A Laives spunta una mostra a cielo aperto

Sono comparse nella notte tra mercoledì 19 e giovedì 20 agosto una serie di fotografie che ora accompagnano la passeggiata di chiunque percorra la fossa di Laives, dalla caserma dei pompieri fino all’incrocio con via Vadena. Vari animali guardano dai pannelli per essere ammirati e, perché no, anche capiti. Ogni fotografia infatti è accompagnata da un breve testo che racconta talvolta una curiosità sulla specie rappresentata, talvolta il retroscena dello scatto. “Il cardellino (Carduelis Carduelis) appartiene alla famiglia dei fringillidi. È molto comune sul nostro territorio, specialmente a fondovalle. Deve il suo nome alla golosità per i semi di cardo, di cui è particolarmente ghiotto”, si legge accanto ad una delle fotografie esposte. Seguendo il QRCode presente sul pannello si scopre poi che “distintivi sono il colore rosso acceso sul capo e il giallo intenso sulle ali, nonché il canto melodioso. Proprio per il suo canto e la bella colorazione l’uomo per secoli lo ha catturato e tenuto in gabbia, o anche allevato e ibridato con altre specie, fra le quali i canarini. Raffigurato anche in molti dipinti Sacri, è fonte o parte di varie leggende”.

 

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Questo progetto nasce infatti come occasione per entrare in contatto con le specie animali che vivono sul nostro territorio scoprendone alcune caratteristiche ed evidenziandone la bellezza. Le ventisette fotografie che compongono questa mostra a cielo aperto infatti sono state scattate tutte sul territorio del Comune di Laives tra il 2017 e il 2019 dal fotografo altoatesino Davide Ronggador e rappresentano appena un accenno delle specie effettivamente presenti sul nostro territorio. “La ricchezza naturalistica che ci circonda spesso diventa invisibile nella routine quotidiana e finisce per non avere peso nelle scelte che ogni giorno decidiamo di compiere. Con questa mostra si intende riaffermare il valore di un processo di scoperta lento, non invasivo, che permette di prendere coscienza della bellezza dei luoghi in cui viviamo e della responsabilità che ognuno di noi ha nel tutelarla”, spiega la curatrice Amanda Filippi.

 

Il fotografo Davide Ronggador

La mostra si intitola infatti “Gli abitanti di Laives”, come a voler sottolineare l’importanza che queste specie animali hanno per il nostro territorio. Quest’azione artistica trasforma Laives in un museo a cielo aperto, creando un percorso espositivo per la città. A noi non resta che uscire a fare una passeggiata. I 27 scatti esposti sono stati realizzati dal fotografo altoatesino Davide Ronggador. Davide nasce a Bolzano nel 1986 e sin da piccolissimo dimostra uno spiccato interesse per l’osservazione della natura in ogni sua forma. La sua carriera scolastica prosegue con indirizzo scientifico fino a concludersi con una laurea in ingegneria industriale, nonostante la crescente passione per le arti visive, in particolare il disegno. Inizia infatti a lavorare come grafico commerciale per poi avvicinarsi, in un secondo momento, al mondo della fotografia. In breve tempo, il mezzo fotografico si trasforma da un semplice strumento di lavoro a una grande passione: è la conciliazione definitiva tra l’arte visiva, lo spirito d’osservazione e l’amore per la natura. Dopo anni di studi sul campo decide definitivamente di fare della fotografia il proprio mestiere. Nel 2018 apre lo studio e negozio di fotografia Wild Foto nel centro storico di Bolzano, dove, oltre a lavorare come fotografo, ha la possibilità di coltivare a tempo pieno la propria passione per la fotografia naturalistica.

“Gli abitanti di Laives” è un progetto dell’Associazione culturale “lasecondaluna”, realizzato con il contributo di Comune di Laives, Provincia Autonoma di Bolzano, Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano e Comunità Comprensoriale Oltradige – Bassa Atesina.

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