Terremoto politico nel gruppo linguistico italiano, si riaprono i giochi per le Provinciali
Le onde sismiche del terremoto politico nazionale che ha travolto il Trentino hanno risalito Adige e Isarco propagandosi attraverso il voto del gruppo linguistico italiano in Alto Adige. Sotto il tappeto dell’accordo tra Svp e centrosinistra che ha portato all’elezione di Maria Elena Boschi e Gianclaudio Bressa, è successo di tutto. Dietro al primo partito, l’Svp al 48,5% che comunque ha pagato una forte astensione, seguono i Cinque Stelle con il 13,9%, la Lega con il 9,94% e il Pd cala al 8,6%. Impossibile non pensare già alle provinciali alle quali si arriverà con un nuovo governo nazionale 5 Stelle o di centrodestra verso il quale la posizione della Volkspartei è tutta da verificare. Sicuramente non si sbaglia a pensare che deputati e senatori autonomisti tenteranno di far pesare al massimo, come sempre fatto, il loro voto. Tanto più in questa tornata dove mancheranno dell’appoggio di colleghi autonomisti trentini: l’onda di centrodestra che ha travolto Trento (e la sua maggioranza Pd+Patt) cambia anche gli equilibri regionali. Insomma, un bel rebus: ad ottobre quando gli altoatesini verranno chiamati ad eleggere il nuovo consiglio provinciale lo scenario potrebbe cambiare ulteriormente.
Se per l’Svp non sono attesi enormi scossoni, con Kompatscher verso la ricandidatura, c’è da chiedersi chi sarà il prossimo alleato di governo. Ancora il Pd, alleato storico ma in grossa difficoltà anche a livello locale, o magari un Cinque Stelle? E qual è la posizione dei pentastellati sull’autonomia? Un effetto positivo dello scenario si intravede però già: la nuova contendibilità dell’elettorato altoatesino potrebbe riportare un gruppo linguistico che nel recente passato ha sperimentato l’astensione di massa, nuovamente alle urne dando più voce, vivacità e pluralità alla provincia.