Anche la sanità altoatesina entra nella fase 2: il piano per il riavvio

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Anche la sanità altoatesina si appresta ad entrare nella sua fase 2, con la ripresa graduale delle attività essenziali accanto all’assistenza dei pazienti Covid. Dall’attività chirurgica e territoriale ai ricoveri in ospedale, il direttore generale dell’Azienda sanitaria, Florian Zerzer ha presentato ieri i punti cardine del piano, elaborato dalla Direzione aziendale in stretto accordo con i direttori dei comprensori e i responsabili comprensoriali delle aree mediche e tecnico-assistenziali.

“Guardiamo alla Fase 2 con cauto ottimismo. Questo perché ora abbiamo esperienza nella prevenzione, nell’epidemiologia e nel trattamento di pazienti affetti da Covid-19. Tuttavia, va sottolineato che l’epidemia non è finita, la popolazione deve continuare a rispettare le regole” ha sottolineato Zerzer. L’ingresso nella Fase 2 non significa che potranno essere offerti da subito tutti i servizi a pieno regime. Il piano prevede di ampliare progressivamente le prestazioni offerte in tutti gli ambiti – ambulatoriale, ricoveri, attività chirurgica, prevenzione, riabilitazione ed altri ancora. “È un processo che durerà mesi, anche se attualmente le infezioni sono ad un livello basso, e che sarà adeguato alle circostanze di settimana in settimana” ha detto Zerzer. Il ritorno alla normale gestione avverrà anche in ambito sanitario nel rispetto delle misure generali di prevenzione, tra cui la disinfezione di mani e superfici, la misurazione della temperatura corporea, l’utilizzo di dispositivi di protezione da parte del personale, dei pazienti e dei visitatori, e accessi limitati per garantire la dovuta distanza tra le persone.

Il piano nei dettagli

Ecco cosa prevede il piano per il ritorno graduale alla normale operatività in ambito sanitario:

  • Assistenza ambulatoriale e diagnostica strumentale: le visite prioritarie ed urgenti saranno effettuate entro la fine di maggio. Per ridurre le liste d’attesa accumulate, alcuni reparti e servizi prolungheranno l’orario di apertura o effettueranno visite anche al sabato. Molti reparti e servizi potranno prenotare e fornire anche le prestazioni differibili e programmate già in maggio, ma nella maggior parte dei casi questi riprenderanno dal 1°giugno. Negli ambiti che richiedono misure precauzionali speciali, le prestazioni potranno essere offerte solo al 50%. Tutte le prestazioni, inclusi anche ad esempio i prelievi del sangue, saranno eseguite solo su prenotazione.
  • Ricoveri ospedalieri: dopo lo smantellamento dei posti letto dedicati ai pazienti Covid, tutti gli ospedali saranno di nuovo in grado di offrire un numero maggiore di posti letto nei reparti normali non interessati. I reparti di riabilitazione rimarranno completamente chiusi, ad eccezione dell’ospedale di Bressanone.
  • Attività chirurgica: l’attività chirurgica programmata riprenderà in forma ridotta. La priorità sarà data ai pazienti oncologici e alle operazioni non prorogabili.
  • Attività territoriale: le attività territoriali e le prestazioni erogate nelle strutture convenzionate ripartiranno o verranno ampliate tra maggio e inizio giugno. Si punterà ad erogare più prestazioni possibili presso i distretti. A causa delle norme di sicurezza tuttavia non tutte le attività potranno ancora riprendere in piena misura.
  • Teleconsulenza e telemedicina: l’assistenza ai pazienti tramite telefono o videochiamata, offerta da diversi reparti e servizi durante il lockdown, sarà in parte mantenuta o anche ampliata.
  • Pazienti affetti da Covid-19: dal 27 aprile, tutti i pazienti Covid-19 in terapia intensiva vengono assistiti presso l’Ospedale di Bolzano al 2° piano della Nuova Clinica. Nei reparti normali saranno messi a disposizione dei pazienti Covid oltre 200 posti letto, di cui 113 nelle cliniche private Bonvicini, Villa Melitta e S. Anna. Le strutture di pre-triage saranno mantenute, inoltre tutti gli ospedali avranno un reparto per l’osservazione o l’isolamento per pazienti potenzialmente infetti. La separazione tra i percorsi di cura Covid e quelli non-Covid ed il monitoraggio domiciliare saranno due pilastri fondamentali nell’assistenza.

Coordinamento medico provinciale fondamentale

Il responsabile medico Covid-19 e primario del Servizio di urgenza ed emergenza medica Marc Kaufmann ha sottolineato il ruolo futuro del coordinamento medico provinciale Coronavirus. La fase acuta dell’epidemia e di conseguenza anche nel coordinamento medico è stata per il momento superata. La stretta collaborazione con i sette ospedali altoatesini, attuata con successo in questo periodo con videoconferenze giornaliere, potrà quindi essere ridotta ad una frequenza inferiore. Tuttavia, il coordinamento medico rimarrà in modalità “stand-by” e assumerà l’importante ruolo di monitoraggio dei flussi di pazienti, dei casi Covid-19 e delle attività nelle unità di anestesia e terapia intensiva. “Al momento siamo fiduciosi perché abbiamo acquisito esperienza e siamo ben preparati in termini di infrastrutture e di tecnologia medica. Partiamo ora da una base di letti per terapia intensiva maggiore, che possiamo riportare al livello della capacità nella fase acuta in tempi relativamente brevi. Speriamo di non averne bisogno, ma siamo preparati, se necessario” ha spiegato Kaufmann.

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