Autoproduzione per le PMI, la proposta di CNA approda in Senato

Vittoria Battaiola
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Istituire un sistema di incentivazione per i piccoli impianti di autoproduzione di energia elettrica (fino a 200 KW): è questa la proposta di CNA – Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della piccola e media impresa – che dal Trentino Alto Adige arriva a Roma, in Senato. Si tratta di un progetto che vuole sfruttare l’enorme potenziale di artigiani e piccole imprese che ad oggi non possono contare su alcun incentivo, a differenza dei grandi impianti.

“Servono misure specifiche per la platea delle piccole imprese – ribadisce il presidente di CNA Trentino Alto Adige Claudio Corrarati –. Solo in questo modo è possibile aiutarle a diventare, almeno in parte, autonome dal punto di vista energetico.” Durante il corso dell’audizione davanti alle Commissioni finanze e industria del Senato, infatti, è stato sottolineato come i circa 140 mila piccoli impianti per autoproduzione possono essere triplicati in pochi anni, così da portare la potenza installata a quasi 20mila MW, dato che rappresenta l’80% della capacità attuale del fotovoltaico attivo in tutto il Paese.
“Ciò – prosegue Corrarati – farebbe acquisire una grande consapevolezza e darebbe un colpo di acceleratore alla transizione ecologica nella nostra regione e nel resto d’Italia”. Tra le ipotesi avanzate vi sono l’istituzione di un fondo dedicato al sostegno dell’autoproduzione o, preferibilmente, un credito d’imposta dell’investimento per l’installazione di impianti per l’autoproduzione da fonti rinnovabili.

Tuttavia, bisogna tenere in considerazione che CNA valuta positivamente l’estensione del credito d’imposta inizialmente previsto solo per le imprese ad elevato consumo di energia elettrica e gas naturale, così come per la volontà di rafforzare il monitoraggio delle dinamiche dei mercati energetici, sebbene puntare esclusivamente sulla realizzazione di grandi impianti sia una risposta parziale al bisogno di stimolare l’incremento della produzione da fonti rinnovabili. È dunque auspicabile che il Governo adotti nuove misure forti, come ad esempio la fissazione di un tetto al prezzo dell’energia. Durante il suo intervento, CNA esprime anche la preoccupazione per i riscontri che i rincari dei materiali avranno sugli appalti pubblici: occorre sicuramente fare chiarezza tra i vari provvedimenti in vigore efavorire un tempestivo intervento della Pubblica amministrazione nella revisione dei prezzi, da estendere anche ai contratti in essere.

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