Bolzano nel weekend di Pentecoste? Il momento sbagliato per fare "touristwatching"
Turismo. E’ il weekend “lungo” di Pentecoste, il primo con un clima estivo dopo settimane di pioggia e il prossimo sabato chiudono il Brennero. Sembrano esserci le condizioni ideali per la migrazione dei turisti, in particolare di quelli tedeschi, verso l’Alto Adige.
Dovrebbe essere il giorno giusto per scendere per strada e prendersi il tempo per osservarli da vicino con la giusta attenzione. Comprenderne le abitudini, come si cibano, dove riposano, come si spostano e perché. In sintesi, per praticare dell’ottimo “touristwatching”.
Già dalle prime ore del mattino, però, capisco che manca qualcosa, non sento il solito rumore del trolley sui sampietrini delle strade del centro di Bolzano, riecheggiano solo le tristissime note di un musicista di strada. Non so perché, ma da queste parti sembrano privilegiare chi suona flauti e fisarmoniche con repertorio folkloristico risalente ai primi del Novecento. Le chitarre sembrano vietate, così come la musica più recente, non dico rock, ma almeno pop. Colto dal dubbio vado a leggermi se sono vietate dal regolamento comunale. Inizio a leggere il “Disciplinare per l’esercizio dell’attività di “artista di strada”, ma mi fermo presto. Alla lettura del comma 3 dell’articolo 2 scoppio a ridere: “Non sono consentite le seguenti attività: il mestiere di ciarlatano, nonché le attività che offendono il comune senso del pudore”. Me lo segno, spero di ricordarmi di chiamare i vigili in occasione della prossima campagna elettorale… Nell’attesa, torno al “touristwatching”.
Mi affaccio alla finestra per capire che aria tira, ma vedo pochissime persone in giro. Non vedo le coppie che si aggirano per la città nelle prime ore del mattino per scattare foto, o reel, in santa pace, senza gente intorno. Scene che, ormai, chiunque conosce benissimo. Lei si finge Chiara Ferragni prima dei pandori, saltella per mostrare le gambe e ammicca a follower immaginari. Lui tenta un approccio professionale, si inginocchia per riprenderla dal basso, simula la giusta inquadratura con le dita a quadretto, poi scatta a ripetizione. Io li osservo pensando se prima o poi me li ritroverò sullo schermo dello smartphone.
Ecco, tutto questo, però, nella giornata di sabato 23 maggio 2026 non lo vedo, dove sono finiti i turisti?
Esco dopo le dieci del mattino con speranze già ridotte e, in effetti, le strade attorno al centro storico sono semi deserte, dove sono finiti tutti quelli che affollavano strade e locali di Bolzano nei giorni scorsi nonostante il freddo e/o la pioggia? E’ vero, nelle giornate estive, il centro di Bolzano è invaso dai turisti soprattutto nei giorni di maltempo, ma siamo a fine maggio, in città non ci sono quaranta gradi, il caldo è sopportabile, perché proprio oggi avete deciso di lasciarmi solo in città?
Per strada si sente solo il garrito delle rondini, penso che se una non fa primavera, tutte quelle che svolazzano sulla mia testa fanno sicuramente estate, quasi come gli short di jeans per le ragazze. Ne scorgo alcuni su gambe pallidissime e solo in quel momento un pensiero mi attraversa: non è che sono tutti in viaggio verso spiagge in cui potersi abbronzare per essere del colore “giusto”?
Ormai è troppo tardi anche per controllare il bollettino del traffico, mi devo accontentare di quel che mi offre il centro città. Mi infilo sotto i portici, non sono affollatissimi, ma finalmente incrocio un po’ di gente. Qualcuno osserva vetrine di negozi vuoti, altri passeggiano imbracciando borse dello shopping. Le chiacchiere tra coppie riguardano soprattutto l’abbigliamento. “Guarda che è 100% cotone”, “Ma se mi stava malissimo”, “Voglio dare un’occhiata al negozio che c’è più avanti”, brevi monologhi tutti al femminile, gli uomini si limitano ad annuire. Riesco a cogliere solo un brevissimo dialogo:
Lei: “Io devo fermarmi in un paio di posti prima di bere qualcosa”
Lui: “Ricordati che ho la mano fasciata…”
Lei: “Lo so, non parli d’altro, la vedo, cosa me lo dici a fare?
Lui: “No, dico, non posso portarti le borse…”. Lei lancia gli occhi al cielo…
I due però, sono chiaramente bolzanini, io non sono qui per loro, devo ricordarmi che sono in cerca di turisti. Devo arrivare in Piazza delle Erbe per poter osservarne due a provenienza di origine controllata. E’ una giovane coppia che si muove in maniera inconfondibile: entrambi fissano il cellulare che il maschio della specie tiene tra le mani, dondolano prima a sinistra, poi a destra, è evidente che stanno cercando di orientarsi osservando i movimenti della freccina di Google Maps. Dopo qualche secondo di ancheggiamenti, accennano pure una piroetta, poi lui indica virilmente la strada a sinistra, si dirigono verso piazza Walther.
Li seguo, spero di trovare un bel mucchio di turisti almeno lì, seduti al bar o piantati in mezzo alla piazza ad ascoltare la storia straordinaria di Walther von der Vogelweide che, a prescindere, li osserva, perplesso, dall’alto. Niente, poca folla anche ai tavoli della piazza, i cappelli di paglia si contano sulle dita di una mano, in un angolo vedo la classica bandierina delle guide, mi precipito. Ancora niente, quattro gatti annoiatissimi che non spiccicano una parola e guardano voluttuosi i tavolini che già ospitano i primi Hugo.
Va bene: le spiagge, il giorno di mercato, l’orario, ma ormai sono in giro da un po’ e la situazione non migliora. Spinto dalla disperazione, mi dirigo verso il Waltherpark, combattuto sul cosa aspettarmi. Attraverso il “rendering” di via Alto Adige, all’esterno del centro commerciale un solo tavolino è occupato, all’interno c’è decisamente più vita, ma come sotto i portici, i negozi sono tra il vuoto e il semivuoto e, in una giornata di splendido sole, i centri commerciali mi mettono più tristezza del solito. Non vedo turisti nemmeno qui, non mi resta che la stazione ferroviaria.
Vado al binario 3 dove dovrebbe arrivare il Railjet per Monaco di Baviera. Già dal sottopasso vedo che è stracolmo, trolley ovunque, cappelli di paglia a gogo, solo qualche bicicletta, per fortuna tutte senza pedalata assistita. Osservo le persone che si accalcano lungo gli altri binari, mi sembrano tutti in partenza verso posti divertenti. E’ il primo sabato d’estate, inevitabilmente mi chiedo che resto a fare a Bolzano.
Torno a casa, mi cambio, prendo lo zainetto e ritorno in stazione per un treno che mi porti al fresco.
Magari lungo il percorso incrocio un giornalista che fa touristwatching… Purtroppo ho scordato il cappello di paglia.
Massimiliano Boschi
