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Tempesta Vaia, 9 mesi dopo raccolto metà del legname caduto

Pubblicato il 18 Luglio 2019 in Territorio

 

Un milione e mezzo di metri cubi di legname schiantato su 5.918 ettari di territorio, pari all’1,7% della superfice boschiva totale dell’Alto Adige. Questo il bilancio aggiornato dei danni provocati dalla tempesta Vaia che, nella notte tra il 29 e il 30 ottobre, ha colpito la Provincia di Bolzano con raffiche di vento che hanno raggiunto anche i 130 km/h. La Ripartizione foreste ha pubblicato un Report aggiornato con 68 pagine che sviscerano nei dettagli i danni causati dal maltempo.

Sgomberati 800.000 metri cubi

I 2.100 proprietari dei boschi, distribuiti sugli 86 comuni colpiti dalla tempesta, hanno già provveduto a raccogliere e sgomberare ben 800.000 metri cubi di legname, pari a oltre la metà del totale. Ciò anche grazie alle 463 teleferiche temporanee realizzate sul territorio, 300 delle quali nel frattempo sono state smontate. La più lunga, in Val d’Ultimo, misurava 1.000 metri, mentre la lunghezza media è di 385 metri. Per svolgere i lavori in massima sicurezza, la scuola forestale Latemar ha tenuto tra gennaio e maggio 20 corsi di formazione ai quali hanno partecipato 112 persone. “Tutta la “catena” coinvolta nelle operazioni sta lavorando in maniera egregia – commenta il direttore della Ripartizione foreste, Mario Broll – dimostrando che uniti siamo più forti. Abbiamo cercato di studiare ciò che è stato fatto in casi simili nel resto della Mitteleuropa, mantenendo però sempre alta l’attenzione sulla realtà locale e sulla sicurezza di chi opera sul campo. La metà del lavoro è stato portato a termine, ora ci attende una seconda metà dell’opera se possibile ancora più complicata”.

Danni per i boschi dell’Alto Adige

I due terzi degli alberi schiantati sono concentrati nelle stazioni forestali di Nova Ponente, Nova Levante, Fontanefredde e San Vigilio di Marebbe: mediamente i danni totali (1,5 milioni di metri cubi) equivalgono a 2 anni di “ripresa” (massa legnosa prelevabile annualmente dal bosco nell’ambito di una gestione sostenibile) per i boschi dell’Alto Adige, ma in alcune zone, come ad esempio quella del Latemar, questa quota arriva addirittura a 16 anni di ripresa. Tra le misure già avviate in questi mesi, il Report cita i 3,5 milioni di euro messi a disposizione per il ripristino delle strade forestali (124 progetti in 70 comuni) e i 7,4 milioni di euro per i 158 progetti di risanamento del bosco suddivisi in 41 comuni e 8 Ispettorati forestali.

Un milione di nuovi alberi

vivai forestali, dal canto loro, in primavera hanno distribuito sui terreni ben 9,5 kg. di semi di abete rosso e 17,5 kg. di semi di larice. Rispetto alla produzione normale di nuovi alberi, la Ripartizione foreste stima che siano necessari altre 150.000-200.000 piante, tanto che per il periodo 2020-2025 è prevista la posa di 1.017.800 alberi.

Monitoraggio del bostrico

Prosegue, infine, il monitoraggio del bostrico, un parassita molto pericoloso che colpisce alberi malati, morti o abbattuti, i cui aghi diventano prima giallognoli e poi rossiccio-marroncini, per cadere quindi nel giro di alcune settimane. La Ripartizione Foreste, grazie al supporto scientifico dell’Istituto di entomologia dell’Università di Padova, ha deciso di infittire il rilevamento mirato di questo insetto grazie ad una rete di 100 trappole con ferormoni che vengono svuotate a intervalli di tempo regolari.

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