In Alto Adige gli stranieri sono il 9,6%

Gli stranieri in Alto Adige sono il 9,6% della popolazione. Il dato è contenuto nell’Annuario statistico sull’immigrazione (Dossier Statistico Immigrazione) che proprio quest’anno compie 30 anni. Il volume, presentato ieri (28 ottobre), come nel resto d’Italia, a Palazzo Widmann, consente una visione completa dell’evoluzione del fenomeno dell’immigrazione fino alla fine del 2019.  Alla fine del 2019 la popolazione straniera censita in Alto Adige ammontava a 50.963 persone, che corrisponde al 9,6 % del totale. L’incremento rispetto all’anno precedente è stato di 630 unità, pari allo 0,1 per cento. Con queste cifre la percentuale di cittadini stranieri in Alto Adige è di poco superiore alla media europea (8,6%) ma nettamente al di sotto di quella del Tirolo (16%).

Un terzo degli stranieri residenti in Alto Adige proviene da Paesi dell’Ue, circa il 30 per cento da paesi europei extra Ue, il 19 per cento dall’Asia e il 14 per cento dall’Africa. Delle persone non europee, alla fine del 2019 poco più del 57% aveva un permesso di soggiorno permanente per l’Unione Europea. Gli albanesi costituiscono sempre il gruppo più numeroso con circa 6.000 unità, seguiti da tedeschi, pakistani, marocchini e rumeni. Dei non europei, poco più del 57% aveva un permesso di soggiorno permanente per l’Unione Europea alla fine del 2019.

 

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Il numero di nascite è stabile tra 700 e 800 unità e una quota del 14-15%. La percentuale di minorenni stranieri in Alto Adige è relativamente alta, e corrisponde a circa un quinto del totale. La popolazione straniera è in media più giovane di quella autoctona, il 68,8 per cento ha meno di 44 anni. Gli stranieri residenti in Alto Adige lavorano principalmente nel settore dei servizi (68,2% rispetto al 71% dei dipendenti con cittadinanza italiana). Anche i lavoratori stranieri stanno subendo le conseguenze della pandemia. Più evidenti sono gli effetti nell’industria del turismo. Secondo l’Ufficio per l’osservazione del mercato del lavoro, il 9,7% delle donne e il 6,1% degli uomini di altri paesi hanno perso il lavoro tra novembre 2019 e aprile 2020, mentre tra i dipendenti con cittadinanza italiana la percentuale scende rispettivamente al 2,1 e 1,6%..

Nel 2019 circa 272 milioni di persone sono migrate in stati diversi dal loro. Nel mondo una persona ogni 30 abitanti è quindi un migrante. Il numero è aumentato di 14 milioni di unità in ciascuno degli ultimi due bienni: dai 244 milioni del 2015, il loro numero è salito a 258 nel 2017. L’Europa è in testa come paese ospitante con 89,2 milioni di migranti, seguita da Asia (77,5 milioni), America (quasi 70 milioni) e Oceania (8,7 milioni). 79,5 milioni di migranti sono rifugiati e richiedenti asilo mentre 164 milioni sono migranti economici.

Immigrazione in Italia

Al 31 dicembre 2019 i cittadini stranieri in Italia erano ufficialmente 5.306.500 (in aumento di 47.100 rispetto all’anno precedente). Di questi 3,6 milioni non sono cittadini dell’UE. Con 1,2 milioni di persone quello dei rumeni è il gruppo più numeroso. Seguono gli albanesi (440.854), i marocchini (432.458) e i cinesi (305.089). Il numero di occupati con cittadinanza straniera è pari a 2.505.000 persone (50.000 in più rispetto all’anno precedente). Il numero di disoccupati stranieri è aumentato di 2.000 unità e ora è di 402.000. Il tasso di occupazione degli stranieri è quindi del 61 per cento.

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