Dallo spin-off di Unibz arriva il software per l'integrazione dei dati: ecco Ontop

di Alexander Ginestous
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Considerare i dati nella loro sostanza e non nel loro ‘aspetto’, assegnando un senso per farci dire cosa effettivamente rappresentano. Facile a dirsi, molto più difficile a farsi. O forse no. La startup altoatesina Ontopic, spin-off della Libera Università di Bolzano ed incubata a NOI Techpark, ha rilasciato da poco una nuova versione di Ontop, un software di integrazione di dati tramite approccio semantico in grado di far visualizzare i dati all’utente non più come un’accozzaglia casuale non accordati tra loro, ma come un insieme organico e ben strutturato. Uno strumento utile per diverse applicazioni: può, ad esempio, facilitare la creazione di report aziendali, e va a snellire l’analisi dei dati, permettendo la loro esplorazione senza il bisogno di un’assistenza tecnica. In parole povere, Ontop permette – metaforicamente – di stare ‘sopra i dati’ e vederli dall’alto (da qui prende il nome il software), facendo evidenziare all’utente il loro contesto e facendoli collegare con altri dati attinenti, definendo le loro caratteristiche logiche.

“Il software si basa su una linea di ricerca sviluppata da Diego Calvanese, uno dei docenti maggiormente citati in ambito AI, che ha permesso di generare questa nuova tecnologia – racconta Peter Hopfgartner, CEO di Ontopic -. Faccio subito un esempio: Ontop viene utilizzato per il progetto Toscana Open Research, un portale che rende accessibili i dati su ricerca, innovazione e alta formazione. Per crearlo sono stati integrati dati provenienti da varie istituzioni europee, dall’ISTAT, dalla Regione Toscana stessa, da vari ministeri italiani, oltre che i dati sulle pubblicazioni scientifiche. I dati sono poi stati inseriti in una struttura logica e pulita che ha ridato all’utente finale la possibilità di analizzare i dati che coprono diversi ambiti, favorendo una governance trasparente e inclusiva”.

Il team di Ontopic con la presidente unibz Ulrike Tappeiner (Foto 2019)

Il team di Ontopic con la presidente unibz Ulrike Tappeiner (Foto 2019)

Lo sviluppo progressivo di Ontop è basato sulla community che ci gravita attorno e che appare essere molto attiva. Proprio grazie ai feedback ricevuti, Ontopic ha potuto migliorare la performance, fornire una maggiore compatibilità con software di terze parti e dare supporto per i dati geografici. L’alta qualità del codice, la conformità agli standard, e una solida base teorica documentata in più di 100 pubblicazioni scientifiche, hanno contribuito a far crescere una comunità di utenti sia in ambito industriale che accademico che si affidano a Ontop, come è dimostrato da un numero crescente di download, che si sono attestati a quota 19.426 nel 2020 su Sourceforge.

E anche se Ontop è un programma Open Source e quindi non è possibile individuare sempre chi lo utilizza, la startup fa sapere che secondo alcuni feedback ricevuti sono in particolare le istituzioni accademiche e le aziende private ad appoggiarsi al software. Anche una delle maggiori banche americane starebbe sfruttando il programma altoatesino per mantenere una visione a 360 gradi dei dati. E intanto i ragazzi di Ontopic sono impegnati con SIRIS Academic a creare una piattaforma di dati per una delle maggiori università francesi, che vede nei dati integrati una risorsa strategica per mantenere il proprio status a livello mondiale, avendo così la possibilità di individuare il proprio posizionamento rispetto ad altre università e capire i propri punti di forza. Ecco un’altra applicazione del software: definire delle strategie basate sui dati per rimanere un’istituzione di rilievo in uno scenario in ogni giorno aumenta la competizione per essere attrattivi per i ricercatori, per cercare collaborazioni con partner privati e partner di ricerca nonché anche anche per i fondi di ricerca.

La startup lavora anche a stretto contatto con la unit digital di NOI Techapark, il polo dell’innovazione di Bolzano Sud: “Con il collega Patrick Ohnewein stiamo portando avanti un progetto in cui integriamo dati legati al turismo e alla mobilità, per poi metterli a disposizione come Open Data. In particolare per questo progetto, che da un punto di vista tecnico è quasi terminato, intendiamo dare una maggiore visibilità nei prossimi mesi”, conclude Hopfgartner.

Alexander Ginestous

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