Raffin House Technology, l'azienda al lavoro quattro giorni alla settimana: «È un modello vincente»

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Una settimana lavorativa da quattro giorni senza tagli allo stipendio. Un modello virtuoso e vincente adottato dalla Raffin House Technology, azienda di Brunico. Ultimamente si è parlato molto della settimana lavorativa corta, soprattutto da quando l’Islanda ha pubblicato i risultati dell’esperimento che ha coinvolto più di 2500 lavoratori tra il 2015 e il 2019: gli interessati sono passati dalle tradizionali 40 ore settimanali alle 35/36 senza tagli allo stipendio e senza ridurre la produttività.  L’azienda della Val Pusteria – attiva nel settore degli impianti e della domotica – è pioniera in questo contesto avendo adottato la settimana lavorativa corta già tre anni fa. Il CEO Markus Raffin spiega qualcosa di più su questo modello lavorativo innovativo.

Come funziona il vostro modello di settimana lavorativa corta? Lavorate su più turni essendo comunque aperti dal lunedì al venerdì?

Il sistema si basa su una settimana di 36 ore, tuttavia, la retribuzione, le ferie, il TFR, eccetera, sono calcolati sulla base delle 40 ore settimanali. Alcuni dipendenti hanno il loro giorno libero il lunedì e altri il venerdì. Per noi è importante essere sempre presenti per i nostri clienti e partner, quindi offriamo anche un servizio di emergenza 24 ore su 24, 7 giorni su 7, che viene regolarmente coperto dai dipendenti.

Quando vi è venuta l’idea di adottare questo modello e cosa vi ha spinto a farlo?

Circa 3 anni fa la nostra azienda ha dovuto affrontare la sfida di elaborare numerosi ordini con pochi dipendenti a disposizione. Anche il forte calo del numero di giovani che scelgono un mestiere artigianale non ci ha aiutato. Allora abbiamo cominciato a pensare come rendere più appetibile il mestiere e allo stesso tempo offrire ai potenziali nuovi dipendenti qualcosa di cui poter beneficiare prima di tutto come “persone”: il tempo. L’idea di ridurre l’orario di lavoro è nata da un vivace scambio di opinioni nel mio ambiente personale, in particolare con mia moglie.

Markus Raffin

Prima di adottare la settimana lavorativa corta vi siete rivolti a dei consulenti per valutare il progetto, oppure è stato tutto molto più spontaneo?

Prima dell’introduzione della settimana da 4 giorni, ovviamente, sono stati verificati tutti i punti relativi alla retribuzione, al TFR, ai giorni di ferie e alla suddivisione del lavoro. Abbiamo lavorato con il nostro contabile a questo scopo, inoltre abbiamo anche dovuto verificare tutti gli aspetti legali.

All’inizio eravate scettici sull’efficacia di questo modello, oppure eravate già convinti delle sue potenzialità benefiche per l’azienda?

Ero convinto delle potenzialità già all’inizio e lo sono ancora oggi. Prima dell’introduzione della settimana di 4 giorni, ovviamente, abbiamo esaminato e riesaminato attentamente tutti gli aspetti, ma alla fine abbiamo concluso che il rapporto costi-benefici per dipendenti e datori di lavoro risulta più che positivo. Per noi è stato molto importante comunicare all’esterno che la nostra azienda non solo aveva adottato il modello da 4 giorni lavorativi, ma anche il fatto che all’occorrenza riuscivamo ad essere comunque presenti per i nostri clienti 7 giorni su 7, 24 ore su 24.

Come è cambiata la produttività dei vostri dipendenti, ci sono stati miglioramenti o peggioramenti?

La produttività dei dipendenti è aumentata, inoltre, anche il tempo e le modalità di lavoro vengono gestiti meglio.

La sede di Brunico

Qual è la risposta dei dipendenti in merito all’iniziativa? Avete notato un miglioramento generale della motivazione e del benessere dei dipendenti?

Il personale è rimasto molto sorpreso quando abbiamo presentato il concetto della settimana di 4 giorni. I dipendenti ora hanno più tempo per le loro famiglie, per gli hobby e per sé stessi, di conseguenza la nostra azienda ci “guadagna” avendo a disposizione dei dipendenti soddisfatti ed equilibrati che iniziano una nuova settimana lavorativa con gioia, vigore e motivazione.

Quali sono secondo la vostra esperienza i limiti e gli svantaggi che comporta la settimana lavorativa corta?

Non abbiamo svantaggi o limitazioni in questo senso. L’unica difficoltà l’abbiamo avuta all’inizio, quando la direzione impiegava più tempo per organizzare i gruppi di lavoro in modo efficace.

Secondo la vostra esperienza questo tipo di settimana lavorativa può funzionare allo stesso modo per tutti i settori aziendali (amministrazione, progettazione, produzione, installazione, eccetera…)? Ci sono dei settori che risentono negativamente da questo tipo di iniziativa?

Posso solo parlare del settore artigianale e condividere la mia esperienza personale: nell’amministrazione non abbiamo una settimana di 4 giorni al momento, perché non abbiamo abbastanza dipendenti per introdurre questo modello anche in questo segmento dell’azienda. A mio avviso i 4 giorni settimanali possono essere trasferiti a molti settori, tuttavia, il presupposto necessario è avere un sufficiente numero di dipendenti e la volontà da parte del management di investire tempo e coraggio per riorganizzare l’azienda.

Secondo la vostra opinione, attualmente, le aziende danno il giusto peso al welfare aziendale oppure viene ancora visto come un aspetto secondario rispetto alla produttività?

Le aziende danno troppo poca attenzione, secondo me, ai modelli di lavoro innovativi. Tuttavia, il grande interesse generato intorno alla nostra azienda da quando abbiamo introdotto la settimana di 4 giorni mi ha fatto capire che c’è il desiderio di cambiamento e di mettere in discussione i modelli lavorativi più tradizionali.

Axel Baruscotti

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