Dall'Islanda con amore. E se avesse ragione il “Bauer Bond” Oscar Ferrari?

Due anni di pandemia, la crisi energetica che sta trasformandosi in economica e sociale, le spaccature sempre più evidenti e profonde all’interno dell’Svp e le incertezze del Landeshauptmann dovrebbero far presagire cambiamenti radicali in vista delle elezioni provinciali del prossimo anno, nessuno, invece, si aspetta risultati clamorosi. I motivi sono diversi (alcuni li abbiamo indicati qui), ma, generalmente, solo una forza politica che si presenti in radicale rottura col passato riesce a scardinare il sistema. Una rottura che può essere anche solo apparente, come dimostra la recente storia politica italiana, ma che non sembra all’ordine del giorno. Sarà che da queste parti il passato è sacro e pochissimi si azzardano a contestare i falsi miti su cui è stato reinventato, sarà che nessuno sembra aver il coraggio di rendere trasparenti le spaccature all’interno dell’Svp, ma a Bolzano e dintorni tutto tace. Il Landeshauptmann sembra preferire la “cottura a fuoco lento” – non si capisce se sua o degli avversari politici – mentre chi detiene il necessario potere economico e mediatico che gli permetterebbe di creare un “Vorwärts Sudtirol” sul modello di Forza Italia, resta “coperto”.

Non va dimenticato, però, che si sta parlando di elezioni provinciali e non nazionali e si può quindi sperare che il cambiamento arrivi improvviso e sorprendente. Allargando gli orizzonti, si potrebbe trarre qualche spunto dalle elezioni comunali di Reykjavik del 2010, quando trionfò il partito satirico “Besti flokkurinn ” (Il miglior partito),
Ai tempi fu un vero e proprio shock per tutti gli islandesi. I sondaggi lo davano allo 0,7%, nonostante i partiti tradizionali si fossero mostrati incapaci di gestire la profonda crisi finanziaria causata dai mutui subprime, ma le urne diedero un responso molto diverso: il “Besti flokkurinn” (Bf) risultò il primo partito con il 34,7%, e il suo leader, Jón Gnarr, venne eletto sindaco della capitale islandese (130.000 abitanti).


Il simbolo del Besti flokkurinn

Gnarr, nato come bassista di un gruppo punk, incominciò a fare digressioni satiriche durante i concerti che il pubblico mostrò di apprezzare notevolmente. Decise così di utilizzare questo talento in radio e poi in televisione. Affermatosi come comico a livello nazionale, nel 2009 fondò il “Partito migliore”.
Il programma si ispirò direttamente a Monsieur de La Palisse “Non dovete avere paura del Partito Migliore, perché è il partito migliore. Se non lo fosse, si sarebbe chiamato Partito Peggiore o Partito Cattivo. Ma non accetteremmo mai di stare in un partito così”.
Tra le proposte del Bf: un “Parlamento senza droghe” e un rapporto privilegiato con la popolazione rurale: “Ogni contadino islandese deve aver diritto di portare una pecora in albergo senza sovrapprezzo”. Ma è soprattutto una frase citata in appendice al programma ufficiale del “Besti flokkurinn” che ci avvicina alle questioni politiche di casa nostra: “Possiamo promettere più di tutti gli altri partiti, tanto tradiremo ogni singola promessa”.

Ecco, mentre all’orizzonte non si scorgono varianti locali di Forza Italia o de “La République En Marche” di Macron, è sufficiente seguire la regola aurea di questo territorio: guardare indietro, per trovare qualche speranza di cambiamento.
Era infatti il 2005 quando in Alto Adige veniva fondato il “Partito per tutti” che anticipava di quattro anni lo spirito del Bf che avrebbe trionfato a Reykjavik.
La sola fondamentale differenza riguarda i risultati elettorali. “Il partito per tutti”, presentatosi una prima volta alle comunali di Bolzano del 2005, ottenne 276 voti (pari allo 0,53%). Ripresentatosi otto anni dopo, nel 2013, per le elezioni del Senato ottenne lo 0,08% con 426 voti.
Le somiglianze, invece, sono notevoli, come ci ha confermato con un certo orgoglio Oscar Ferrari, cantautore demenzialprogressista, coltivatore di ortaggi e frutta, conduttore radiofonico e, per quel che ci riguarda, fondatore e segretario del “Partito per Tutti”,
Ferrari, come Gnarr ha iniziato a far satira utilizzando la musica, è poi passato alla radio e soprattutto, ha fondato un partito le cui proposte non hanno nulla da invidiare a quelle del “Besti flokkurinn”. Tra queste: l’annessione del Sudtirolo alla Svizzera e soprattutto lo slogan: “Promettiamo tutto a tutti”.

