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Poste, i sindacati chiedono di sospendere il nuovo modello di recapito

Pubblicato il 21 febbraio 2019 in Territorio

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Sospendere il nuovo modello di consegna delle Poste. Lo chiedono, uniti, i sindacati altoatesini dopo che anche la Provincia, con il presidente Arno Kompatscher, ha sollevato proteste per il servizio. «Il nuovo modello di recapito ha generato evidenti problemi, accentuando una situazione già critica, sia per i portalettere, sia per il servizio in generale» affermano in una nota congiunta i sindacati confederali Slc/Cgil, Slp/Cisl e Uilposte/Sgk. Uno dei punti principali riguarda l’orario di lavoro, applicato in base al nuovo accordo nazionale e le carenze nella consegna che rischiano di penalizzare un sistema editoriale, quello altoatesino, che rispetto al resto del Paese ha altre caratteristiche ed esigenze.

«Nonostante le preoccupazioni manifestate dalle organizzazioni sindacali confederali locali – proseguono – in considerazione di un territorio che, per le nostre specificità, non può essere considerato alla pari delle altre provincie, l’azienda ha continuato ad applicare quanto firmato a livello nazionale e siamo solo all’inizio in quanto, nei prossimi giorni, partiranno anche gli altri centri previsti. L’azienda ha infatti deciso di implementare la riorganizzazione a livello nazionale del servizio di recapito anche in provincia di Bolzano nonostante le forti preoccupazioni e criticità espresse dal sindacato dei postali». Slc/Cgil, Slp/Cisl e Uilposte/Sgk hanno già formalmente chiesto a Poste Italiane di sospendere la riorganizzazione del recapito in provincia di Bolzano. Ciò per ricercare correttivi e soluzioni adatte alla particolare realtà locale per il numero elevato di prodotti editoriali consegnati, come i quotidiani specialmente nelle valli, e per la peculiarità del territorio.

«Continueremo ad impegnarci per soluzioni adeguate e fattibili, soprattutto per quanto concerne l’organizzazione del lavoro, ossia anche per l’anticipazione dell’orario di lavoro, che già siamo riusciti a migliorare rispetto all’accordo nazionale. Abbiamo chiesto l’apertura di un tavolo nazionale che ci permetta di avanzare le nostre proposte e migliorare il più possibile la situazione in essere a livello locale», concludono i sindacati confederali.

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