L'Alto Adige è più vicino a Salisburgo o all'Abruzzo? I risultati elettorali visti da Bolzano

Politica. A disputarsi la poltrona di sindaco della città di Salisburgo saranno il socialista Bernard Auinger (29,4% dei voti) e il comunista Kay-Michael Dankl (28%). Che un comunista arrivi al ballottaggio di una città austriaca non dovrebbe stupire più di tanto, visto che la sindaca di Graz, seconda città dell’Austria, è la comunista Elke Kahr. Indipendentemente da chi otterrà la poltrona di sindaco, nella città di Mozart e, soprattutto, della Red Bull, la destra moderata e non risulta pesantemente fuori dai giochi. Il crollo dell’ÖVP,  l’Österreichische Volkspartei (-15,9%) non favorisce i Freiheitlichen austriaci che si fermano al 10,8% dei consensi (8,6% al candidato sindaco) guadagnando il 2,4% rispetto alle precedenti comunali. Per chiarire il contesto, i socialisti sono cresciuti dell’1,2% e i comunisti del 19,4%.
I partiti austriaci e sudtirolesi hanno “origini” simili, la vicinanza non è solo geografica, ma se si osserva l’ultima tornata elettorale, risulta evidente che mentre in Alto Adige il crollo dell’Svp ha favorito la destra, Knoll e Anderlan, a Salisburgo ha favorito la sinistra. Un risultato che non può stupire vista l’ormai classica divisione politica tra città e provincia. Anche nelle città dell’Alto Adige l’Svp ha perso molti meno consensi che nel resto della provincia.
In Abruzzo, invece, ha vinto il centrodestra del candidato uscente Marco Marsilio che si è confermato presidente con il 53,5% dei voti contro il 46,4% del candidato del centrosinistra Luciano D’Amico.  I risultati dei voti di lista sono ancora parziali, ma evidenziano un crollo della Lega e del Movimento 5 stelle rispetto alle ultime regionali del 2019 e un buon successo per Fratelli d’Italia e per il Pd. Un dato che non è molto dissimile da quello “italiano” delle recenti elezioni provinciali altoatesine.
E’ ancora troppo presto per valutare approfonditamente il voto abruzzese, ma anche in questo caso il trend globale sembra confermato. A Pescara, la città più grande dell’Abruzzo (118.000 conto i 70.000 del capoluogo L’Aquila) il candidato del centrosinistra ha ottenuto il 52,29% contro il 47,7 del presidente rieletto Marco Marsilio. Se si considera l’intera provincia di Pescara, invece, ha vinto seppur di misura, Marsilio che ha letteralmente trionfato in provincia de L’Aquila dove ha ottenuto il 61% dei voti.
Dal punto di vista politico, l’Alto Adige sembrerebbe quindi molto più vicino all’Abruzzo che a Salisburgo. La questione “etnica”, ovviamente, complica la lettura,  ma è innegabile che il trend globale che traspare da ogni elezione politica del mondo democratico pone l’ex partito di raccolta sudtirolese davanti a un bivio. Città e provincia sembrano vivere in mondi differenti, emerge sempre più una visione opposta del mondo soprattutto su temi come l’immigrazione e la sicurezza. Un mutamento che l’Svp non sembra sapere né poter gestire. Nel frattempo, non esprime il sindaco nelle principali città altoatesine mentre crolla in quelle piccole.

M.Bo.

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