Non si governa senza la Stella Alpina: da Merano a Laives trionfa il metodo Svp

Massimiliano Boschi
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La cascata di numeri relativa al Coronavirus ne ha rapidamente eclissati altri, quelli provenienti dalle recenti elezioni comunali tenutesi in Alto Adige. Come trionfalmente sottolineato dall’Obmann dell’Svp Philipp Achammer, la Svp ha confermato il numero di sindaci della precedente tornata elettorale 101 su 116, compresi due dei cinque comuni a maggioranza italiana: Vadena e Salorno. Andrebbe precisato che in una quarantina di questi comuni, l’Svp esprimeva l’unico candidato sindaco alla competizione, ma è evidentemente un problema che riguarda le altre liste.

Oggi, a oltre un mese dalle elezioni, si sono formate quasi tutte le Giunte comunali figlie del voto. Per tre Comuni è stato nominato un commissario: Glorenza, Nalles e Merano, mentre l’Svp fa parte di 108 delle altre 113 Giunte (comprese le liste civiche “ladine” vicine all’Svp in Badia e Gardena).

Al momento la “Stella Alpina” è esclusa solo dalla Giunte Comunali di Rodengo, Ora, Appiano, Vipiteno e Ortisei. A Rodengo, 1125 abitanti, il candidato di una lista civica ha stravinto la competizione elettorale con il 67,7% dei voti contro la candidata dell’Svp (32,3%) che ha ottenuto il 10% in meno dei voti alla sua lista. Di fronte a una debacle di queste dimensioni, l’Svp non ha potuto che incassare.

Ad Appiano, Wilfried Trettl, candidato della lista Civica “Bürgerliste Eppan” ha ottenuto il 62,5% dei voti, il candidato Svp, Reinhard Zublasing, il 21,4%, un altro candidato civico ha ottenuto il 16,1%. Nonostante il successo trionfale, ad Appiano non si è ancora formata una Giunta. A Ora, quattro liste si sono suddivisi i consiglieri comunali: la Civica “Buergerliste Auer” (32,2%), la Svp (30,8%), la civica “Insieme Miteinander” (20,5%) e “Noi per Ora/Auer” con il 13,4%. Martin Feichter della “Buergerliste Auer” ha vinto la corsa a sindaco e ha proposto all’Svp di entrare in Giunta, ma quest’ultima ha rifiutato ed è all’opposizione.

A Vipiteno, il candidato della Lista Civica ha sconfitto quello dell’Svp per soli tre voti e l’Svp è ricorsa in tribunale per il riconteggio. Infine, a Ortisei, è inevitabilmente andata in scena una sfida tra Moroder. Tobia “Lista Unica” ha ottenuto 1224 voti e il 52,5%, Lara (Svp) ha ottenuto 1109 voti e il 47,5%. Per quel che riguarda i voti di lista, “Lista Unica” ha ottenuto il 50,5% dei voti e 9 seggi, l’Svp il 43,6% e 8 seggi, e la Lega il 5,9% e un seggio. Vista la situazione, il sindaco eletto Tobia Moroder ha proposto all’Svp una Giunta con 4 assessori della sua lista e due all’Svp, ma quest’ultima ha rifiutato, richiedendone tre a testa. A questo punto, il sindaco è andato a trovarsi il decimo consigliere, decisivo per il varo della Giunta, nelle file della Lega che ha accettato. L’Svp di Ortisei, rimasta esclusa, non l’ha presa benissimo e ha definito le scelte del sindaco: «Una sconfitta per la democrazia».

A questo proposito andrebbe ricordato che in due casi su cinque è stata l’Svp a rifiutare la mano tesa dei sindaci eletti, in un caso è ricorsa in tribunale e ad Appiano non si è ancora formata una Giunta, mentre in altri 108 (cento e otto) comuni, il partito che governa da 70 anni l’Alto Adige, il più vecchio partito del Parlamento italiano, fa parte della Giunta comunale e in 99 esprime il sindaco (due sono stati commissariati).

Se non siamo al “Partito Unico“, poco ci manca.

