Bolzano: i numeri da favola del mercatino di Natale

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“A Bolzano stimate un milione di presenze”. “Il mercatino chiude con numeri straordinari: secondo le stime dell’Azienda di Soggiorno, la città ha staccato il biglietto del milione di turisti”. “Il Mercatino di Natale si conferma una macchina capace di sfiorare il milione di presenze”. “Nel capoluogo Bolzano le cifre sono da capogiro: un calcolo ancora sommario ipotizza circa un milione di presenze”.
I media locali hanno celebrato così i “numeri da favola” del mercatino di Natale del capoluogo altoatesino, numeri che effettivamente, anche a uno sguardo più approfondito appaiono davvero da favola. Di seguito abbiamo tentato di portarli nel mondo reale.
Avendo provato, senza successo, a chiedere all’Azienda di Soggiorno su cosa si basasse la stima del milione di visitatori, ci siamo limitati a “far di conto”.
Un milione di visitatori significano 25000 presenze di media per ognuno dei 40 giorni del mercatino. Come noto, però, le visite al mercatino si concentrano soprattutto nel weekend, per cui si possono ipotizzare almeno 40.000 visitatori nei giorni di sabato e domenica, ovvero 4000 ogni ora. Ecco, per fare un esempio, è stato stimato in 4000 persone il numero dei partecipanti alla festa di Capodanno in un’affollatissima Piazza Vittoria. Possibile che piazza Walther sia stata in grado di ospitarne lo stesso numero ogni ora?  Ma a rendere decisamente irreale la stima del milione di presenze è Ivan Marinelli, presidente dei Mercatini di Natale di Bolzano. In un’intervista al Corriere dell’Alto Adige, ha parlato, infatti, di “oltre diecimila presenze giornaliere nei picchi di affollamento”. Un numero che sposta la somma complessiva sotto le 400.000 presenze. Che sono comunque tantissimi.

Abbandonando numeri e narrazioni da favola, passiamo ai dati forniti dall’Astat, l’ente di statistica provinciale: a dicembre 2025, il mese che ha ospitato quotidianamente il mercatino, a Bolzano sono stati registrati 41.817 arrivi e 94.653 presenze. Decisamente meno, quindi, della stima di 110.000 che aveva teorizzato l’Azienda di Soggiorno, di cui abbiamo già potuto apprezzare la scarsa dimestichezza con i numeri.
Non solo, nel mese in cui il centro è stato quotidianamente invaso da turisti a caccia di regali, Bolzano ha registrato meno pernottamenti che a luglio (50.286 arrivi e 112.689 presenze) e persino di quelli registrati a ottobre (42.572 arrivi e 99.333 presenze).

Risulta decisamente interessante anche il paragone con altre località altoatesine. A Selva di Val Gardena, per esempio, a dicembre 2025 sono stati registrati 37.029 arrivi, quindi meno che a Bolzano, ma 172.084 presenze, ovvero quasi il doppio che nel capoluogo.
Una precisazione aiuta a comprendere meglio il dato anche ai non addetti ai lavori: gli “arrivi” registrano il numero di singoli ospiti che entrano in una struttura ricettiva (ogni persona che soggiorna è un arrivo) mentre le “presenze” indicano il numero totale delle notti trascorse da tutti gli ospiti. Un dato e una suddivisione utili a comprendere meglio il fenomeno perché, ovviamente, l’impatto sui territori di sette viaggiatori che restano una notte è molto più forte di quello di un viaggiatore che resta sette notti. Come noto, però, i mercatini di Natale, per la loro natura, attirano turisti che non si fermano a lungo, anzi che c’è chi, provenendo dal nord-est italiano, riesce a farsene tre anche senza pernottare una sola notte. Insomma, se davvero si volesse fare qualcosa per ridurre i disagi causati dal cosiddetto overtourism, i mercatini di Natale sarebbero i primi a dover essere ridotti, non solo nella durata. Innanzitutto perché attirano il classico turismo “mordi e fuggi”, ma anche perché hanno un impatto negativo su vari temi sensibili: mobilità, ambiente, vivibilità dei centri storici e anche sui conti pubblici.
Per esempio, qualcuno ha voluto orgogliosamente ricordare che per tutelare l’ordine pubblico in occasione del solo mercatino di Bolzano “sono state impiegate 165 unità della Polizia di Stato, 130 carabinieri, 46 militari della Guardia di Finanza e 30 unità dei reparti di rinforzo, oltre a 72 agenti della polizia municipale”. Il tutto, va precisato, per garantire che migliaia di persone potessero tranquillamente consumare pregiatissimo vin brulè e acquistare palle di natale in vetro soffiato, alberi di Natale a carillon e altra essenziale oggettistica in grado di rendere il proprio salotto “un grande protagonista del Novecento” (cit.)
En passant, si ricorda che sempre a tutela del decoro e dell’atmosfera natalizia, venivano contemporaneamente cacciati dai loro rifugi di fortuna gli “indecorosi” senza fissa dimora del capoluogo che rovinavano l’atmosfera natalizia del Christkindlmarkt, il mercatino del Bambin Gesù.
Numeri alla mano, quel che risulta evidente, è che una narrazione fantastica e irreale è essenziale alla sopravvivenza stessa dei mercatini di Natale, anche se, anno dopo anno, siamo sempre più lontani dal “Tutti vissero felici e contenti”.
Basta guardarsi in giro.

Massimiliano Boschi

Immagine di apertura: Il signor Bonaventura di Sergio Tosano

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