Artigiani, più di 500 nuovi posti in un anno: «Ora incentivi strutturali»

Pubblicato il 6 Novembre 2017 in Lavoro, Territorio

 

È positiva anche a ottobre la performance dell’artigianato nel mercato del lavoro provinciale. Secondo i dati dell’Osservatorio provinciale del mercato del lavoro, diffusi oggi, 6 novembre, rispetto a ottobre del 2016 la manifattura artigianato registra 7.841 lavoratori dipendenti, in aumento del 3,1% (+236 posti). L’edilizia artigianato si attesta a quota 8.976 occupati, con un aumento del 3,2% (+279 posti) in un anno.

Artigiani: «Gli incentivi diventino strutturali»

«Sono dati estremamente positivi – commenta Claudio Corrarati, presidente regionale della Cna-Shv – perché evidenziano la creazione di oltre 500 nuovi posti di lavoro nei comparti manifattura ed edilizia dell’artigianato. Se abbiniamo anche la forte crescita dell’edilizia industriale, che insieme a quella artigianale registra un migliaio di occupati in più, dobbiamo prendere atto che gli incentivi per le ristrutturazioni ed i risanamenti energetici hanno definitivamente rimesso in moto l’edilizia. Non comprendiamo perché, a questo punto, ogni anno ci ritroviamo a chiederci se la Finanziaria dello Stato rinnoverà gli incentivi o se il bilancio della Provincia stanzierà le risorse necessarie per l’anticipo dei bonus fiscali sulle ristrutturazioni. Sono misure la cui efficacia è comprovata e devono diventare strutturali, programmati su scala pluriennale, perché garantiranno l’attività delle aziende e l’occupazione per i prossimi anni, visto l’elevato numero di edifici pubblici, privati e produttivi da risanare».Secondo Corrarati «importante è anche la ripresa occupazionale nel turismo, sintomo di un settore in piena salute che, nell’ottica della filiera corta, porta occupazione anche all’artigianato con ampliamenti, risanamenti, ristrutturazioni».

Preoccupazione per la disoccupazione femminile

Preoccupazione, per i dati dell’Osservatorio del mercato del lavoro, viene espressa da Cna-Shv sull’aumento del 5,5% delle donne iscritte con stato di disoccupazione. «Temiamo – rileva Corrarati – che gli incentivi per l’imprenditoria femminile non siano la misura giusta per invogliare le donne a fare impresa. Crediamo sia giunto il momento di uscire dagli slogan per investire in un sistema di welfare che possa realmente assistere le donne che vogliono mettersi in proprio. Fondamentale è anche il monitoraggio della formazione, affinché le donne abbiano le competenze che realmente sono richieste dal mondo del lavoro per una rapida occupazione».



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