Moratoria di mutui e prestiti, CNA: «Ci sono alcune limitazioni»

Pubblicato il 22 Marzo 2020 in Imprese

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“Nel plaudere alle iniziative delle cooperative di garanzia, ed in modo particolare di Garfidi dell’Alto Adige, per l’aiuto alle aziende nell’accedere a liquidità facilitata con garanzie di sostegno fornite dalle cooperative, crediamo sia opportuno si valuti attentamente quanto previsto dalla Moratoria ex lege (art. 56 – D.L. 17/3 2020, n. 18) che prevede limiti alla revoca di affidamenti e sospensioni mutui. Chiediamo che, in questa fase delicata, non si lasci indietro nessuno”. Lo afferma Claudio Corrarati, presidente della CNA Trentino Alto Adige.

Il timore della CNA regionale è che molte aziende, prive di un rating ottimale nel periodo antecedente all’emergenza Covid-19, si trovino in ulteriore difficoltà. “Non deve essere né normale né giustificato – prosegue Corrarati – che chi aveva problemi è destinato ad essere colpito dagli effetti finanziari e bancari del
virus. Tutte le aziende vanno aiutate senza fare differenze sulla qualità dei bilanci, ad eccezione di posizioni non adeguate secondo i parametri non solo bancari, ma anche legali”.

Corrarati aggiunge: “Nell’accesso alla liquidità necessaria per la sopravvivenza dell’azienda non possono essere applicati i modelli di giudizio validi per le condizioni normali di
mercato, senza considerare l’anomalia rappresentata dall’epidemia”

CNA Trentino Alto Adige vuole dare chiarezza su come in  questi giorni verranno gestiti i rapporti con il proprio istituto di credito in merito alla “Moratoria ex lege: limiti alla revoca di affidamenti e sospensioni mutui (art. 56 – D.L. 17/3 2020, n. 18)”.

“Alle PMI, con esposizioni debitorie “in bonis” al 17 marzo 2020 e con sede in Italia – chiarisce CNA regionale –  che comunicano a banche e intermediari finanziari con un autocertificazioni in cui dichiarano di “aver subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia da COVID-19″: non possono essere revocati dal 29 febbraio 2020 al 30 settembre 2020, neanche per la parte non ancora utilizzata, le aperture di credito a revoca e i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti (es. Linee di cassa, Anticipo fatture/Ri.Ba/Export/Contratti, linee di factoring)”.

Sono invece prorogati fino al 30 settembre 2020 e alle medesime condizioni (unitamente ai rispettivi elementi accessori e senza alcuna formalità) i prestiti non rateali (es. finimport, finanziamenti bullet); viene sospeso fino al 30 settembre 2020 il pagamento delle rate di finanziamenti (anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie) e dei canoni di leasing. Il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione viene dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalità, secondo modalità che assicurino l’assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti; è facoltà delle imprese richiedere di sospendere soltanto i rimborsi in conto capitale.

Anche se i finanziamenti sono erogati con fondi, in tutto o in parte, di soggetti terzi, le operazioni precedenti sono realizzate senza loro preventiva autorizzazione con allungamento automatico del contratto di provvista in relazione al prolungamento dell’operazione di finanziamento e alle condizioni originarie.

Per i finanziamenti agevolati è necessaria una comunicazione all’ente incentivante che entro 15 giorni può provvedere a fornire le eventuali integrazioni alle modalità operative.

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