WS Explora 3, Bollo: «La cultura produce valore ma non sa raccontarsi»

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Torna un nuovo ciclo – il terzo – di WS Explora, per riflettere sul ruolo della cultura in Alto Adige. Dopo gli eventi dedicati alla progettazione a partire dalle risorse del territorio e quelli con focus sulle nuove forme di imprenditoria culturale, il terzo ciclo di WS Explora è dedicato alla valutazione degli impatti dei progetti culturali sui territori. Che ricadute hanno i progetti e le attività culturali su un territorio? Quale valore è importante valutare, come lo si misura e quali devono essere i destinatari privilegiati degli impatti? Imprese culturali e creative sono in grado di generare uno straordinario valore aggiunto, sia economico sia sociale, ma spesso gli operatori culturali non sono in grado di valutarlo né raccontarlo. Il tema verrà sviluppato in una tavola rotonda pubblica e in un laboratorio di formazione condotto da Alessandro Bollo, Responsabile Area Ricerca e Consulenza di Fondazione Fitzcarraldo.

Giovedì 1 dicembre 2016 alle ore 16.30 si terrà al Museion (Piazza Siena 1 – Bolzano) la tavola rotonda aperta al pubblico dal titolo “Le dimensioni degli impatti delle attività culturali: una valutazione possibile e necessaria”, mentre venerdì 2 dicembre dalle ore 9.30 alle 15.30 si terrà il workshop intitolato “Dal monitoraggio dei risultati alla valutazione degli impatti: un approccio metodologico”. Per gli iscritti alla newsletter di Alto Adige Innovazione è previsto uno sconto.

Gli operatori culturali non sono in grado di raccontarsi

operatori culturali

Alessandro Bollo

«Al sistema culturale si richiede di essere trasparente per affermare la propria legittimazione – spiega Alessandro Bollo –. Fino a una decina di anni fa, prima della crisi, non c’era tutta questa urgenza di legittimazione. Ora invece la cultura deve dimostrare di produrre valore». Il problema è che spesso manca la capacità di valutare gli impatti generati dalla cultura, e soprattutto che il sistema tradizionale non è in grado di narrarsi . «Molto spesso si nota una certa impreparazione e per questo bisogna elaborare dei metodi validi di valutazione, che tengano conto della multidimensionalità del fenomeno» continua Bollo. Ciò significa che un evento come un festival non ha solo ricadute economiche, ma anche sociali, turistiche, e diversi altri aspetti che per essere valutati non possono tenere conto solo di criteri univoci come il dato di pubblico.

L’impatto culturale del festival Operaestate di Bassano

Un esempio dell’attività di Fondazione Fitzcarraldo – che si interessa di vari tipi di fenomeni culturali, dai musei alle fiere territoriali, alle manifestazioni sportive – è lo studio realizzato nel 2012 sul festival Operaestate di Bassano. Si è cercato di dimostrare il valore di questo festival tenendo conto della dimensione temporale, di quella spaziale, della “densità” e varietà del programma. La natura e la storia di Operaestate rendevano necessario un approccio valutativo che considerasse in senso ampio il concetto di sviluppo territoriale, che tenesse conto delle diverse declinazioni del valore che il festival poteva generare e che considerasse effetti di medio-lungo termine spesso di difficile individuazione e misurazione.

I risultati e le implicazioni economiche restituite in una forma misurabile e attendibile hanno consentito sia ai finanziatori sia agli organizzatori di disporre di un quadro comune di conoscenza entro cui valutare il senso di iniziative culturali in grado di produrre ricadute positive su molteplici settori dell’economia locale: miglioramento della qualità della vita della popolazione residente, rafforzamento dell’immagine e dell’attrattività turistica, aumento dei consumi e delle pratiche culturali, incremento di know-how locale, sostegno al capitale creativo e alla produzione artistica. I beneficiari sono stati i partecipanti del festival, la popolazione residente, gli operatori economico-turistici, l’amministrazione pubblica e gli artisti. I risultati sono stati positivi, in quanto lo studio di Fondazione Fitzcarraldo è stato riutilizzato nelle successive fasi di ricerca di finanziamenti.

«Il mondo della cultura è come l’universo, in continua espansione – conclude Bollo –. I tassi di partecipazione degli italiani alla cultura sono molto bassi. Ci sono tante difficoltà, ma anche aspetti interessanti di cambiamento, soprattutto nelle realtà piccole, più agili e all’avanguardia nel recepire le innovazioni. La soluzione? Mettere insieme politici e operatori culturali».

 

 

 

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