Contagi, buone notizie per le aziende: nessuna colpa per chi rispetta il protocollo

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Il protocollo, se rispettato, allunga la vita. Soprattutto quella degli imprenditori: è arrivata la conversione in legge del Decreto Liquidità, e quindi è stato confermato l’orientamento del testo che depenalizza il comportamento dell’imprenditore in caso di contagio Coronavirus. Questo, ovviamente, se si rispettano le regole previste dal protocollo (che vi invitiamo qui a leggere). Una notizia attesa dal mondo imprenditoriale: chi segue le regole non può essere punito per eventuali casi sfortunati.

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«Con l’odierna conversione in legge da parte di Camera e Senato del DL N. 23/2020 (cosiddetto DL Liquidità) è stata approvata l’introduzione, che recepisce la proposta di Confindustria – spiega una nota degli industriali –  volta a superare le criticità segnalate sul tema della responsabilità del datore di lavoro nei casi di contagio da COVID-19. La norma introdotta, che dà seguito ad alcune positive indicazioni dell’INAIL, prevede che l’adozione dei protocolli di sicurezza siglati tra le parti sociali e l’adeguamento a tutte le prescrizioni di contenimento in essi contenute, costituiscono corretto adempimento degli obblighi previsti dall’articolo 2087 del Codice civile e, in quanto tali, sono idonei a escludere la responsabilità civile e penale dell’imprenditore».

«È un risultato molto significativo, che riguarda uno dei profili avvertiti come più critici da parte delle imprese in questa fase di riavvio delle attività. Le imprese produttive sono state le prime a dotarsi di un apposito protocollo di sicurezza condividendolo con le organizzazioni sindacali e le istituzioni e lo stanno attuando con responsabilità. In particolare, tra le nostre imprese gli accordi aziendali per l’attuazione del Protocollo di sicurezza sono stati finora un centinaio e riguardano oltre 20.000 collaboratrici e collaboratori e confidiamo che nelle prossime settimane questi numeri cresceranno ulteriormente», così il Direttore di Assoimprenditori Alto Adige, Josef Negri.

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