Ferrari concede l’intervista solo dopo che il giornalista ha aiutato a caricare sul furgone la struttura appena utilizzata per il mercato settimanale di Viale Europa, un aiuto che verrà ripagato con tre bicchieri di bianco e il tempo necessario per rispondere alle domande.
Per cominciare, Ferrari precisa le differenze tra il suo partito e quello di Gnarr. “Noi siamo nati quattro anni prima e non escludo di essere stato fonte di ispirazione per gli islandesi”. A questo, però, arriveremo, più tardi, prima “va tolto il dente”.
Come si spiegano risultati elettorali tanto differenti? Perché il “Besti flokkurinn” ha trionfato in Islanda mentre il “Partito per tutti” non ha nemmeno raggiunto l’1% a Bolzano?
“Essenzialmente per due motivi – spiega – perché l’Islanda non è un paese cattolico e perché è un paese giovane, non è una gerontocrazia come l’Italia”.
In effetti, l’Islanda è un paese a maggioranza luterana e l’età media della popolazione è di 38 anni, contro i 44 della media europea e i 46,2 dell’Italia. “Credo- prosegue Ferrari – che il successo di Gnarr e del suo partito sia stato più generazionale che politico. Gli islandesi hanno voluto affidarsi ai giovani dopo che gli anziani avevano fallito, ai figli dopo che i padri avevano sbagliato. Per quel che ci riguarda, invece, abbiamo anticipato troppo i tempi, anche Grillo ha fondato il Movimento 5 stelle nel 2009, quattro anni dopo il Partito per Tutti”.
Detto delle differenze, ci si può concentrare sulle somiglianze: per certi aspetti, l’Islanda è un mondo chiuso e “speciale” come quello Sudtirolese, Reykjavik ha più o meno gli stessi abitanti di Bolzano, ma, evidentemente, qui la politica viene ancora presa (troppo?) sul serio. “Oppure l’hanno presa sul serio proprio gli elettori di Gnarr – precisa Ferrari -. La questione generazionale non è una questione minore, solo che qui si ragiona ancora con vecchi schemi mentali che nessuno vuole abbandonare”

Resta da capire come Ferrari possa aver ispirato il “Besti Flokkurin”. “Ovviamente non pretendo nessun diritto d’autore, ma nel 2008 avevo utilizzato il mio blog per un gioco di rimbalzi con alcuni popolari blog islandesi. Una catena che mi permise di farmi conoscere anche lì”.
Effettivamente, il post, funzionò discretamente, ricevette 110 commenti tra cui molti islandesi. “Qualcuno se la prese, qualcuno stette al gioco, ma fu molto divertente e il mio blog ricevette molte visite dall’Islanda. Chissà che il seme non sia stato gettato proprio in quell’occasione”.

Detto dei semi, non resta che concludere sui frutti. Ecco come ha valutato quelli lasciati dal “Besti flokkurinn”, Constantin Seibt inviato dell’elvetico Tages-Anzeiger: “Il bilancio di quattro anni di governo è alquanto inaspettato. Hanno risanato le finanze, hanno lasciato in eredità alcuni discorsi memorabili, un paio di dozzine di chilometri di piste ciclabili, un piano per la rete dei mezzi pubblici, una nuova organizzazione delle scuole di cui nessuno si lamenta, hanno finanziato molti giovani artisti e il turismo è cresciuto al ritmo del 20% all’anno. Reykjavik è diventata una città rilassante e frizzante”.
“Per noi – conclude Ferrari – era difficile governare con lo 0,5%, ”ma prima di tornare a Laives, strappa la promessa di buttare un occhio al video della sua partecipazione ai “Fatti Vostri” con Giancarlo Magalli. Ci tiene particolarmente a far sentire la canzone che aveva dedicato a Maurizio Costanzo nel lontano 1993.
La si ripropone qui di seguito, fosse solo per mostrare Oscar Ferrari con i capelli in testa.

Foto di Oscar Ferrari tratte dal suo profilo Facebook

Massimiliano Boschi

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