Un gessetto contro le molestie: «Anche a Bolzano vittime del Cat calling»

Alexander Ginestous
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Lo strumento sono di nuovo i gessetti colorati. Come nel 2015, quando la stagione degli attentati terroristici prendeva piede in Europa, e si decise di affidare a un disegno o a una scritta sull’asfalto il proprio pensiero di solidarietà e unione. Un modo, questo, per trasmettere un messaggio forte, diretto e potente. Ora questa tipologia di comunicazione è tornata alla ribalta: prima a New York, poi in tutte le più grandi città del mondo e infine anche nei piccoli centri abitati. E ovviamente è arrivato fino a Bolzano. Il messaggio di denuncia che si vuole lanciare però non centra nulla con gli attentati terroristici, anche se sempre di violenza si parla: quella verbale, spesso a sfondo sessuale.

Si chiama Cat Calls Of Bolzano il nuovo movimento anonimo giovanile nato sulla stregua di diversi movimenti internazionali. Il primo, sorto proprio nella Grande Mela, vuole essere un megafono per la voce di tutte quelle persone, donne e uomoni, costretti a subire commenti non sollecitati che mettono a disagio chi li riceve, e a cui non hanno la forza o il coraggio di replicare. Il metodo per far conoscere queste storie è semplice: basta scrivere in privato al profilo Instagram @catcallsofbz e il movimento pubblicherà il racconto assicurando sempre l’assoluto anonimato. Inoltre l’accaduto verrà scritto con dei gessetti cancellabili sulle strade di Bolzano, così da sensibilizzare la comunità sul tema, pubblicandone le foto ogni mercoledì. Uno spazio digitale quindi per sensibilizzare sul tema delle offese, degli apprezzamenti non graditi, dei fischi e degli ululati che possono lasciare solchi profondi nell’animo di chi li riceve.

«L’idea ci è venuta un mese fa, ad inizio giugno, da lì in poi ci siamo organizzati ed abbiamo avviato il progetto. Siamo 5 ragazzi, sia maschi che femmine. Siamo stufi dei fischi, le urla dalle macchine in corsa, i commenti non richiesti, gli insulti e le provocazioni. Ognuno di noi deve educare i propri figli a capire che questi atteggiamenti non sono e saranno mai ben accetti, per lottare per i diritti e la libertà di tutte e tutti. Siamo convinti che subire molestie non sia qualcosa di cui vergognarsi, ma qualcosa da denunciare pubblicamente», ci spiegano in coro i membri del movimento, che hanno voluto mantenere l’anonimato per dare precedenza all’ideologia più che alle persone che la portano avanti.

Il fenomeno del Cat calling

Il cosiddetto “Cat calling“, letteralmente “gatto che chiama”, è un termine che indica una molestia verbale, quindi qualsiasi tipo di commento non sollecitato, a sfondo sessuale, derisorio o intimidatorio, che mette a disagio o fa sentire in imbarazzo la vittima. Ed è un fenomeno che sta prendendo sempre più piede lungo le strade delle città d’Italia, tra cui anche Bolzano: “Anche da noi in Alto Adige il problema c’è. Ci siamo accorti che è anche più diffuso del previsto, quando confrontandoci, abbiamo notato che ognuno di noi aveva subito almeno una volta questo tipo di molestie, a volte anche molto pesanti”, spiega il gruppo.

E il fenomeno Cat calling rischia di condizionare pesantemente la vita di molte persone, specie donne, che vedono limitata la loro libertà e scelta nello scegliere di percorrere una determinata strada rispetto ad un’altra, o di poter indossare un vestito a discapito di un altro. E numerosi sono stati gli esperimenti sociali effettuati da gruppi di attiviste femministe per dimostrare gli effetti di questo fenomeno visibili anche su Youtube.

Il femminismo intersezionale

Il movimento, come si può facilmente leggere dalla loro bio su Instagram, dichiara di riconoscersi nel cosiddetto femminismo intersezionale, ovvero quella branca del femminismo che lotta contro forme di esclusione diverse. L’espressione è stata creata negli anni dell’attivista Kimberlé Williams Crenshaw per identificare il sovrapporsi di varie identità e dinamiche sociali. In sostanza, forme di esclusione quali il razzismo, il sessismo, l’omofobia o la transfobia non sono più considerate come realtà separate e distinte nella quotidianità , ma come elementi connessi e in rapporto tra loro. Il femminismo intersezionale non vede più il femminismo tradizionale come una lotta della donna per il suffragio universale, ma come una lotta per la parità e i diritti di tutti i componenti della società.

E in questo scenario, le rivolte sociali generali dovute alla morte di George Floyd in America e nel mondo, hanno sicuramente aiutato a far emergere questo movimento: “Sicuramente le rivolte legate a discriminazioni razziali hanno dato una spinta per far emergere tutti i tipi di tematiche legate alla parità di diritti. Per definizione il femminismo intersezionale comprende qualsiasi tipo di discriminazione, ed è il motivo per cui abbiamo deciso di fare la nostra parte con il nostro account, in quanto non vogliamo pubblicare solo molestie a sfondo sessuale rivolte a donne, ma qualsiasi tipo di discriminazione e incitamento all’odio”. Bolzano stessa si era attivata a metà giugno scendendo in piazza per protestare pacificamente, prendendo spunto e motivazione dagli ultimi fatti di cronaca statunitense, e riflettere sui problemi e le discriminazioni che vigono ancora in Italia

Cat Calling, c’è ancora molto da fare

Secondo i ragazzi di Cat Calls Bolzano il problema di fondo risiede nell’educazione che si riceve sin da bambini, con un occhio di riguardo anche verso la politica: “La strada per la parità di genere è ancora lunga, noi pensiamo che debba partire dalla cultura e dall’educazione al rispetto dell’altro che dovrebbero essere insegnate fin da piccoli. E anche il mondo politico deve fare la sua parte, serve  avere una voce di denuncia unanime su questo tema e, visto che il clima d’odio non sembra placarsi, troviamo sempre più necessaria una legge che condanni fermamente questo tipo di commenti”.

Alexander Ginestous

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