Sharing Economy Act: ecco la legge che regolerà l'economia condivisa

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Una legge per valorizzare e regolare chi opera nella sharing economy. Dando tutele e garanzie ai lavoratori e prevedendo una tassazione agevolata al 10% fino ai diecimila euro di reddito. Lo sharing economy act è stato presentato venerdì scorso a Trento da due deputati firmatari della proposta di legge, Stefano Quintarelli (l’autore di Costruire il Domani) e Veronica Tentori. Si tratta del primo tentativo di regolamentazione in Europa di un fenomeno che negli ultimi anni ha colonizzato il mondo creando veri e propri monopoli come Airbnb e Uber. I vantaggi li conosciamo tutti, ma gli svantaggi? Come funzionano i meccanismi di rating degli operatori? Perché si può essere esclusi da una di queste piattaforme senza avere una giustificazione plausibile o senza saperne il motivo?.

Sharing economy act, potenzialità e garanzie

Sono tutte risposte cui tenterà di rispondere lo Sharing Economy Act. «Lo Sharing economy act – spiega la giovane deputata del Pd Veronica Tentori – è una legge quadro che si occupa di dare una cornice con l’obiettivo di mettere in luce le potenzialità dell’economia della condivisione. Le potenzialità sono: razionalizzazione risorse; aumento della disponibilità dei beni; possibilità di favorire relazioni sociali; nuove forme di occupazione e imprenditorialità. A fronte di queste indiscutibili potenzialità però vanno garantite: trasparenza; equità fiscale; leale concorrenza; tutela dei consumatori. L’obiettivo della legge è proprio quello di creare fiducia e integrazione per convivere con i modelli tradizionali».

Sharing economy act: il ruolo dell’utente operatore

La legge ha per come protagonista l’utente operatore, ovvero colui che vende un’attività attraverso la piattaforma ma ne è allo stesso tempo utente. La legge non dà una definizione rigida di sharing economy. «Sarebbe impossibile – spiega Tentori -. Però possiamo decidere che cosa ci interessa andare a regolamentare rischiare di bloccare il percorso dell’innovazione e della creatività». La norma, di fatti, va a regolamentare le piattaforme dove c’è un’attività peer-to-peer. Sono escluse le piattaforme di car sharing e quella dove c’è intermediazione tra professionisti. Uber Black è escluso. Cocontest (piattaforma per progetti di architettura, dove però si propongono anche non professionisti) dovrà creare un doppio binario.

 

Sharing economy act, l’iscrizione e gli obblighi per le piattaforme

Le piattaforme online di sharing economy che riguardano l’attività peer-to-peer dovranno registrarsi online in una piattaforma dell’Agcom. «L’iscrizione è un vantaggio per tutti – spiega Quintarelli -. Fa chiarezza normativa, è una certificazione per il consumatore. Nella policy abbiamo dato alcune regole: non si possono escludere utenti operatori senza motivo giustificato; ci deve essere trasparenza nei meccanismi di rating; la registrazione degli utenti operatori deve avvenire attraverso codici fiscale; i pagamenti devono essere elettronici per essere tracciati; ci sarà una forma di assicurazione». Un modo per limitare discriminazioni e comportamenti arbitrari.

Sharing economy act: la fiscalità

La proposta di legge prevede un’aliquota del 10% sull’utente operatore fino ai 10mila euro (complessivi per le piattaforme sulle quali opera).  Oltre questa soglia il reddito da sharing va a fare cumulo con gli altri redditi. Si potrebbero così recuperare in Italia circa 450 milioni di euro di prodotto interno lordo di base imponibile, attualmente oggetto di elusione fiscale, corrispondenti a non meno di 150 milioni di euro di maggiore gettito per l’erario, tra imposte dirette e imposte indirette. Entro il 2025 si stimano crescite di oltre venti volte la stima, portando così il nuovo gettito a circa 3 miliardi di euro.

Sharing economy act: la consultazione online

Uno dei pregi del progetto di legge è quello di essere aperto a una consultazione online dove moltissimi cittadini stanno in questo momento aiutando il legislatore a completare il quadro. Alla consultazione di può accedere attraverso questa pagina http://www.statigeneralinnovazione.it/online/consultazione-sullo-sharing-economy-act/. Promosso dall’intergruppo innovazione (che riunisce parlamentari di diversi schieramenti) lo sharing economy act attende, chiusa la consultazione, solo di essere calendarizzato.

Sharing economy: il convegno di Trento

Il progetto di legge è stato solo uno degli argomenti al centro del seminario «Futuro al lavoro: come creare una buona occupazione al tempo della sharing economy» promosso dalla Trentino School of Management nell’ambito del LaReS, Laboratorio Relazioni Sindacali, con la collaborazione di Impact Hub Trento. Oltre a Quintarelli e Tentori hanno partecipato Valerio De Stefano, docente di Diritto del lavoro dell’Università Bocconi, e Technical Officer, Ilo International Labour Organization che ha parlato de «Le trasformazioni del mercato del lavoro. I fenomeni in atto a livello internazionale»; il sociologo Flaviano Zandonai «Cooperare nella sharing economy: opportunità e ambivalenze» e Fabio Pianesi, Eit Digital «Nuova economia, nuove tecnologie… nuovi imprenditori?».

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