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Autonomia, incontro fra Kompatscher-Stefani. Il ministro: «Sarò vostro garante»

Pubblicato il 10 Luglio 2019 in Territorio

 

Prove tecniche di disgelo sull’autonomia. Dopo il ricorso della presidenza del Consiglio sul decreto Omnibus al Consiglio di Stato e la restituzione di parte delle indennità dei dirigenti provinciali stabilita dalla Corte Costituzionale, e accompagnato dai parlamentari Julia Unterberger, Renate Gebhard e Meinhard Durnwalder, e dai vicepresidenti Giuliano Vettorato e Daniel Alfreider, il presidente Arno Kompatscher ha incontrato nella serata di martedì 9 luglio la ministra per gli affari regionali Erika Stefani in vista della seduta di insediamento delle commissioni paritetiche dei Sei e dei Dodici in programma il 10 luglio. Per il ministero erano presenti anche i dirigenti Antonio Naddeo e Eugenio Gallozzi. Uno degli obiettivi dell’incontro era quello di migliorare la collaborazione con il Ministero delle Regioni, ma anche con altri ministeri romani, al fine di chiarire in anticipo possibili divergenze su temi importanti. «La ministra Stefani si é mostra aperta alle nostre richieste e interessata ad una proficua collaborazione», ha detto Kompatscher al termine dell’incontro. «Abbiamo potuto parlare in modo esauriente di temi importanti che necessitavano di chiarimenti e la ministra Stefani si è mostrata molto sensibile alle richieste in quanto è un’autonomista convinta», ha aggiunto Vettorato. In particolare è stata decisa l’istituzione di un tavolo di lavoro che affronti varie questioni aperte a partire da quelle nel settore sanità, con la possibilità di far esercitare i medici di sola lingua tedesca per coprire il territorio e altre richieste (assunzioni del personale medico, inserimento nell’albo professionale). Il ministro Stefani, dal canto suo, ha rassicurato più volte la delegazione altoatesina spiegando di farsi «garante dell’Autonomia».

In vista della seduta delle paritetiche di domani è stata anche definita un’agenda delle priorità. «Sono fiducioso – ha detto Kompatscher – che siamo sulla strada giusta, anche perché la ministra ha mostrato disponibilità anche rispetto ai contenuti da noi esposti».«“Abbiamo anche fatto presente alla ministra – aggiunge il vicepresidente Alfreider – che per molte questioni riguardanti la mobilità le competenze sarebbero gestite meglio a livello regionale». Questo è il caso, ad esempio, della progettazione delle fermate degli autobus al di fuori dei centri abitati dove gli standard richiesti sono troppo restrittivi.

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