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R.green, il software open source che mappa le rinnovabili nelle Alpi

Pubblicato il 20 Novembre 2015 in Innovazione

 

Un software sviluppato dall’Eurac di Bolzano permette di mappare il territorio e visualizzare le fonti e la disponibilità di energia rinnovabile, per aiutare a decidere in modo aperto e trasparente le politiche energetiche locali. Il software si chiama r.green, è gratuito e scritto con codice open source ed è nato all’interno di recharge.green, progetto di ricerca che mette assieme 16 partner di tutto l’arco alpino – dalla Francia alla Slovenia – fra cui l’Istituto per le energie rinnovabili dell’Eurac (European Academy di Bolzano). Il progetto di ricerca è durato da ottobre 2012 a giungo 2015 ed è stato cofinanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale nell’ambito del programma Spazio alpino.

Energia rinnovabile: una mappa con rischi e opportunità
Aree pilota del progetto research.green

Aree pilota del progetto recharge.green

L’assunto di base è che le energie rinnovabili come acqua, sole, vento e biomasse siano delle importanti risorse di cui l’arco alpino dispone in grandi quantità. Ma non è tutto oro quel che luccica: l’ecosistema delle Alpi è delicato e sfruttare per l’energia i torrenti e i boschi, ad esempio, comporta modifiche all’ecosistema che vanno attentamente soppesate. Se l’impatto è positivo sul clima, può esserlo in modo negativo sugli ecosistemi e sulla biodiversità.

Prerequisito necessario per decidere è disporre di una sufficiente conoscenza scientifica. Nasce per questo il software r.green, sviluppato con l’Università di Trento e presentato alla conferenza internazionale “Smart and Sustainable Planning for Cities and Regions 2015” che si è tenuta il 19 e 20 novembre all’Eurac.

R.green: i primi test in provincia di Cuneo

Il programma r.green crea un modello spaziale del territorio, sulla base dei dati immessi, e restituisce la localizzazione, la tipologia e la quantità di energia rinnovabile utilizzabile e più conveniente in termini economici e rispettosi dell’ambiente.

«Abbiamo creato uno strumento tecnologico innovativo in grado di supportare i processi decisionali nel momento della pianificazione energetica sul territorio – spiega Giulia Garegnani, ricercatrice dell’Eurac – Vogliamo dimostrare che è possibile utilizzare le energie da fonti rinnovabili nell’arco alpino, assicurando al contempo un uso sostenibile del territorio. In questo modo si salvaguardano la biodiversità e l’uso del suolo».

Un caso studio è stato il test in provincia di Cuneo: con il supporto del software si è calcolata la disponibilità di biomassa forestale (cioè gli scarti di lavorazione) per piccoli impianti di teleriscaldamento, e si è valutata la fattibilità di piccoli impianti idroelettrici. Per giungere a queste conclusioni, gli esperti dell’Eurac e dell’Università di Trento hanno considerato in diversi scenari la domanda di energia di una regione, le politiche e la legislazione in materia, i vincoli ambientali — ad esempio nelle aree protette — e la fattibilità economica degli impianti.

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