Laimburg, nuove scoperte per una viticoltura sostenibile

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Come ogni anno il Centro di Sperimentazione Laimburg ha organizzato la tradizionale Giornata del Vino e della Vite. Gli esperti hanno affrontato vari aspetti della viticoltura e della gestione della cantina, come ad esempio il momento ideale per l’utilizzo della bentonite, un minerale argilloso per la stabilizzazione del vino o il tema della sostenibilità nella gestione della cantina, in particolare, riguardo i materiali di imballaggio. Inoltre, sono stati presentati nuovi cloni tedeschi del Pinot grigio, il vitigno più coltivato in Alto Adige. Durante le presentazioni, esperti e ospiti hanno degustato alcuni vini sperimentali del Centro di Sperimentazione Laimburg.

“La viticoltura ha una lunga tradizione in Alto Adige e la produzione è di altissimo livello. Tuttavia, a causa delle attuali condizioni climatiche, stiamo affrontando sfide che richiedono nuove strategie sostenibili. Sarà quindi ancora più importante affrontare la questione da diversi punti di vista e il Centro di Sperimentazione Laimburg svolge un ruolo importante in questo senso. La Giornata del Vino e della Vite presenta i risultati di un’intensa attività di ricerca nel campo della vitivinicoltura e sostiene così i numerosi viticoltori del nostro territorio”, ha dichiarato Arnold Schuler, Assessore provinciale all’Agricoltura nel suo videomessaggio all’inizio della conferenza. “Il tema della viticoltura e della gestione delle cantine è interdisciplinare; presso il Centro di Sperimentazione Laimburg diversi gruppi di lavoro studiano un’ampia varietà di questioni, utilizzando metodi scientificamente oggettivi. La Giornata del Vino e della Vite è un punto d’incontro adatto per trasmettere i risultati attuali della ricerca agli operatori del settore”, ha spiegato Walter Guerra, vicedirettore e responsabile dell’Istituto di Frutti- e Viticoltura del Centro Laimburg.

Bentonite per la stabilizzazione del vino: quale il momento ideale per il suo impiego

Qual è il momento migliore per stabilizzare le proteine nel vino? Con variazioni di temperatura del vino, le proteine ivi contenute possono precipitare risultando in un intorbamento e formando dei sedimenti, sgraditi ai consumatori. Per stabilizzare il vino ed evitare questo fenomeno, solitamente vengono aggiunte bentoniti, prodotti di derivazione minerale, al prodotto finito. Anche se si tratta di una procedura standard, rimaneva un quesito il momento migliore per l’applicazione della bentonite e la scelta del tipo di bentonite adatto. Gli esperti del Centro di Sperimentazione Laimburg hanno testato diversi tipi di bentonite e tre diversi momenti di applicazione: “Dalle nostre sperimentazioni è emerso che risulta problematica soprattutto l’applicazione nel mosto prima della fermentazione, che comporta svantaggi a livello sensoriale sull’aroma. Tra l’applicazione di bentonite nel mosto in fermentazione e nel vino finito le differenze sono minime e non presentano svantaggi per la qualità”, conclude Ulrich Pedri, responsabile del settore Enologia del Centro di Sperimentazione Laimburg.

Nuovi cloni tedeschi di Pinot grigio con potenziale per l’Alto Adige

Con 676 ettari e una quota dell’11,9% della superficie viticola totale, il Pinot grigio è il vitigno più coltivato in Alto Adige. Nel 2012 è stato allestito a Merano un vigneto sperimentale per testare l’idoneità e confrontare tra loro 16 cloni. Dopo poco tempo, si sono distinti tre cloni che presentano una struttura del fusto significativamente più lunga, il che favorisce grappoli spargoli, risultando quindi in una minore suscettibilità a malattie come botrite o marciume. Ulteriori differenze rispetto agli altri cloni coltivati si possono riscontrare nella maggiore resa, nel maggiore peso dell’uva e degli acini, nel minore contenuto zuccherino e nella maggiore acidità complessiva, che si ripercuote sulla qualità del vino.

Nonostante le differenze nelle indagini viticole ed enologiche, non sono state riscontrate differenze nella valutazione sensoriale dei vini. “Questi nuovi cloni possono essere sicuramente raccomandati come cloni di qualità stabili dal punto di vista della resa per la varietà Pinot grigio nella viticoltura altoatesina”, afferma Josef Terleth del gruppo di lavoro Varietà e Materiale di Propagazione Viticola del Centro di Sperimentazione Laimburg.

Materiale di imballaggio come criterio di sostenibilità in cantina

La richiesta di sostenibilità deve essere soddisfatta sempre di più anche in cantina. Maximilian Freund dell’Università di Scienze Applicate di Geisenheim (Germania) ha spiegato nel suo intervento quali aspetti devono essere presi in considerazione: “Per uno sviluppo sostenibile nell’industria delle cantine, gli aspetti ecologici come l’uso corretto di acqua, energia e materiali sono argomenti essenziali per la protezione del clima. Con una percentuale di poco inferiore al 50%, il solo imballaggio del prodotto è responsabile di quasi la metà delle emissioni di gas serra emesse per ogni bottiglia di vino. Questo lo rende un ottimo esempio per dimostrare le possibilità di risparmio delle risorse e di rispetto del clima”. L’uso di fonti energetiche e materiali ecocompatibili e a basse emissioni, l’economia circolare con riutilizzo e riciclo, nonché l’uso più efficiente dei materiali e il loro smaltimento svolgono sono i punti chiave. “Molti di questi approcci, come l’economia circolare, richiedono concetti a livello industriale o intersettoriale che possono essere implementati in modo significativo solo con il coinvolgimento di tutte le parti interessate”, afferma Freund.

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