Quella statua di Enrico Mattei elogio al provincialismo

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Non può essere considerato il monumento simbolo di Bolzano, ma indubbiamente è rappresentativo di una certa mentalità. E’ la statua in bronzo dedicata ad Enrico Mattei collocata dal Comune in una rotonda nei pressi di una stazione di servizio non lontano dall’uscita di Bolzano Sud. Era l’ottobre del 2012, e in occasione del 50° anniversario della morte del fondatore di Eni, il Comune ha intitolato a Mattei una strada che collega via Einstein a un’area di servizio Agip (gruppo Eni) e, contemporeamente, ha inaugurato nei pressi di quest’ultima una statua (site specific?) che ritrae Mattei “impegnato in uno dei suoi hobby preferiti: la pesca”.

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Così, Enrico Mattei, uno dei dirigenti italiani più importanti del dopoguerra, deceduto in un incidente aereo molto probabilmente causato da un attentato, è celebrato nel capoluogo altoatesino come “pescatore”. Il motivo è stato esplicitato in occasione della stessa inaugurazione: “Esattamente 50 anni fa, il 27 ottobre 1962, Mattei fu vittima di un incidente aereo. Nel 2005, la magistratura poté dimostrare la natura dolosa dell’incidente, i cui responsabili rimangono tuttavia sino ad oggi ancora ignoti. Tale episodio e la ricorrenza del 50° anniversario, hanno rappresentato l’occasione per la realizzazione di una statua in bronzo che ritrae Mattei intento a pescare sul “suo” lago d’Anterselva” (sic!).

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Sulle motivazioni che spingono a erigere monumenti avevamo già scritto qui , ma è difficile non notare come il Comune abbia deciso che la cosa più importante da celebrare della vita di Mattei fosse la sua attività di pesca in Alto Adige. Il provincialismo in una delle sue massime espressioni. Non resta che augurare lunga vita a Paolo Scaroni, ex patron dell’Eni e ora presidente del Milan, sperando che non sia uso farsi praticare colonscopie in qualche rinomata clinica altoatesina.

Massimiliano Boschi

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