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Lisa Pathfinder, sensori made in Trento nel lancio del 2 dicembre

Pubblicato il 27 novembre 2015 in Innovazione

LISA PATHFINDER
POSE DU PAC SUR LANCEUR  

C’è un pezzo di ricerca trentina nella missione spaziale LISA Pathfinder, la sonda che mercoledì 2 dicembre sarà lanciata nello spazio dalla base ESA di Korou nella Guiana francese. La sonda è il precursore tecnologico alla realizzazione del primo osservatorio spaziale di onde gravitazionali pianificato dall’Esa (Agenzia Spaziale Europea): in sostanza LISA Pathfinder metterà alla prova il concetto di rivelazione di onde gravitazionali dallo spazio. Guarda il video sul lancio di Lisa Pathfinder.

Lega d’oro e platino senza gravità

Come? Cercando di dimostrare che è possibile controllare e misurare con una precisione altissima il movimento di due masse di prova – composte di lega d’oro e platino – in una caduta libera gravitazionale quasi perfetta, che verrà monitorata da un complesso sistema di laser. Le due masse saranno sospese in assenza di gravità all’interno di LISA, mentre un sistema laser misurerà il loro spostamento relativo con la precisione delle dimensioni nell’ordine di un atomo, in collegamento con l’osservatorio spaziale.

Sensori inerziali made in Trento
Stefano Vitale

Stefano Vitale

Al centro della delicata missione c’è una ricerca dell’Università di Trento. Il gruppo di Gravitazione sperimentale del Dipartimento di Fisica dell’Ateneo trentino, coordinato dal professor Stefano Vitale – che di LISA Pathfinder è il principal investigator – è infatti da più di dieci anni impegnato nella realizzazione di sensori inerziali in grado di cogliere la propagazione delle onde gravitazionali nell’universo. I sensori sono stati posizionati al centro del satellite.

I sensori inerziali sono realizzati dall’Agenzia Spaziale Italiana con CGS (Compagnia Generale per lo Spazio) come prime contractor industriale, e su progetto scientifico, come detto, dei ricercatori dell’Università di Trento guidati da Stefano Vitale. Il lancio del 2 dicembre 2015 in orbita è il sesto della carriera di VEGA, il lanciatore europeo – finanziato dall’Italia per il 65%, seguita dalla Francia con circa il 12,5% e da Spagna, Svezia, Svizzera e Paesi Bassi con quote minori – che ha visto il suo primo lancio nel febbraio 2012.

Ascoltare l’universo
Sensore inerziale

Sensore inerziale

Così il professor Vitale, principal investigator del progetto, spiega che cosa significa captare le onde gravitazionali: «Le onde gravitazionali sono il messaggero ideale per osservare l’Universo. Esse attraversano indisturbate qualunque forma di materia o energia, sono emesse da tutti i corpi, visibili o oscuri, ne registrano il moto e portano l’informazione sino a noi dalle profondità più remote dell’Universo».

Onde che si possono, quasi letteralmente, ascoltare: «Possiamo paragonarle al suono – continua Stefano Vitale -. Arrivano da sorgenti nascoste dietro altri oggetti, come suoni di animali nascosti in una foresta, e ci permettono di individuarle, riconoscerle, valutarne la distanza e seguirne il movimento. Ci raggiungono da sorgenti che non emettono luce, come suoni di notte. Ascoltare l’Universo attraverso le onde gravitazionali promette una profonda rivoluzione in astrofisica, astronomia e cosmologia come quelle dovute all’invenzione del telescopio o dei radiotelescopi».

Colazione spaziale il 2 dicembre

Il lancio si potrà seguire collettivamente all’alba di mercoledì 2 dicembre dall’atrio del Dipartimento di Fisica/TIFPA (Povo – Via Sommarive, 14) con collegamento dalla base dell’ESOC (European Space Operation Centre – Darmstadt, Germania). Dalle ore 6.30 alle 9 sarà organizzata una colazione – “L’alba nello spazio” –  con caffè e brioche per i primi cento che accorreranno.

Dopo il lancio, la sonda verrà posizionata in un’orbita di parcheggio transitoria e  leggermente ellittica, da dove metterà in modo i suoi propulsori per raggiungere la posizione finale ad una distanza dalla Terra di circa 1,5 milioni di chilometri in orbita intorno al primo punto della Lagrangiana Sole-Terra.

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