Scripta Manent, la cultura che dà lavoro e fa star meglio i cittadini

Pubblicato il 27 Luglio 2016 in Culture

 

Crea posti di lavoro, quasi 700 se si considera il sostegno della Ripartizione italiana ad associazione e cooperative. Fa vivere meglio i cittadini, che percepiscono un maggiore benessere. Stabilisce relazioni significative, quelle utili a far crescere i cittadini. E dà risposte, fornendo utili strumenti interpretativi per «decifrare un mondo sempre più complesso e combattere così paure irrazionali, in modo da bonificarci da quella palude di ansie che pezzi di società e anche della politica cercano di cavalcare». Stiamo parlando della cultura: le parole sono quelle del vicepresidente della Provincia di Bolzano Christian Tommasini, che ha scelto – non a caso – un luogo di cultura, il Centro Trevi, per presentare «Scripta Manent» 2015, una pubblicazione che racchiude l’ampia offerta culturale altoatesina. Già a tenere in mano il libro si può intuire quanto sia variegato, e ampio, il panorama culturale di una terra di confine e forse anche per questo aperta per vocazioni a più voci, ad un miscuglio di tradizioni, legami che ne fa la sua unicità.

Abbiamo cominciato da un numero: 700 posti di lavoro. Per dimostrare ancora una volta che di cultura si può mangiare, eccome. «La cultura genera ricchezza – conferma Tommasini – è il settore che in Europa crea più valore aggiunto. Ma genera anche benessere: molti studi ci confermano di come sia migliore la vita dei cittadini che partecipano alle attività culturali della propria città». Anche perché esserci, a quegli eventi, è un modo di mettersi in gioco, confrontarsi con gli altri. «Si costruiscono relazioni significative – conferma Tommasini – e in questo modo, grazie allo scambio, si può costruire una società migliore, inclusiva, aperta in cui vivere».

Ed ecco che si forma così l’elenco dell’offerta altoatesina della Ripartizione Culturale italiana, diretta da Antonio Lampis. Progetti portati a termine e grandi ambizioni future, come la riqualificazione dell’edificio Ex Telefoni di Stato, un’imponente struttura in Corso Italia che passerà da cattedrale nel deserto a centro vivo di cohousing e coworking. L’obiettivo, infatti, è di avvicinare ancor più i giovani alla cultura. E allora bisogna ricordare Impulsi(vi)2, primo incubatore d’imprese culturali in Alto Adige. Proprio il 6 luglio sono stati presentate le sei idee selezionate per passare da sogno (culturale) a realtà. Se numerosi sono i progetti simili che hanno avuto buoni risultati in Italia così come in Europa, Impulsi(vi)2 si pone come una novità anche nel panorama nazionale in quanto non mira al finanziamento di idee in nuce o di progetti promettenti, ma cerca di accompagnare i giovani nel progettare un’impresa sostenibile economicamente, finanziariamente e socialmente. Ma i progetti sono molteplici: Weigh Station for Culture, Uploadsounds, un esempio di come si è trasformata un’idea, da contest per giovani band fino a diventare servizio di promozione dei musicisti locali fuori e dentro l’Euregio.

C’è poi un altro impegno: portare la cultura diffusamente, nei quartieri delle città e in provincia. Un ruolo svolto, ad esempio, dall’artoteca di via Parma e il centro Trevi a Bolzano, dai percorsi curati dal Teatro Stabile con i centri giovanili dei quartieri Europa-Novacella, dal lavoro della Piattaforma delle Resistenze. Il concetto è chiaro: se la cultura aiuta a vivere meglio, vale la pena di diffonderla il più possibile. Arrivare sempre a più persone, allargare. Scripta Manent non è però un semplice resoconto: racconta la voglia di cultura attraverso interviste, approfondimenti. Come quella al nuovo direttore del Teatro Stabile, Walter Zambaldi, che ha festeggiato il suo primo anno con 28mila presenze e 44% di abbonati in più. Segno che a Bolzano c’è ancora voglia di cultura.

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