Qui potrebbe partire una tirata “etnica” contro lo strapotere del partito di raccolta tedesco etc etc, ma non partirà perché non se ne vede il motivo. Come già detto, in due dei cinque comuni a maggioranza italiana, il sindaco è espresso dall’Svp (Salorno e Vadena), negli altri tre fanno parte della Giunta. A Bronzolo, l’Svp esprime il vicesindaco e l’assessore all’urbanistica, a Bolzano sindaco di Centrosinistra (e sostegno dell’ Svp essenziale per formare la Giunta), quest’ultima esprime il vicesindaco e assessore all’urbanistica, a Laives, dove Christian Bianchi candidato del centro destra ha ottenuto il 57,5% dei voti e il candidato dell’Svp (Giovanni Seppi) il 15,4%, l’Svp è comunque in Giunta e ha ottenuto l’assessorato all’urbanistica. A essere onesti, a seguito della dichiarazione Svp di sostegno a Caramaschi nel ballottaggio di Bolzano, Christian Bianchi, decisamente indispettito, aveva dichiarato di “voler congelare ogni trattativa” con il partito della Stella Alpina per formare la Giunta a Laives. Ma alla fine, come solito, l’Svp ha ottenuto quel che desiderava mentre Fratelli d’Italia, che sosteneva Bianchi, è rimasta fuori dalla Giunta.

A Merano, dove gli italiani sono circa il 49%, è andata anche peggio. L’Svp era clamorosamente rimasta esclusa dal ballottaggio e si era presentata la possibilità di una Giunta che la escludesse ma, nei fatti, le liste civiche italiane hanno considerato imprescindibile la partecipazione della «Stella Alpina».  Evidentemente agli italiani va benissimo così, ma che succede nel resto del Sudtirolo «monolingue» (o quasi)?

Succede che nessun partito dell’opposizione amministra con il proprio “marchio” qualche Comune. Non la destra tedesca, non il Team K, non i Verdi, ovviamente non gli italiani. Quindi, anche se prevedibilmente l’epidemia del Covid farà crollare i consensi nei confronti dell’Svp, nessuno, al momento, sembra possedere la necessaria esperienza per sostituirli.

I partiti non si creano dal nulla, quelli nati attorno alla figura di un leader funzionano pochissimo nel mondo tedesco che, fortunatamente, è riuscito a resistere all’ondata che ha decimato i partiti tradizionali in mezza Europa. Soprattutto in questo momento, i partiti devono avere un collegamento molto stretto con i territori, perché gli interessi corporativi si faranno sentire in maniera sempre più decisa, perché l’elettorato pagherà letteralmente sulla propria pelle le scelte giuste o sbagliate.

E’ molto probabile che la crisi che stiamo vivendo finirà per aumentare a dismisura il conflitto le varie anime dell’Svp e quello tra il partito e importanti settori economici e mediatici, ma che tipo di alternativa sarà possibile?

Detto della minoranza italiana che non sembra aver nessuna voglia di uscire dal suo limbo di “delega e lamento” in cui si è adagiata da anni, resta da capire cosa succederà nel resto della società sudtirolese. Molto probabilmente, il Landeshauptmann continuerà a svolgere il ruolo da “parafulmine” che gli hanno consegnato. Le “scottature” aumenteranno, gli italiani continueranno a lasciar cadere nel vuoto ogni sua «apertura» e se non se ne uscirà con un colpo di teatro, finirà per bruciarsi del tutto. Al momento, pero, non si vedono figure alternative all’orizzonte, tanto meno un “Gorbaciov” in grado di riformare e/o far crollare un sistema di potere che dura da troppo tempo e arranca dietro ai rapidi cambiamenti sociali.

Philipp Achammer, obmann e assessore alla scuola e alla cultura tedesca, non sembra avere la statura politica per affrontare quel che succederà e, soprattutto, difficilmente sarà in grado di rappresentare una candidatura unitaria per diventare il «Presidente di tutti».

Toccherebbe agli oppositori dell’Svp trovare un’alternativa, magari partendo da una federazione delle varie Liste Civiche, ma al momento non si notano grandi movimenti. Peccato, perché sarebbe giunto il momento di incominciare seriamente a pensare a una proposta alternativa credibile e concreta. Senza questa, nella migliore delle ipotesi l’alternanza di governo sarà solo una breve parentesi. Nella peggiore, l’elettorato potrebbe farsi attrarre da quelle proposte “incredibili”, da quelle “populiste”, portate avanti da partiti bravissimi a soffiare sul risentimento e sulle paure, straordinariamente capaci di trovare colpevoli e capri espiatori, ma incapaci di trovare la benché minima soluzione pratica.

In passato, quando forti realtà strutturate sono crollate, spesso è prevalso il risentimento, altre volte, tutte le persone di buone volontà si sono rimboccate le maniche, hanno messo da parte le ideologie e gli interessi di parte e hanno trovato una piattaforma comune da cui ripartire. C’è riuscita persino l’Italia al termine della dittatura fascista e del secondo conflitto mondiale.

Massimiliano Boschi  

 

Foto: profilo Facebook SVP, novembre 2019

 

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