Rio Aurino a Stegona, completata la riqualificazione dei dintorni: i dettagli

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Gli interventi di riqualificazione dei meandri del Rio Aurino nel suo corso inferiore a Stegona nei pressi di Brunico sono stati portati a termine di recente dagli addetti dell’Ufficio Sistemazione bacini montani est. “Il ripristino dello stato naturale dell’area svolge un ruolo rilevante per mantenere vitale questo ambiente naturale che consente di migliorare la capacità di assorbimento in caso di piene e di offrire habitat a varie specie di animali e piante”, sottolinea Rudolf Pollinger, direttore dell’Agenzia provinciale per la protezione civile. Negli interventi sono stati investiti circa 150.000 euro, finanziati con i fondi ambientali derivanti dalla gestione della centrale idroelettrica di Brunico e da canoni idrici.

L’avvio alle opere di riqualificazione dei meandri dell’Aurino a Stegona risale al 2006. Allora gli ambienti a bosco ripariale non venivano più allagati dalle acque del Rio Aurino e per tale ragione vi erano cresciute piante di abete rosso. I primi interventi si concentrarono sullo sradicamento di queste piante e la loro sostituzione con alberi a latifoglie. Nel 2008 fu quindi la volta dell’ampliamento di sezione dell’Aurino nella sua sponda convessa e dell’interramento di un’isola. Fu realizzata anche una piattaforma panoramica con vista sul fiume. Nel corso degli anni successivi proseguì l’attività di deconiferazione dei meandri con messa a dimora di latifoglie. Previa predisposizione di uno studio di fattibilità, nel 2019 è stato quindi ampliato lo stagno alimentato dall’acqua di falda, ripristinato un ramo morto con alternanza di zone umide e semiumide, di fronte all’impianto di trattamento di ghiaia, e creato un ramo laterale. Inoltre, si è provveduto ad abbassare la sponda interna di un metro e mezzo e a creare un nuovo ramo laterale con portata esclusivamente estiva. In tal modo è stata migliorata la capacità di trattenuta naturale delle piene. Inoltre, in seguito alla riqualificazione dell’area, ora dalla passeggiata esistente è possibile raggiungere le sponde del Rio Aurino.

 

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Le numerose misure realizzate in quest’area rientrano in un progetto complessivo incentrato sul bacino imbrifero del Basso Aurino coordinato dal limnologo dell’Agenzia, Peter Hecher assieme a Thomas Gamper, direttore lavori dell’Ufficio sistemazione bacini montani est. Il progetto pilota era stato avviato nel 2000 dall’Agenzia Protezione civile seguendo la direttiva europea sulle acque che prevedeva una gestione per il tratto fluviale del Basso Aurino tra Molini di Tures e Brunico. “L’obiettivo prioritario era ed è tuttora quello di migliorare nel contempo sia la tutela dalle piene del fiume che la tutela del suo equilibrio naturale”, spiega Sandro Gius, direttore dell’Ufficio sistemazione bacini montani est.

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