Impianti a fune in crescita: 284 milioni di gettito fiscale per la Provincia

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Economia. Quasi 300 milioni di euro di gettito fiscale e 15 milioni di pernottamenti: i numeri della stagione invernale confermano il peso degli impianti a fune per l’economia provinciale. Ma il comparto guarda avanti, puntando sull’estate, sull’intelligenza artificiale e su una burocrazia più snella. È il messaggio che Helmut Sartori, presidente dell’Associazione esercenti funiviari, ha trasmesso ai soci nell’assemblea ordinaria, rivendicando il ruolo degli impianti e chiedendo alla politica spazi per investire.

«Lo sci è tutt’altro che morto. Da anni si sostiene che lo sci perderà attrattiva, ma ogni stagione dimostra il contrario», ha affermato Sartori, citando i 14,77 milioni di pernottamenti dell’ultimo inverno (+3,2%) e la crescita degli abbonamenti stagionali venduti dai due principali consorzi: circa 110.000 tessere, il 64% in più rispetto a dieci anni fa. «Grazie anche a investimenti sostenibili e lungimiranti, i nostri comprensori sciistici continuano a essere apprezzati e frequentati, sia dai turisti sia dalla popolazione locale».

L’impatto economico va però ben oltre i soli bilanci aziendali. Secondo uno studio di PricewaterhouseCoopers, ogni milione di euro di entrate degli impianti genera 5,63 milioni di spesa turistica locale e 9,36 milioni di fatturato, producendo 4,53 milioni di valore aggiunto per la provincia. «Nella stagione 2023/24 gli utenti degli impianti di risalita hanno generato 284,5 milioni di euro di gettito fiscale», ha ricordato Sartori. «Risorse che vengono impiegate per servizi fondamentali a beneficio dell’intera popolazione altoatesina. Si tratta di cifre impressionanti che mettono in luce un dato inequivocabile: lo scorso inverno lo ha confermato ancora una volta».

Non solo inverno. Il segmento estivo pesa sempre di più: oltre il 10% del fatturato annuo proviene ormai dai mesi caldi, con quasi 11 milioni di persone trasportate nella stagione estiva 2023. «La grande sfida consiste nell’orientare i flussi turistici: dobbiamo valorizzare le zone meno conosciute e meno frequentate, affinché anche le aree più piccole possano trarne beneficio».

Sul fronte tecnologico, Sartori ha dedicato ampio spazio all’intelligenza artificiale. «L’IA non si affatica, riconosce rapidamente le situazioni e reagisce con tempestività: per questo motivo la sicurezza nelle operazioni di salita e discesa dagli impianti è aumentata in modo significativo». E ancora: «La paura del cambiamento non deve paralizzarci: i cambiamenti rappresentano opportunità, e il nostro settore ha sempre saputo coglierle. È anche grazie a questa capacità che le imprese dell’Alto Adige produttrici ed esercenti gli impianti sono oggi leader mondiali del settore».

Il presidente ha poi difeso con decisione l’innevamento programmato, definendolo «determinante per l’avvio puntuale della stagione». Senza di esso, ha spiegato, nessun comprensorio avrebbe potuto aprire regolarmente a novembre. Ha rivendicato anche la sostenibilità del comparto: «Le aree sciistiche rappresentano appena lo 0,5% della superficie provinciale. La neve che ricopre le piste ritorna alle falde acquifere con la fusione primaverile: non si tratta quindi di acqua “perduta”».

Non è mancato un passaggio sulla burocrazia. «È paradossale che proprio nella nostra Provincia – patria della funivia e centro di innovazione del settore – si discuta se le funivie siano sostenibili e ancora al passo con i tempi», ha detto Sartori, criticando la complessità degli iter autorizzativi. «Diamo forse per scontati il successo e il benessere della nostra provincia? Abbiamo forse dimenticato che la vita in montagna era segnata da povertà e spopolamento?».

L’assemblea è stata anche l’occasione per il rinnovo del consiglio direttivo, con l’elezione di una squadra che accompagnerà Sartori nei prossimi quattro anni, in una fase in cui il comparto punta a tenere insieme sviluppo, tecnologia e destagionalizzazione.

Nell’immagine in apertura, un momento dell’Assemblea ordinaria dell’Associazione esercenti funiviari (credits Ufficio Stampa Confindustria Alto Adige)

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