Il mercato del legno: da Vaia alla crisi energetica, dal bostrico alle pale eoliche

Il settore del legno rappresenta uno dei principali punti di forza dell’Alto Adige, come dimostrano le oltre 2.220 aziende dell’industria manifatturiera, che assicurano un reddito a 25.000 persone nel settore bosco-legno. Quest’ultimo comparto, secondo alcune stime, genera un fatturato annuo pari a circa 1,3 miliardi di euro. Tuttavia, il 2022 è stato un anno di grande crisi, che ha coinvolto le materie prime e causato un rincaro energetico insostenibile per le imprese. Ciò ha inevitabilmente fagocitato anche il mercato del legno, i cui prezzi sono lievitati fino a duplicare. “Per analizzare al meglio la situazione attuale – spiega Michael Stauder, Project Manager presso IDM – è necessario suddividere il materiale in base al suo scopo: quello edile e quello energetico. Nel primo caso siamo passati da un prezzo di 80 Euro al metro cubo prima del 2019, ai 105 Euro attuali, in seguito ai due picchi di giugno 2021 e maggio 2022. Nel secondo caso, invece, la curva è tuttora in aumento, anche se non così rapido come nei mesi passati; precisamente, rispetto al 2019 il prezzo è salito di circa 17 Euro al metro cubo, passando da 13 a 30 Euro. Situazione ancora differente è quella del legno lamellare, il cui prezzo è aumentato dai 400 ai 500 Euro al metro cubo, ma con ampio margine di rientro.”

La lotta al cambiamento climatico e il ruolo del legno

La lotta al cambiamento climatico e per l’ecologia gioca sicuramente un ruolo importante nelle fluttuazioni di mercato dovute agli ultimi anni, e vede l’Alto Adige protagonista di numerose iniziative. “Insieme a Lussemburgo, Germania, Svizzera ed Austria facciamo parte della Timber Construction Europe (TCE) – continua Stauder – organizzazione europea che raggruppa le imprese della carpenteria e delle costruzioni in legno e rappresenta oltre 22.000 aziende. Crediamo che il settore delle costruzioni, e in particolare delle costruzioni in legno, possa dare un contributo importante alla protezione del clima; per questo l’Alto Adige si è fatto avanti con molteplici soluzioni, tra cui l’uso efficiente delle risorse della materia prima e la promozione di reti di approvvigionamento locali sostenibili. Il modo migliore per intervenire in difesa dell’ambiente è evitare lunghi percorsi di trasporto ed emissioni di CO2, attraverso un rifornimento regionale e diretto, dalla foresta alle segherie sino alle aziende di lavorazione del legno. Produrre articoli che abbiano una lunga vita e siano facilmente riciclabili è attualmente la nostra priorità.”

Il pre e post-Vaia

La tempesta Vaia ha scosso decisamente il mercato del legno a Nordest, e non solo perché ha lasciato a terra – secondo i dati della Direzione Foreste del Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari Forestali e del Turismo – 8,5 milioni di metri cubi di legname schiantato, ma anche perché ha destato l’interesse dei Paesi esteri, che stanno contribuendo a sostenere le quotazioni di mercato. “Alla fine di ottobre 2018, la tempesta Vaia ha colpito un’area di circa 6.000 ettari – spiega Stauder – ma purtroppo non si tratta dell’unico evento atmosferico che si è abbattuto tragicamente sui nostri boschi. Soltanto un anno dopo, infatti, un milione di metri cubi di legno sono caduti nelle foreste nei dell’Alto Adige a causa dei danni provocati dalle forti nevicate. Nel novembre del 2020, sempre a causa della neve, il numero di schianti è pari a circa 500.000 metri cubi di legname. C’è stata fin da subito una grandissima mobilitazione per ripulire rapidamente il suolo da tutti questi alberi, per non rischiare la proliferazione del bostrico (un insetto nocivo) che avrebbe potuto propagarsi anche alle piante ancora in piedi e sane. Questa attività di bonifica ha svolto sicuramente un ottimo lavoro.” Ma egualmente importante è stata la promozione a livello locale, nazionale ed internazionale di questo legname: progetti come quello della start-up Vaia – che ha creato un amplificatore per smartphone con i tronchi degli alberi caduti, vendendone 40 mila pezzi in 28 Paesi e contribuendo a piantarne 30 mila di nuovi – oppure di Marco Martalar, scultore del legno e autore dell’opera “Il drago Vaia” a Lavarone, realizzata interamente con legno di scarto caduto durante la tempesta, hanno sicuramente contribuito alla rinascita ed al sostegno dell’ecosistema locale.
“Un altro aspetto interessante – continua Stauder – è quello legato al teleriscaldamento: gran parte della legna degli alberi caduti è stata arsa. Basti pensare che in Alto Adige, il fabbisogno annuale di materia prima utilizzata per produrre calore ammonta intorno ai 700.000 metri cubi, quando il taglio – sempre annuale – è tra gli 800.000 ed i 900.000. Chiaramente ad essere bruciati sono solamente gli scarti, per evitare di sprecare legno di ottima qualità, che è invece destinato alla produzione di mobili, materiale edile ed intere case. Di conseguenza, quasi il 90% del legno che ha come scopo il riscaldamento nelle abitazioni, viene importato, per la maggior parte dall’Austria.”

 

Focus Alto Adige: i diversi tipi di legno e i prodotti più venduti

“Le piante più presenti nei nostri boschi sono l’abete rosso (60%), il larice (19%), il pino silvestre (10%), il cirmolo (6%), l’abete bianco (3%) e le latifoglie (2%) – prosegue Stauder – Con l’abete rosso si fanno prevalentemente mobili, travi e tutti i sottoprodotti dell’edilizia, mentre il larice, che ha una durabilità più lunga, viene utilizzato per gli esterni delle abitazioni, esposti alle intemperie. Infine, il cirmolo, destinato alla produzione di mobilio, per via della sua capacità di portare aria pulita negli spazi chiusi. Le principali segherie coinvolte nella lavorazione della materia prima sono Holz Pichler, Sarner Holz e Gruber Holz, che tagliano fino ai 100.000 metri cubi all’anno, seguite da alcune altre più piccole che rimangono tra i 3.000 ed i 6.000. Infine, sparsi su tutto il territorio, ci sono moltissimi falegnami ed artigiani occupati nella produzione di finestre, mobili, porte, oggetti vari, intagli e sculture.”

Di fronte alla richiesta, sempre in aumento, di legname, ci si interroga sul futuro della materia prima. “Si tratta di una risorsa sostenibile di fondamentale importanza per il pianeta – conclude Stauder – che in futuro sarà sempre più utilizzata in sostituzione ad altri materiali. Alcuni esempi possono essere l’utilizzo del legno al posto del gasolio per scopi energetici, oppure il rimpiazzo in legno delle grandi pale che muovono le pale eoliche, precedentemente fatte di un insieme di sostanze impossibili da smaltire. È assolutamente necessario lavorare il più possibile sulla materia prima locale, evitando importazioni e sfruttando le possibilità del territorio, per avere prodotti di lunga durata, sostenibili e riciclabili.”

Vittoria Battaiola

Immagine di apertura: ©Venti3

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