Piano di tutela delle acque: misure per fiumi

Pubblicato il 11 Marzo 2020 in Agenda

 

Il Piano di tutela delle acque, predisposto dall’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima, indica misure per raggiungere e mantenere lo stato di qualità dei corpi idrici dell’Alto Adige e strategie per un utilizzo e una gestione nel tempo della risorsa acqua ancora più sostenibili, solidali e rispettosi dell’ambiente. Fra i corpi idrici vi sono i 297 corsi d’acqua, fiumi e rii, che scorrono in territorio altoatesino. Nel piano è descritto il loro stato e sono indicati i rispettivi livelli di qualità dal punto di vista chimico ed ecologico. Nel periodo di controllo 2009-2014 risulta essere alta la qualità dei 297 corsi d’acqua dell’Alto Adige: 295 presentano un buono stato chimico, mentre non è buono per i rimanenti 2; per quanto riguarda lo stato ecologico, invece, 47 corsi d’acqua presentano uno stato elevato, 232 uno buono, 15 uno moderato e 3 uno insufficiente (vedi tabella allegata). I risultati del monitoraggio finora ottenuti per l’attuale periodo di gestione 2015-2021, confermano in gran parte lo stato di qualità delle acque del periodo precedente 2009-2014. “Solo un’azione condivisa da tutte le parti interessate consentirà il raggiungimento e il mantenimento dell’obiettivo di avere uno stato buono in tutti i corsi d’acqua altoatesini entro il 2027, termine fissato dalla direttiva europea” sottolinea l’assessore provinciale allìambiente Giuliano Vettorato.

Fiumi e rii: misure future

In base alla direttiva quadro europea sulle acque l’obiettivo principale della tutela delle acque è di raggiungere il “buono o elevato stato ecologico” o “buon potenziale ecologico“, oltre al “buono stato chimico” di tutte le acque superficiali. In tal senso il Piano tutela acque indica una serie di obiettivi di qualità per i corsi d’acqua e misure per poterli raggiungerli entro il 2027, ovvero nell’arco del prossimo periodo di osservazione. I problemi per la qualità chimica dell’acqua nel caso di alcuni corsi d’acqua sono dovuti al superamento della concentrazione massima ammissibile di un pestcida, il clorpirisfos-etil. In altri, invece, la causa per il mancato raggiungimento del buono stato ecologico è dovuta agli eccessivi prelievi idrici che inducono il prosciugamento. “Questi casi devono essere oggetto di una maggiore attenzione” spiega l’assessore Vettorato. Per superare tali criticità sono necessarie misure specifiche. Ad esempio, dovranno essere perfezionate le tecniche di irrorazione in agricoltura e mantenute le distanze dai corsi d’acqua, in modo tale da ridurre sensibilmente gli sversamenti accidentali delle sostanze impiegate. Il cloripirisfos-etil nel frattempo è vietato nell’agricoltura integrata (AGRIOS) e non ne è più consigliato l’utilizzo in viticoltura. Per contrastare il prosciugamento si pensa a misure di risparmio idrico, di stoccaggio e a un miglior coordinamento delle esigenze di utilizzo in un medesimo bacino imbrifero. Anche in sede di rinnovo di concessioni per derivazioni idriche dovranno essere considerate in modo prioritario le esigenze e gli effetti connessi al cambiamento climatico.

Osservazioni entro il 30 marzo

La presentazione pubblica del Piano a cura degli esperti è avvenuta a febbraio nel corso dell’evento “Le nostre acque – il nostro futuro” organizzato a Palazzo Widmann, a Bolzano. Come previsto dalle normative provinciali i cittadini e i portatori d’interesse entro il prossimo 30 marzo possono presentare osservazioni sul documento ai Comuni o all’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima. I Comuni, a loro volta, esprimono entro i successivi 60 giorni il loro parere. Dopo il parere del Comitato ambientale provinciale, la bozza del piano di tutela delle acque torna in Giunta provinciale per l’approvazione finale.

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