Alloggi sfitti e stangata IMI, imprese e sindacati favorevoli: «Ma servono anche altre misure»

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Assoimprenditori Alto Adige condivide l’obiettivo della giunta provinciale di creare i presupposti per aumentare la disponibilità di alloggi a prezzi sostenibili, attuando una nuova riforma IMI. “A questo proposito abbiamo presentato proposte concrete assieme alle organizzazioni sindacali e siamo a disposizione per approfondirle”, afferma il Presidente Heiner Oberrauch.

Una politica fiscale mirata può certamente contribuire a questo obiettivo. In questo senso la proposta della giunta provinciale di aumentare l’aliquota dell’imposta municipale sugli immobili IMI e ridurre al contempo la tassazione sugli alloggi affittati, può creare un’offerta di alloggi in affitto aggiuntiva per i giovani. L’autonomia nella definizione dell’aliquota IMI potrebbe essere sfruttata opportunamente anche in altri ambiti, è convinto Oberrauch: “Un esempio concreto potrebbe essere una minore tassazione per le costruzioni interrate. Dobbiamo puntare ad un utilizzo sempre più intelligente delle aree: le costruzioni interrate sono una delle possibili soluzioni, proprio come l’aumento della densità abitativa e l’introduzione di concetti innovativi per le politiche abitative e urbanistiche, contribuiscono ad una maggiore efficienza energetica ed aumentano la sostenibilità ambientale delle costruzioni. Costruzioni interrate salvaguardano l’ambiente, risparmiano energia, perché usano meno il riscaldamento in inverno, ma soprattutto gli impianti di climatizzazione in estate, ed evitano l’impermeabilizzazione del suolo”, afferma il Presidente di Assoimprenditori.

“Oltre il più, verso il meglio: vale anche per l’utilizzo delle aree e degli spazi abitativi esistenti e futuri, il cui utilizzo efficiente deve restare uno dei nostri obiettivi. Su questo fronte continueremo ad impegnarci e cercheremo di sostenere la giunta provinciale presentando soluzioni innovative”, così Oberrauch.

I sindacati SGBCISL: “Direzione giusta”

“Attendevamo da diversi anni una misura di questo tipo – affermano Donatella Califano e Dieter Mayr – per stimolare un maggiore offerta di alloggi nel mercato dell’affitto. Speriamo che il disegno di legge possa essere approvato, anche se la previsione dell’entrata in vigore nel 2023 ci sembra un po’ troppo in là.”

Servono però anche altre misure; andrebbe recuperato tutto il patrimonio inutilizzato per ampliare l’offerta sul mercato, introdotte misure per disincentivare l’affitto turistico, bisognerebbe costruire alloggi che possano essere assegnati anche temporaneamente a persone che vivono un’emergenza abitativa. Parliamo ad esempio di lavoratrici e lavoratori provenienti da fuori provincia, genitori single con figli a carico, donne in situazione di difficoltà o vittime di violenza, lavoratori o pensionati a basso reddito che non riescono a sostenere i prezzi di mercato dell’abitare.

Nelle proposte messe in campo dalla provincia nell’ambito dell’edilizia abitativa ravvisiamo atteggiamenti altalenanti che fatichiamo a comprendere e singoli provvedimenti che ci sembrano non convergere su un’unica strategia. Si vuole, a nostro dire correttamente, rivedere la legge che disciplina l’ipes introducendo modifiche per adeguarla al mutato contesto e correggere alcune storture, ma si intende introdurre misure dal sapore punitivo verso una parte dell’inquilinato come ad es. la necessaria certificazione delle proprietà all’estero anche per persone provenienti da paesi nei quali reperire tale documentazione è di fatto impossibile. Si vuole favorire l’affitto e l’abitare sostenibile, ma nel contempo nella città capoluogo proprio dove è più sentita l’emergenza abitativa, si aumenta il valore del canone provinciale in alcuni casi addirittura oltre il canone di mercato.

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