di persone che abitano da sole, in un appartamento grande. Significa potere subaffittare una parte di alloggio, a fronte di alcuni servizi minimi. Sarebbe una piccola novità in un mercato dell’abitare stagnante”.

Secondo il Centro Casa, il settore pubblico deve fungere da regista in questo ambito, deve elaborare la fattibilità di progetti abitativi multigenerazionali e agevolare fiscalmente chi subaffitta. “Si apra un tavolo costruttivo con tutte le parti sociali e le associazioni che rappresentano inquilini e proprietari. Il lavoro e la casa sono i due pilastri sui quali costruire il proprio futuro “, continua Surian. A medio termine, tra le possibili soluzioni, Dodo Detassis della presidenza Centro Casa ha indicato di trasformare gli spazi della zona produttiva in alloggi, creando delle foresterie a disposizione dei lavoratori.

I prezzi sono realmente proibitivi?

Andando ad analizzare i prezzi degli affitti in tutta Italia, ci rendiamo conto che i prezzi variano se si prende in considerazione un quartiere centrale o periferico. Se questo discorso può valere per grandi centri urbani come Roma o Napoli, se si vanno a considerare realtà più piccole il risultato non si scosta enormemente. Prendendo ad esempio la realtà di Trieste (città con circa il doppio della popolazione rispetto a Bolzano, ma con retribuzione globale annua (Rga) media quasi uguale) si nota come la differenziazione di prezzi in base ai quartieri sia più marcata rispetto alla realtà bolzanina.

Analizzando i dati di JobPricing si nota infatti la somiglianza del Rga medio delle provincie di Bolzano (33.602 €) e Trieste (33.513 €). Somiglianza che però non si ritrova nei prezzi d’affitto, analizzati nella mensilità di Aprile 2022 da “immobiliare.it“. Seguono i prezzi medi di affitto di Bolzano Comune, Bolzano Provincia, Trieste Comune, Trieste Provincia.

Bolzano Comune da 11,77 €/m² a 14,21 €/m², Bolzano Provincia da 9,24 €/m² a 13,84 €/m²

Trieste Comune da 7,59 €/m² a 10,90 €/m², Trieste Provincia da 9,06 €/m² a 10,03 €/m²

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