Lezioni in lingua straniera, bene la sperimentazione del metodo CLIL

Pubblicato il 16 Febbraio 2016 in Culture

buona scuola  

Buoni risultati per la sperimentazione del plurilinguismo in classe nella provincia di Bolzano, il cosiddetto metodo CLIL. Sono stati presentati i risultati della sperimentazione nelle scuole superiori di lingua tedesca, condotta dalla professoressa Stefania Cavagnoli dell’Università di Roma 2 Tor Vergata in cinque classi delle scuole superiori di lingua tedesca in due semestri negli anni scolastici 2013/14 e 2014/15. I risultati sono stati presentati ieri dall’assessore provinciale all’istruzione Philipp Achammer.

Lezioni in italiano nelle scuole tedesche

In pratica in queste classi gli insegnanti di alcune materie hanno parlato in italiano o in inglese durante le lezioni, per metà dell’anno. E questo in materie “non linguistiche”, come per esempio la matematica o la storia. Bene, i risultati sono incoraggianti: i due terzi degli alunni coinvolti ritengono positivo imparare una disciplina in italiano o in inglese per metà dell’anno scolastico (altri avrebbero preferito lavorare per più tempo).

Tutti i gruppi coinvolti sottolineano che le paure iniziali si sono dissolte anche attraverso la metodologia CLIL e che è necessario cominciare prima a lavorare in CLIL (già dalla prima classe secondaria di II grado o addirittura nei cicli inferiori). Da parte degli insegnanti, tutti in possesso di conoscenza linguistica di livello C1 del quadro di riferimento europeo, è stato espresso l’interesse a partecipare a percorsi formativi per migliorare il linguaggio specialistico.

Il 77% dei germanofoni vuole più italiano a scuola

Un sondaggio condotto dalla Consulta provinciale dei genitori della scuola tedesca nel marzo-febbraio 2015, ha riferito l’assessore, ha evidenziato come il 77,2 per cento dei genitori di alunni delle scuole elementari, medie e superiori sia favorevole a una maggiore attenzione per la lingua italiana a scuola.

Il 49,4 per cento all’insegnamento di varie materie in italiano (nelle scuole superiori tale percentuale raggiunge il 54,1 per cento). Per quanto riguarda l’inglese, il 50,9 per cento dei genitori di alunni delle scuole elementari, medie e superiori si è detto favorevole anche a una maggiore attenzione per la lingua inglese in ambito scolastico.

Musei e teatro per favorire il plurilinguismo

Il responsabile dell’Area Innovazione e Consulenza della Provincia di Bolzano, Rudolf Meraner, ha illustrato il pacchetto di misure a sostegno del plurilinguismo 2016-2020, che prevede accanto a misure per mantenere e migliorare il livello qualitativo della conoscenza della lingua madre, l’introduzione di progetti innovativi per l’apprendimento delle lingue e iniziative a sostegno dell’apprendimento delle lingue in ambito extrascolastico, avvalendosi, ad esempio, della collaborazione con associazioni culturali, strutture museali e teatrali.

Più lingue già dalla seconda superiore

Il metodo CLIL ora verrà ampliato a classi precedenti, fino alla seconda superiore. La giunta provinciale il 12 gennaio 2016, su parere unanime del Consiglio scolastico, ha approvato una delibera che prevede la possibilità di introdurre l’insegnamento con metodo CLIL già dalla seconda classe delle superiori, sempre per la metà dell’anno scolastico, preferendo la sua sospensione nel quinto anno delle superiori in considerazione della concentrazione degli studenti alla preparazione degli esami di Stato.

 

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