Quando l'overtourism non si chiamava così

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Questo speciale intende analizzare il turismo come fenomeno economico, sociale e culturale. L’idea è quella di approfondire i meccanismi che hanno reso il turismo l’”industria pesante” del ventunesimo secolo, valutandone i conseguenti impatti sull’ambiente, sull’economia, sulle identità culturali e nazionali e sulla quotidianità di ognuno di noi. Nel farlo, come d’abitudine, partiremo da dati e contesto per sottoporli a verifica, luogo per luogo e momento per momento..
L’allargamento del contesto, nel tempo e nello spazio, serve anche a non cadere nello stesso errore dei tanto maltrattati turisti, di coloro che raggiungono un luogo simbolico, la Tour Eiffel o il lago di Braies, credendo di visitare un territorio, mentre non fanno altro che immortalare un sightseeing che non racconta nulla del territorio che lo ospita. Allo stesso modo, il turismo non lo si può descrivere evidenziandone unicamente le storture più clamorose  (le file per la funivia del Seceda o gli intasamenti nei vicoli di Napoli o nelle strade di Firenze) perché l’Alto Adige non è solo una vista panoramica sulle Dolomiti, così come Napoli non è solo una limonata da bere a gambe aperte. Abusare dei luoghi comuni è una pessima abitudine, ma, fortuntamente, starne lontani è molto più semplice di quanto si possa credere. In fondo, bastano poche immagini per smontarli.

Il traffico sulle strade di montagna è diventato insostenibile!Passo del Gottardo 1961

Passo del Gottardo 1962

1970: Monte Bondone Vason, Tn, Trento, Archivio fotografico storico provinciale (da “Flavio Faganello – Fotografie in cammino” Antiga edizioni)

Non c’è molto da aggiungere. Da oltre sessant’anni, le strade di montagne si mostrano inadatte al grande traffico, sono cambiate le auto in coda, ora consumano molto meno, e qualche passo è stato chiuso, ma evidentemente il problema è molto lontano dall’essere risolto.

Non c’è più rispetto per la montagna, oggi si arrampicano con le sneakers!1981: Senales, Monte Santa Caterina (BZ)  -Ufficio Film e media Provincia  di Bolzano. (da “Flavio Faganello – Fotografie in cammino” Antiga edizioni) 

In effetti ai tempi nessuno le chiamava sneakers, erano semplici scarpe da tennis o, se preferite, da ginnastica.

Non c’è più educazione, i divieti non li rispetta nessuno!1972: Pampeago, Tesero (TN), 1972 Trento, Archivio fotografico storico provinciale (da “Flavio Faganello – Fotografie in cammino” Antiga edizioni)

Tutto questo non significa sottovalutare i danni che il turismo sta causando all’ambiente e alla vita quotidiana di molti cittadini, ma aiuta a osservare il fenomeno da una prospettiva migliore. Allargare lo sguardo permette di comprendere come il turismo di massa esista da oltre mezzo secolo. Chi ha più di quarant’anni è cresciuto con le foto delle affollatissime spiagge romagnole, ma nessuno parlava di overtourism, anzi, Rimini e Riccione erano considerate un modello di accoglienza turistica. E’ cambiato il turismo, sono cambiati i turisti, è cambiato il mondo o il tono di chi lo descrive?
Proveremo a comprenderlo meglio a partire dalla prossima settimana.

Massimiliano Boschi

Immagine di apertura da archivio fotografico del Comune di Rimini

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