L'assessora Kuenzer punta sulla tutela del paesaggio e sui beni culturali

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Tempo di bilanci anche per l’assessora provinciale Maria Hochgruber Kuenzer – responsabile per i settori sviluppo del territorio, tutela del paesaggio e tutela dei beni culturali – giunta ormai a metà del suo mandato. “Dopo l’accelerazione dell’economia negli ultimi decenni, la pandemia ha provocato una frenata che ora dobbiamo cogliere quale opportunità, al fine di sfruttare il potenziale della lentezza come qualità di vita”, sottolinea Hochgruber Kuenzer. A detta dell’assessora saranno tre le principali sfide future per il suo assessorato: la tutela dei beni culturali, la tutela del paesaggio e la programmazione territoriale per la sostenibilità.

Tutelare i beni culturali per salvaguardare l’identità

Attualmente in Alto Adige sono sotto tutela 5.031 edifici, di cui 1.539 sono case contadine. “Non si tratta semplicemente di tutelare e valorizzare questo importante patrimonio, che rende la nostra terra particolare. Il nostro impegno è rivolto a preservare attivamente gli edifici storici e le testimonianze per tramandarle alle nuove generazioni, al fine di tenere viva la nostra identità”, spiega Hochgruber Kuenzer. Un ulteriore passo avanti nell’attività di tutela è stato compiuto con il ripristino della Consulta Beni culturali, organismo interdisciplinare che copre tutti gli ambiti di competenza della Soprintendenza ai beni culturali, da quelli relativi ai beni architettonici e artistici, a quelli sui beni archeologici e archivistici. Rinnovata anche la composizione, che oltre ad esperti, per la prima volta comprende rappresentanti dei gruppi d’interesse ed enti di tutti e tre i gruppi linguistici, con i quali è necessario il confronto.

Sempre per quel che riguarda la tutela degli edifici, è stata migliorata la strategia d’incentivazione per un utilizzo mirato delle risorse tramite il progetto dell’inventario edilizio, introdotto in via sperimentale a Sluderno, con il quale si individuano gli edifici da tutelare non solo in base alla vetustà, ma anche all’importanza per i centri abitati ed il paesaggio. A tal proposito, un gruppo di lavoro paritetico fra Provincia e la Diocesi di Bolzano-Bressanone elaborerà un protocollo d’intesa per regolare la collaborazione al fine di garantire la tutela coordinata dei beni culturali ecclesiastici mobili ed immobili, patrimonio molto vasto in Alto Adige, con l’obiettivo di mantenerli e valorizzarli con la catalogazione, digitalizzazione, dalla gestione delle banche dati, al restauro dei beni culturali e alla ricerca.

Tra i progetti per il futuro c’è il varo di una nuova legge sulla tutela dei beni culturali, così come la predisposizione di un vademecum sulla tutela dei beni culturali per i proprietari, progettisti e per la politica; un nuovo deposito per i reperti archeologici, a fronte degli spazi esigui di quello esistente a Frangarto e l’estensione dell’attività di ricerca soprattutto in ambito edilizio.

Sviluppare il territorio, ma senza eccessi

“La nuova pianificazione territoriale è la disciplina più importante per dare forma alla nostra Provincia, ha un orientamento innovativo e pone dei limiti all’uso del territorio”, spiega Hochgruber Kuenzer. Accanto ai regolamenti d’esecuzione della Legge territorio e paesaggio, sono state approvate precise linee guida per la predisposizione da parte dei Comuni del proprio Programma di sviluppo comunale per il territorio e il paesaggio. Tale programma di sviluppo comunale verrà pensato coinvolgendo anche la cittadinanza locale per delineare lo sviluppo del territorio da qui a dieci o vent’anni, dandosi degli obiettivi precisi da raggiungere nei tempi stabiliti. Il Programma di sviluppo comunale sarà quindi un documento interdisciplinare che indicherà gli obiettivi di sviluppo territoriale, socioeconomico e turistico tenendo conto delle infrastrutture essenziali, quali servizi pubblici, mezzi di trasporto, forniture di servizi e rete di telecomunicazioni. La Provincia sostiene poi la collaborazione intercomunale per la predisposizione del programma tramite sostegni finanziari ai Comuni interessati. Già un terzo dei 116 Comuni collabora condividendo i membri delle commissioni.

Altra tematica molto importante riguarda lo sfruttamento del suolo, una risorsa non rinnovabile e fondamentale per la lotta contro i cambiamenti climatici, così come la promozione della biodiversità, la protezione della salute umana e la sicurezza alimentare. “In Alto Adige il suolo è un bene particolarmente prezioso. Solo il 3,7% della superficie totale è ancora potenzialmente utilizzabile, mentre l’1,8% è già utilizzato a fronte di una percentuale del 94,5% non utilizzabile”, sottolinea Hochgruber Kuenzer. A tal proposito, con la Legge territorio e paesaggio è stato compiuto un passo importante: il principio adottato è che il consumo di suolo all’esterno dell’area insediabile non connesso all’attività agricola può essere ammesso esclusivamente se è necessario e non sussistono alternative economicamente ed ecologicamente ragionevoli, mediante interventi di recupero, riuso, adeguamento o densificazione degli insediamenti esistenti.

Paesaggio da proteggere nel suo complesso

“La tutela del paesaggio riveste un ruolo strategico per la sostenibilità dello sviluppo del territorio altoatesino. I nostri giovani porranno priorità differenti e chiederanno che il paesaggio sia un diritto fondamentale. Dobbiamo tenerne conto e tracciare la via del domani già oggi. Ritengo fondamentale investire per far crescere una generazione consapevole e attenta al rispetto dell’ambiente: è loro l’Alto Adige di domani”, afferma l’assessora Hochgruber Kuenzer. A tal fine sono necessari nuovi modelli e la sfida più grande è quella di creare cultura e consapevolezza nei confronti del paesaggio nel suo complesso, quello che riguarda tutti i cittadini. Proprio per questi motivi sono molti i programmi dedicati ai più giovani, già attivati presso i centri visite dei parchi e a scuola, per sensibilizzare le future generazioni chiamate a plasmare e tutelare il territorio.

Altro strumento di fondamentale importanza per la tutela del territorio sono i  7 parchi naturali, i quali ricoprono il 24% della superficie totale dell’Alto Adige: Tre Cime, Vedrette di Ries-Aurina, Fanes-Senes-Braies, Puez-Odle, Sciliar-Catinaccio, Monte Corno, Gruppo di Tessa e Parco nazionale dello Stelvio (53.000 ettari in territorio altoatesino). I parchi naturali con i loro Centri visite assumono un ruolo di rilievo non solo come zone per la tutela paesaggistica, ma anche come centri di ricerca, di formazione e di documentazione. L’ultimo dei Centri visite aperti presso il Parco nazionale dello Stelvio, Avimundus, è stato dedicato al mondo degli uccelli locali. La Provincia di Bolzano, inoltre, assumerà la direzione del Comitato di coordinamento e indirizzo del Parco nazionale dello Stelvio per il periodo 2021-2026. Nell’ambito delle Dolomiti patrimonio Unesco, saranno portati avanti numerosi progetti di cooperazione e sarà attivato il coordinamento di reti interregionali, ad esempio nei settori del turismo e della mobilità.

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