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L’appello delle imprese all’Assemblea: «Meno vincoli e più fiducia»

Pubblicato il 25 Maggio 2018 in Agenda

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«Meno vincoli e più fiducia». Le imprese altoatesine chiedono ancora più spazio d’azione per poter avere maggiore incisività nel territorio e per il territorio. A parlare durante l’Assemblea Generale 2018 di Assoimprenditori a cui ha partecipato anche Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, sono: Harald Oberrauch, Presidente di Durst e Alupress, nonché Fondatore TBA-Tyrolean Business Angel, Evelyn Kirchmaier, Direttore Generale del Gruppo Markas e Thomas Brandstätter, Direttore Generale Hans Zipperle SpA. Davanti a loro una platea gremita dalle più alte rappresentanze delle categorie economiche e delle istituzioni provinciali. Tra gli altri: Michl Ebner, presidente della Camera di Commercio, Ulrich Stofner, direttore del Dipartimento economia, innovazione e Europa della Provincia, Hansi Pichler, numero uno di Idm, Stefan Pan, vicepresidente nazionale di Confindustria, Leo Tiefenthaler, presidente del Swrea e Alberto Faustini, direttore Alto Adige. Assente giustificato per altri impegni istituzionali, il governatore Arno Kompatscher.

Le richieste delle imprese

Tre i punti centrali per gli imprenditori: l’investimento nella conoscenza, lo snellimento burocratico e l’abbattimento delle barriere vecchie e nuove, a partire dalla questione viabilità sul Brennero. Ed è proprio su quest’ultimo punto che fa leva Brandstätter: «È sbagliato introdurre nuove sanzioni e pedaggi per il trasporto. Così come è necessario trovare un punto d’incontro per i piani di classificazione acustica comunale. A Bolzano questo è un problema enorme che si può risolvere solo creando aree separate, per la vita cittadina e per l’operatività delle imprese. Dovete lasciarci lavorare, dare più spazio all’auto-controllo aziendale, come in Germania. Abbiamo bisogno di rapporti costruttivi e non penalizzanti, nonché di un sistema più snello». A lui fa eco Oberrauch: «Il contesto di partenza è ottimo ma dobbiamo aprirci di più e la cooperazione tra le aziende è un’ottima leva. Dobbiamo dimostrare di credere nella nostra terra, ma per farlo è necessario avere maggiore libertà di gestione. Nel mondo moderno, alzare nuove barriere è anacronistico: Bolzano è il cuore dell’Europa e dobbiamo sfruttare fino in fondo questa potenzialità».

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«Investire sui lavoratori»

Insomma, guardare al futuro con positività è doveroso, oltre che possibile. E dalla loro, gli imprenditori altoatesini, hanno anzitutto i numeri. Il settore produttivo e le costruzioni generano un quarto della ricchezza prodotta in Provincia. Se a questo si aggiungono i servizi collegati alle attività produttive come logistica, trasporti, Ict, attività amministrative, commercio all’ingrosso e tutte le altre attività di supporto alle imprese produttive, si supera un terzo dell’intero Pil provinciale. Le sole imprese associate, ricorda Assoimprenditori, occupano quasi 40 mila persone con retribuzioni che sono più alte del 40% rispetto alla media provinciale e 9 posti su 10 a tempo indeterminato. Ma è proprio sulle persone che è necessario investire con più convinzione: «Stiamo lavorando per posizionarci sul mercato come un datore di lavoro attrattivo a livello europeo. Vogliamo essere un modello, rappresentando un contesto in cui si lavora e si vive bene. Per questo è importante continuare a investire nel plurilinguismo – conferma Kirchmaier, sottolineando – l’Alto Adige è una zona strategica per le imprese: è anello di congiunzione con il nord Europa, ha una cultura lavorativa invidiabile e la forza lavoro altoatesina è preparata e zelante. Tutto ciò spinge la crescita e ci rende attrattivi per altri giovani talenti». Ma per proseguire in questa direzione, è imprescindibile puntare sul collegamento tra imprese e formazione. «Abbiamo avviato un master post universitario con l’Università di Bolzano – ricorda Brandstätter – abbiamo bisogno sia di top manager altamente competenti che di tecnici specializzati. Industria 4.0 ci dimostra che acquistare macchine innovative e performanti non basta, servono persone che siano capaci di usare queste macchine. Servono collaboratori motivati e formati». Una riflessione che diventa esortazione per tutta la platea: «Ai miei colleghi – conclude il dg di Hans Zipperle – dico: fate entrare nei vostri laboratori e nelle vostre sale produttive, i giovani. L’azienda ne beneficerà e con essa l’intera l’economia». (foto: dpi)

Silvia Pagliuca

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