Costruire il domani, la ricetta di @Quinta per salvare lavoro e democrazia

Pubblicato il 18 Maggio 2016 in Innovazione

 

Scenari tecnologici, giuridici, sociali. Un manuale per capire il futuro e riflettere sulla via che stiamo imboccando a tutto gas. “Costruire il domani. Istruzioni per un futuro immateriale” scritto da Stefano Quintarelli per le guide giuridiche de Il Sole 24 Ore è un volume che non dovrebbe mancare nelle librerie dei decisori pubblici. Imprenditore digitale ante litteram, influentissimo blogger e deputato con Scelta Civica, Quintarelli traccia i pilastri della rivoluzione immateriale che sta cambiando l’accelerazione del nostro futuro. Costruire il domani è un libro organico, da leggere tutto insieme. Per questo, per scombinare un po’ le carte, ecco qualche pillola in ordine sparso che può invogliare a una lettura completa.

Gli andamenti esponenziali della tecnologia e il loro limite (se ci sarà)

Secondo la legge di Moore la potenza dei microchip raddoppia ogni 24 mesi. «Ciò significa – spiega Quintarelli – che nel 2016 abbiamo dispositivi che hanno il doppio della potenza di quelli che avevamo nel 2014; il quadruplo di quelli che avevamo nel 2012, otto volte quella del 2010; 16 volte quella del 2008, 32 volte quella del 2006 e 65mila volte più potenti di quando andavo io all’Università». Per Quintarelli siamo verso l’apice della curva: «Tra due anni il passo avanti sarà pari a quanto fatto dall’inizio dei tempi dell’elettronica ai giorni nostri». Una crescita però non può essere esponenziale per sempre. «Finora lo sviluppo dell’elettronica ha seguito la Legge di Moore e c’è un consenso diffuso che continuerà a farlo ancora per qualche iterazione. Vari studiosi ritengono che il limite, legato a vincoli termodinamici e termici, verrà raggiunto attorno al 2040-2050». E poi? E poi probabilmente avverrà quello che è sempre avvenuto: «Quando una nuova tecnologia stava raggiungendo il suo limite fisico, ne è entrata in uso una nuova, funzionante su principi differenti e in grado di continuare la crescita».

La singolarità tecnologica di Kurzweil

Secondo Raymond Kurzweil la singolarità tecnologica sarà quel momento in cui le macchine faranno ragionamenti pari a quelli di un essere umano. «Da quel momento in poi gli eventi potrebbero essere determinati da una superintelligenza, quindi impossibili da capire gli umani e impredicibili. Kurzweil colloca questo momento attorno al 2045. Personalmente però – dice Quintarelli – non credo che la corsa esponenziale della densità di transistor in un circuito durerà per un tempo sufficiente. Ritengo che vincoli energetici e termodinamici impediranno la realizzazione della visione di Kurzweil».

Come l’immateriale sta cambiando il mondo materiale: l’etica degli algoritmi

quintarelli_libro-1Questo aspetto è forse quello su cui Quintarelli sta più spingendo negli ultimi anni. L’economia immateriale – che differisce da quella materiale per il fatto di avere costi bassissimi se non nulli nella riproducibilità – crea disagi a livello culturale e ha pesanti conseguenze sulla vita di milioni di persone. Lo dimostrano le tensioni che l’avvento di piattaforme come Uber, Airbnb e le altre provocano a livello di regolamentazione con le categorie classiche che chiedono forti limitazioni. Perché se da una parte queste piattaforme di sharing consentono grossi risparmi singoli non è detto che vadano a vantaggio della collettività (ad esempio costringendo le abitazioni ad essere a misura di disabili). Come applicare le norme che garantiscono la neutralità dei servizi alla sharing economy? «Gli algoritmi – suggerisce Quintarelli – dovrebbero essere in qualche modo corretti per assicurare un trattamento equo». Altrimenti la legge viene sostituita da regole che sono magari più efficienti ma meno trasparenti e più discrezionali.

Il futuro delle istituzioni e della politica

Come affrontare il futuro? E’ evidente che la crisi della rappresentanza è data anche dall’accelerazione cui siamo sottoposti e della quale i capitoli precedenti parlano. Come fare quindi a costruire un sistema istituzionale che da un lato incorpori significativi contributi tecnologici rimanendo democratico? La ricetta di Quintarelli è molto pratica: si va dall’eliminazione dell’aggettivo «nuove» associato al termine tecnologie all’istituzione di una commissione parlamentare specifica con personale specializzato e uno specifico ministero di coordinamento. Ma soprattutto quello che invoca Quintarelli è un’attività regolatoria ex ante anche nell’economia immateriale. Non solo per regolare l’annosa questione fiscale ma per costringere gli intermediari della dimensione immateriale – di fatto monopolisti – a rispettare regole democratiche per evitare pesanti ripercussioni nella nostra vita nel mondo materiale.

Luca Barbieri

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