Wordpress a Bolzano, la community del meetup WpBz

Domenico Nunziata
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Questa è la sesta puntata di Bit Generation, una serie di articoli sulla cultura digitale. Videogiochi, nuove piattaforme, rapporto con la tecnologia, cultura visuale. Qui si trova la sezione speciale della rubrica con tutte le altre puntate. Qui sotto, invece, si approfondisce il concetto di community presso uno degli ambiti del mondo digitale. Nella scorsa puntata ne avevamo parlato per i videogiochi, questa volta lo faremo per i siti web e i blog.

WordPress a Bolzano: dal mese di dicembre dello scorso anno nel nuovo spazio di coworking Drin di Bolzano, si riunisce la community locale di WordPress, attraverso dei ‘meetup”. WordPress è una piattaforma nata nel 2003 che permette gratuitamente agli utenti di fare agilmente dei propri siti web. Nel tempo, la piattaforma è diventata importante sia per gli utenti singoli, sia per gli sviluppatori che la adoperano per realizzare dei siti web a livello professionale. WordPress è un progetto open source e la sua forza – come tutti i progetti di questo tipo – risiede nella sua community, ovvero la quantità di persone interessate che aiuta la piattaforma a svilupparsi. Quella di Bolzano ne è un esempio.

WordPress a Bolzano: la community Wpbz

Riccardo di Curti è uno sviluppatore web e lavora per l’agenzia di marketing Genetica, con sede a Laives. Insieme ad alcuni colleghi (tra i quali: Alessio Pettinari, Roberto Favalli e Andrea Pozzato) ha fondato e adesso coordina la community “WpBz”. «Tutto è iniziato due anni fa, quando mi sono appassionato a WordPress e ho scoperto che esistevano degli eventi in giro per l’Italia, i Wordcamp. Ho partecipato a quello di Torino ed è stata un’esperienza che mi è piaciuta molto», ha detto di Curti ad «Alto Adige Innovazione». I Wordcamp sono degli eventi della durata di due giorni: durante il primo si lavora in team e nel secondo si assiste a dei talk sui vari temi che riguardano la piattaforma. I Wordcamp non sono solo un fenomeno italiano ma globale. C’è anche un’edizione annuale europea, il WCEU, svoltosi online agli inizi del mese di giugno, a causa dell’impossibilità di fare un evento dal vivo. Questo tipo di eventi servono a rafforzare la community e a trasmettere conoscenze e competenze ai partecipanti.

«Con gli eventi abbiamo cominciato a strutturare i talk (che non sono l’unica formula dei meetup) come strumento di formazione. I talk partono sempre da un livello base e poi raggiungono un livello più alto, in modo tale che possano essere accessibili a tutti. Soprattutto, abbiamo fatto sì che non si parli solo di un argomento – e solo di programmazione web – ma anche di altro. Durante i meetup si fa anche networking e anche sessione di ‘domande e risposte’ su un tema. Di recente un ragazzo ha anche sottoposto un progetto per una valutazione». Durante gli eventi dedicati alla piattaforma per siti web si è parlato, infatti, anche di design con il docente di unibz Matteo Moretti; durante il primo evento si è discusso anche del concetto di “icona” nel mondo digitale e delle sue applicazioni con Stefano Minoia, sviluppatore della community. Non sono mancati talk specifici sul tema della programmazione, come quello di Dennis Ploetner, esperto dell’azienda per servizi automotive MotorK.

WordPress a Bolzano: reagire alla crisi

Il meetup locale si è adoperato per fare degli eventi ogni mese per tre mesi, fino al lockdown. «Ci siamo presi un ‘break’ forzato e abbiamo deciso di non fare eventi online. Ci siamo tenuti le cartucce per quando si potrà di nuovo fare degli eventi in presenza: è la cosa su cui puntiamo ed è la cosa che rafforza la community. L’importante è che le persone si incontrino. Inoltre la comunità deve ancora crescere e in questi giorni ci sono state tantissime cose da seguire online. Quando si potrà, però, potremo ripartire subito».

Domenico Nunziata

 

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