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Punti di forza e criticità: viaggio nel trasporto pubblico Alto Adige

Pubblicato il 20 marzo 2018 in Infrastrutture, Territorio

trasporto pubblico Alto Adige  

Malga Zannes è un rifugio situato a 1680 metri di altitudine in Val di Funes. Il paese più vicino, Santa Maddalena, 370 abitanti, dista circa 6 km. Nonostante questo, la malga è raggiungibile da Bolzano anche con i mezzi pubblici. Ci si impiega circa un’ora e mezza utilizzando il treno e uno o due cambi di autobus. Tra le 8.20 e le 10.34 dei week end si può scegliere tra quattro diverse soluzioni. Questo è solo uno dei tanti possibili esempi che dimostrano quanto il servizio trasporto pubblico Alto Adige sia capillare e frequente. Ma come funzionano i trasporti con le regioni vicine e con le grandi città italiane e tedesche? Come si raggiungono Roma, Milano o Monaco?

Trasporto pubblico Alto Adige, l’alta velocità

Come noto, l’alta velocità permette di raggiungere Roma in quattro ore e mezza senza cambi. Le Frecce argento che collegano la capitale e il capoluogo altoatesino sono cinque al giorno: alle 5.16, alle 7.16, alle 13.16, alle 15.16 e alle 17.13 (questo permette, ovviamente di raggiungere ancor più facilmente Bologna e Firenze). Complessivamente si tratta di un’offerta che rende il treno il mezzo più vantaggioso in assoluto, 4 ore e mezza per compiere 640 chilometri (142 kmh). Tra Bolzano e Milano i chilometri sono, invece, 278, meno della metà, ma non esistono treni diretti che colleghino le due città. E’ quindi sempre necessario cambiare a Verona e questo fa sì che per compiere il tragitto servano almeno 3 ore (92 kmh ), più facilmente tre e mezza, senza contare il rischio di perdere la coincidenza. In questo caso è evidente che l’automobile torna ad essere molto “competitiva”.

Trasporto pubblico Alto Adige: verso la Germania

Del viaggio ferroviario tra Bolzano e Monaco si occupano invece Db/Öbb e Trenord che, grazie ai nuovi convogli che saranno aggiunti a partire dal 25 marzo, permetteranno di raggiungere la capitale della Baviera senza cambi quattro volte al giorno (10.34, 12.34, 14.34 e 16.34). Una servizio piuttosto frequente con, però, ha un paio di problemi: il primo treno non permette di raggiungere Monaco prima delle 14.26, il secondo riguarda i tempi: per compiere 278 chilometri si impiegano quasi quattro ore (71kmh).

Di tutto questo si è occupato uno studio di Eurac Research inserito in Connect2CE, un progetto di cooperazione transnazionale finanziato dall’Unione Europea nel programma Interreg Central Europe.

Come spiega Federico Cavallaro, ricercatore del centro di via Druso: «La nostra ricerca parte dal presupposto, confermato poi dalle analisi svolte, che l’Alto Adige sia un esempio di buona pianificazione nell’ambito della mobilità. Detto questo, lo studio ha valutato il servizio di trasporto pubblico all’interno della provincia di Bolzano e tra provincia e regioni confinanti, anche fuori dai confini nazionali: Grigioni, Tirolo, Osttirol».

Partendo dal primo aspetto: «Il livello del servizio di trasporto pubblico altoatesino è generalmente buono e i numeri in termini di domanda e offerta sono di circa il 50% più elevati della media nazionale. Si parte, quindi, da una condizione invidiabile. Questo non significa che non vi siano alcuni problemi, soprattutto rispetto ai collegamenti interregionali e internazionali. Mentre ci si riesce a spostare abbastanza facilmente nella direzione nord sud (Monaco Verona Bologna Firenze Roma), usciti da questo asse emergono criticità che possono spiegare anche il dato relativo all’elevata percentuale di turisti (circa il 90%) che raggiunge l’Alto Adige con un mezzo di trasporto privato.

Ma queste criticità si possono risolvere? A quanto pare solo in parte: «Il fatto che per raggiungere Milano in treno non esistano collegamenti diretti e che si impieghi quasi lo stesso tempo che per raggiungere Roma, mostra che esiste una reale criticità. Questo è dovuto in parte a un problema infrastrutturale, perché la linea del Brennero è molto frequentata sia dai treni passeggeri che dai treni merci. Per esempio, l’alta frequenza dei treni regionali che tutti apprezziamo, crea problemi sugli slot dei treni alta velocità, in quanto occupano la linea in maniera prolungata, diminuendo la capacità della linea. Si tratta quindi di trovare un’ottimizzazione non semplice».

Insomma, problemi di “traffico” anche sui binari. Per migliorare la situazione del trasporto pubblico Alto Adige non resta che attendere il completamento dei lavori del tunnel del Brennero. Cavallaro, però, precisa che alcuni problemi resteranno: «Il tunnel di base dovrebbe migliorare il servizio perché aiuterà a decongestionare la linea, ma lo farà solo tra Fortezza e Innsbruck, e, quindi, la situazione nel suo complesso non cambierà di molto anche una volta terminati i lavori (nel 2026). Inoltre, il tunnel è progettato, principalmente, per spostare il traffico delle merci dalla strada alla ferrovia e non per migliorare il servizio passeggeri. Per cambiare drasticamente la situazione sarebbe necessario il raddoppio della linea ferroviaria da Verona a Fortezza, un progetto previsto, ma che molto difficilmente vedrà il suo compimento prima del 2035.

Trasporto pubblico Alto Adige, la qualità del servizio

Nel frattempo, meglio puntare sulla qualità del servizio del trasporto pubblico Alto Adige: «Per incentivare il trasporto ferroviario esistono anche altre strategie oltre alla velocità e alla frequenza dei treni. In primis, la qualità del viaggio e, di conseguenza, i servizi di supporto al viaggiatore. Per esempio, tutti i sistemi legati all’informazione sul viaggio (ritardi, coincidenze, binari di arrivo e partenza etc…) ma anche la facilità di acquisto dei biglietti da supporto mobile o le connessioni wifi a bordo dei treni dove si può lavorare durante il viaggio. In auto non è possibile e in aereo è più difficoltoso».

A dire il vero, i tempi previsti per raggiungere un aeroporto con i mezzi pubblici sono piuttosto lunghi: «Su questo – conclude Cavallaro – non abbiamo fatto studio uno specifico, ma è evidente che le connessioni tra stazioni ferroviarie e aeroporti sono fondamentali e su queste si può e si deve intervenire».

Massimiliano Boschi

 

 

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