Poca acqua in montagna, l’appello di Kompatscher: «Usatela con parsimonia»

Pubblicato il 1 Agosto 2017 in Territorio, Turismo

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L’ondata di caldo di questi giorni riporta alla ribalta anche in Alto Adige il problema dell’acqua. Le situazioni più delicate si registrano sul Renon, sul Monzoccolo (Tschögglberg), a Trodena, nonché sull’altopiano dello Sciliar tra Fiè e Castelrotto, e a Naz-Sciaves. In alcuni comuni si è già intervenuti, ma proprio per evitare di dover applicare misure straordinarie, come ad esempio il divieto di irrigazione, il presidente della Provincia, Arno Kompatscher, lancia un appello alla popolazione per un «uso particolarmente parsimonioso dell’acqua. Si tratta di un bene prezioso e fondamentale per la vita dell’uomo – sottolinea il Landeshauptmann – e ognuno di noi può dare il suo contributo per un utilizzo sostenibile di questa risorsa».

Appello anche ai turisti

In concreto, dunque, l’invito alla popolazione altoatesina, ma anche ai molti turisti presenti sul territorio provinciale, è quello di non sprecare l’acqua e di utilizzarla in maniera sensata. Il presidente Kompatscher, inoltre, ricorda che «dal punto di vista idrico l’Alto Adige fa parte di una zona più ampia», e che «i nostri comportamenti producono effetti anche sulle regioni confinanti». La scorsa primavera, ad esempio, la Provincia di Bolzano era intervenuta chiedendo di abbassare il livello dei bacini per fare in modo che la portata dell’Adige fosse aumentata: in questo modo è stato garantito l’approvvigionamento idrico ai comuni veneti posti lungo il corso del fiume.

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