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Olimpiadi delle Dolomiti, mozione bocciata «per errore»: «L’Alto Adige c’è»

Pubblicato il 9 giugno 2018 in Infrastrutture, Territorio

Le raccomandazioni del gruppo di lavoro sono state presentate questa mattina nella sala plenaria del Consiglio provinciale  

Un “incidente tecnico” che non danneggia, almeno secondo le speranze di Arno Kompatscher, la collaborazione tra Alto Adige, Veneto e Trentino per fare delle Dolomiti la sede delle olimpiadi invernali del 2026. Quanto successo è presto detto: il consiglio della Provincia di Bolzano ha bocciato la mozione presentata da Alessandro Urzì, consigliere di minoranza, ma condivisa dalla giunta, per spingere la candidatura condivisa dei territori. Al momento del pronunciamento il dispositivo, votato per parti separate, è stato respinto: le premesse con 3 sì e 21 no, la parte dispositiva (emendata) con 12 sì, 13 no e 1 astensione. Per il governatore, che si è affrettato a chiarire il caso sorto con Cortina e Venezia, si è trattato di un errore.

Uno “scambio” di mozioni. Sembra esserci stato questo alla base del disguido che ha coinvolto la maggioranza consiliare a Bolzano. “Aderire alla dimostrazione di interesse ad ospitare le Olimpiadi invernali del 2026” recitava il titolo della mozione proposta da Urzì (Alto Adige nel cuore) che impegnava la giunta «a sostenere la cooperazione con Regione Veneto e Provincia autonoma di Trento per la promozione della candidatura dei territori dolomitici ad accogliere i giochi olimpici invernali del 2026 e a ospitare, nel rispetto dell’ambiente naturale e alpino, alcune delle competizioni valorizzando le eccellenze sportive invernali dell’Alto Adige, anche come volano turistico ed economico». La proposta non era piaciuta alla destra tedesca. Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha ricordato la discussione in merito in consiglio regionale, con la posizione contraria dei presidenti delle due Province autonome, e ha chiesto di adeguarsi a questa decisione, respingendo la mozione.

È stata quindi la volta in Aula di Kompatscher, che ha ribadito l’impegno condiviso con Veneto e Trentino, a patto però del rispetto di alcune condizioni. Il presidente ha ricordato che fin dall’inizio era chiaro che l’Alto Adige da solo non si sarebbe mai candidato; in occasione della candidatura di Innsbruck, che poi era stata ritirata, si era pensato all’Euregio. La Provincia di Bolzano era pronta anche a sostenere la candidatura di Cortina mettendo a disposizione infrastrutture già esistenti. «Ho incontrato a questo scopo i presidenti Zaia e Rossi, chiarendo che non si intende costruire infrastrutture nuove, ma mettere a disposizione ciò che già esiste, e sotto la nostra gestione – ha chiarito Kompatscher – . Le Dolomiti come sede sono una bella idea; una collaborazione sulla base citata è possibile».  Il voto tuttavia è andato in modo contrario alla volontà del governo provinciale. Alla base «dell’errore» ci sarebbe stata la convinzione dei consiglieri Svp di votare una mozione diversa da quella di Urzì. Dopo il pronunciamento lo stesso governatore ha rassicurato i territori vicini, soprattutto il Veneto da dove non è tardata ad arrivare la reazione allarmata dei parlamentari.

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