Addio a Mauro Mantovan, imprenditore bolzanino fondatore di HiRef

E’ morto improvvisamente a 58 anni l’imprenditore bolzanino Mauro Mantovan, fondatore di HiRef, società di Tribano (Pd) attiva nel settore del cooling system italiano.
Laureato in ingegneria, era figlio di un operaio della Lancia di Bolzano, lascia la moglie e quattro figli.
Dopo la laurea e un un master MBA al CUOA, Mantovan, ha maturato diverse esperienze professionali in aziende del settore, nel settembre 2001 ha fondato HiRef ed era ora alla guida di un gruppo che oggi fattura oltre 78 milioni di euro, in gran parte all’estero, e impiega oltre 300 persone.
A spingere la crescita del gruppo in questi anni ha contribuito, tra le altre cose, proprio il personalissimo modello d’innovazione elaborato da Mauro Mantovan e basato sulla generazione a ciclo continuo di corporate spin-off. Sono state sette le aziende interne fatte nascere in questi anni supportando e sviluppando le idee di collaboratori dotati di grande capacità brevettuale, tutte nel settore Heating, Ventilation, Air Conditioning and Refrigeration (HVAC&R). Tecno Refrigeration, Eneren, It.Met, HiDew, Ecat, Jonix, HiRef Engineering.

 

Di seguito il ricordo di Luca Barbieri, direttore editoriale di Alto Adige Innovazione.

Incontrarlo, l’avevo già incontrato. Ma per Mauro Mantovan la scintilla da parte mia era scoccata nel corso un evento digitale durante il primo lockdown. Mentre tutti sfoderavano pessimismo per mettere le mani avanti, lui dichiarava che continuare a lavorare e pagare le tasse era la cosa migliore che potessimo fare…Era – letteralmente – “bellissimo poter pagare le tasse”…Mauro era questo: coraggio, leggerezza, responsabilità sociale del tipo “io faccio il mio, voi vedete di fare il vostro”…
Mauro era un imprenditore di razza…non per il fatto di esserci nato, anzi, ma per il fatto di esserlo diventato in modo naturale, come lo sono gli imprenditori di prima generazione.

Vorrei raccontare un aneddoto che non credo molti conoscano, che Mauro mi ha raccontato in uno dei tanti testacoda Padova-Bolzano, in quella direttrice inversa che ci ha accomunato.
Mauro era fieramente figlio di un operaio della Lancia di Bolzano. Sì ma come ci era arrivata, dal Basso Veneto, quella famiglia a Bolzano? E’ una domanda classica tra noi “immigrati” in Alto Adige. Ecco, la famiglia Mantovan ci era arrivata pressoché in bicicletta…Il fratello del padre di Mauro era stato catturato dai tedeschi per essere trasferito in Germania. Suo padre per salvarlo, raggiunse Verona in bicicletta. Lì venne a sapere che il fratello era internato nel campo di via Resia, a Bolzano, un campo di transito tristemente noto. Proprio la via, via Resia, dove Mauro nacque e crebbe. Dove ogni tanto ancora tornava. Il padre non mollò un colpo: raggiunse Bolzano, trovò lavoro in una fabbrica specializzata, utile per lo sforzo bellico tedesco e, vantando una “specializzazione” di famiglia, riuscì a convincere un graduato a far liberare il fratello “perché con le mani buone”.
Quando raccontava questo aneddoto – che potrei aver riportato con quale errore, che spero possa essere corretto – a Mauro luccicavano gli occhi. Contiene genio, testardaggine, leggerezza. Le stesse caratteristiche che ha messo in tutte le cose della sua vita. Lo stesso luccichio sprigionava parlando dei suoi figli Arianna, Daniele, Elisa e Riccardo. E di Cristina.
Che bella vita, Mauro!
Grazie per averla condivisa con tutti con tanta generosità.

Luca Barbieri 

Immagine di apertura: Mauro Mantovan (foto da Venetoeconomia.it) 

Ti potrebbe interessare