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Bolzano, la grande fuga dei giovani: provincia ricca ma cercano lavoro all’estero

Pubblicato il 6 Luglio 2019 in Lavoro, Territorio

 

Il paradosso italiano: la fuga all’estero coinvolge innanzi tutto le province più ricche. Milano e, ovviamente, Bolzano. Il preoccupante dato emerge da un articolo di Federico Fubini sul Corriere della Sera che presenta un sondaggio condotto da YouGov per lo European Council of Foreign Relations. Bolzano è la città italiana dalla quale emigrano più giovani verso l’estero, in vetta alla classifica con un tasso dello 0,50% insieme ad Imperia, contro una media italiana dello 0,25%. Trento è solo ventesima con lo 0,32%. La provincia altoatesina è contestualmente anche quella con il miglior tasso di occupazione, quindi il fenomeno non sembra legato agli aspetti occupazionali. Piuttosto, in una terra dalla piena occupazione, forse è all’inverso la mancanza di sbocchi di qualità a far fuggire i giovani migliori. Sulla ricerca interviene anche Claudio Corrarati, presidente di Cna-Shv.

«Se da una parte – commenta  – risulta interessante lo studio che mette Bolzano prima tra le città dalle quali si emigra di più, dall’altra parte deve far riflettere su quali siano le cause. Una riflessione che dobbiamo fare come politica e come rappresentanza. Proprio in prossimità della presentazione alle parti sociali dei bilanci provinciali e delle politiche di welfare e di sviluppo per i prossimi anni, è necessario che nelle politiche economiche della nostra terra si inseriscano misure e strategie per trattenere i giovani e la nostra gente». «Nei numeri che portano Bolzano ad essere prima in Italia per numero di persone che emigrano – prosegue Corrarati – possono esserci motivi legati ad una chiusura troppo forte della nostra terra e della nostra cultura. I giovani non sono più impauriti dal diverso e dall’apertura a nuove idee e nuovi mondi, ma forse proprio in una terra di forte protezionismo si trovano “stretti” e non in condizione di sviluppare quelle esperienze, quelle attività che, in altre parti d’Italia e d’Europa, possono trovare. Il plurilinguismo, la voglia di contaminazione sono ingredienti per trovare terreno fertile nello sviluppare idee e imprenditoria nuova e innovativa. Non sempre ciò avviene in questa Provincia». Secondo il presidente di CNA-SHV «in questo territorio dobbiamo mettere al centro i concetti di apertura, di ricerca e di innovazione in ogni settore economico, sociale, culturale per rimanere attrattivi ed essere terra non solo di primati economici ma anche di eccellenze che crescano e rimangano qui. Abbiamo totale occupazione, ma mancanza di opportunità di crescita personale, verrebbe da pensare analizzando i dati statistici».

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