Stranieri in aumento in Alto Adige, ma sul lavoro sono i più penalizzati

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Alla fine del 2020 in Alto Adige vivevano complessivamente 50.792 persone di nazionalità straniera: ciò corrisponde a una quota della popolazione totale del 9,5 per cento, superiore a quella regionale (9,0%) ed a quella nazionale (8,5%) . Nonostante l’emergenza causata dal Covid-19, il numero di cittadini stranieri in Alto Adige è aumentato di 663 unità rispetto al 2019, pari all’1,3 per cento. A livello nazionale, tuttavia, la percentuale di migranti è diminuita dello 0,5 per cento nel 2020.

I dati attuali sull’immigrazione in Italia ed in Alto Adige sono contenuti nell’Annuario Statistico sull’Immigrazione 2021, pubblicato dal Centro Studi e Ricerche IDOS. Il volume è stato presentato oggi (28 ottobre) a Palazzo Widmann dalla direttrice dell’Ufficio educazione permanente, dove ha sede il Servizio provinciale di coordinamento dell’integrazione, Anika Michelon, e i due relatori per l’Alto Adige del Istituto di ricerca IDOS, Fernando Biague e Matthias Oberbacher. L’annuario, presentato in contemporanea in tutta Italia, fornisce un quadro completo sugli sviluppi dell’immigrazione fino alla fine del 2020.

In Alto Adige il 9,5% dei cittadini sono di nazionalità straniera

Matthias Oberbacher ha illustrato la situazione in Alto Adige. Dei 50.792 stranieri che vivono in Alto Adige, il 52,4 per cento sono migranti. In termini di provenienza, la quota più elevata di migranti proviene dall’Europa (31.462, 61,9%): circa la metà da Paesi UE, l’altra metà da Paesi europei non UE. Seguono l’Asia (9.807; 19,3 percento), l’Africa (7.236; 14,2 percento), l’America (2.264; 4,5 percento) e l’Oceania (19).  Come negli anni scorsi gli albanesi costituiscono il gruppo più numeroso con 5.998 persone (11,8 per cento), seguiti da tedeschi (4.457; 8,8 per cento), pakistani (3.696; 7,3 per cento), marocchini (3.525; 6,9 per cento) e rumeni (3.443; 6,8 per cento).

Degli stranieri extracomunitari in Alto Adige, 33.210 (56,6 per cento) avevano un permesso di soggiorno permanente per l’Unione Europea alla fine del 2020. I permessi di soggiorno temporaneo (14.417) sono stati concessi per motivi familiari (56,4 per cento), protezione internazionale (20,8 per cento) e motivi di lavoro (19 per cento). 1.846 dei migranti residenti in Alto Adige hanno ricevuto la cittadinanza italiana, 163 in più rispetto all’anno precedente. Il bilancio naturale in Alto Adige è stato positivo anche rispetto al 2020, ha spiegato Matthias Oberbacher.  Il numero delle nascite è stato di 710 e il numero dei decessi è stato di 133. Più persone si sono trasferite in Alto Adige che emigrate. Nei centri di accoglienza dell’Alto Adige, invece, così come a livello italiano, si è registrata una diminuzione del numero di persone in cerca di aiuto fino a giugno 2020 a causa della crisi causata dal Coronavirus. Uno sguardo alla situazione delle scuole evidenzia che la quota di alunni stranieri in Alto Adige rappresenta complessivamente il 12,3 per cento del totale degli alunni, in cifre assolute 11.194 alunni. La distribuzione tra i diversi livelli scolastici è simile, solo nel livello superiore e tra gli apprendisti la quota di stranieri è leggermente inferiore.

Gli stranieri costituiscono l’8,5 per cento dell’intera popolazione attiva in Alto Adige. Guardando ai singoli settori, gli stranieri residenti in Alto Adige lavorano principalmente nel settore dei servizi, nell’industria, nell’edilizia e nell’assistenza domiciliare. Il tasso di disoccupazione tra gli stranieri è del 12,9 per cento, circa tre volte superiore a quello dei cittadini italiani (3,7 per cento). Lo stipendio medio netto mensile degli stranieri, però, è ben al di sotto di quello dei residenti: 1.261 euro contro 1.641 euro netti pro capite.

Migrazione nel mondo

“Nel 2020 a livello mondiale vi erano 281 milioni di persone migranti”, ha affermato Fernando Biague, descrivendo la situazione internazionale. In sostanza c’è un migrante ogni 30 abitanti del mondo. Il numero di migranti è aumentato ogni anno in media del 2,4 per cento dal 2000. L’Europa è al primo posto come meta dei migranti con 92,9 milioni di persone, seguita da Asia (79,3 milioni), America (73,5 milioni), Africa (25,3 milioni) e Oceania (9,3 milioni). Si tratta di rifugiati e richiedenti asilo, nonché di migranti economici.

Migrazione in Italia

Al 31 dicembre 2020 i cittadini stranieri residenti in Italia ufficialmente erano 5.013.215 (questo corrisponde a una diminuzione dello 0,5 per cento, pari a 26.422 persone rispetto all’anno precedente). 3,7 milioni di persone non sono cittadini dell’UE. Gli immigrati rumeni costituiscono il gruppo più numeroso con 1,1 milioni. Seguono gli albanesi (410.087), i marocchini (408.179), i cinesi (288.679) e gli ucraini (227.587).

Anche i lavoratori stranieri stanno soffrendo le conseguenze della crisi causata dalla pandemia. Il numero di occupati con cittadinanza straniera in Italia a fine 2020 era di 2.346.000 (159.000 in meno rispetto all’anno precedente). Ciò corrisponde a un calo del 6,4 per cento, la prima diminuzione registra in 16 anni. Il numero dei disoccupati stranieri è diminuito del 12,4 per cento a 352.000 unità. Il tasso di occupazione degli stranieri è diminuito del 3,7 per cento.

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